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BACILLUS ANTHRACIS

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BACILLUS ANTHRACIS

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Appartiene al genere Bacillus. E' un bastoncello di grandi dimensioni (3-l0 m di lunghezza e 1-l,5 m di larghezza); è Gram+, sporigeno, con la tendenza a disporsi in lunghe catene. Queste assumono un aspetto caratteristico, 'a canna di bambù', poichè gli estremi cellulari del bacillo sono squadrati e ingrossati.

Pur essendo anaerobio facoltativo, B. anthracis cresce meglio in presenza di ossigeno e produce spore solo in ambiente aerobio.

A differenza degli altri membri del genere Bacillus, B. anthracis è immobile.

Possiede una capsula molto spessa, di natura polipeptidica (è un polimero dell'acido D-glutammico). Questa particolarità conferisce una reazione metacromatica, evidenziabile ad esempio con la colorazione con il blu di Loffler.

B. anthracis è l'agente eziologico del carbonchio ematico.

CARATTERISTICHE COLTURALI

B. anthracis cresce abbondantemente sui normali terreni di coltura. Vista la notevole resistenza delle spore (resistono per molto tempo all'essiccamento, alle basse temperature, e 5 minuti alla temperatura di ebollizione) il materiale sospetto va maneggiato con molta cura. In particolare, gli animali morti per sospetta infezione da B. anthracis non devono essere assolutamente aperti: è permesso solo il prelievo di un padiglione auricolare, con successiva cauterizzazione.

Su terreni solidi forma colonie di 3-4 mm di diametro, di aspetto rugoso e dai margini irregolari. Osservate al M. O. a piccolo ingrandimento, esse hanno un aspetto tipico, simile a capelli ondulati (dovuto alle catenelle che si intrecciano fra loro), definito a 'caput medusae'. Queste sono le colonie in fase R; sono state descritte anche colonie in fase S.

CARATTERI ANTIGENICI: nella capsula si riconosce un solo tipo antigene. Nella parete cellulare invece sono presenti un antigene proteico ed uno polisaccaridico.

L'azione patogena di B. anthracis è dovuta alla produzione di una tossina, composta da tre fattori:

    -fattore I : glicoproteina edematogena,

    -fattore II : protettivo, immunogeno;

    -fattore III : letale, immunogeno; letale per l'animale di laboratorio solo se inoculato assieme al fattore II.

Il fattore II di per sè non è tossico, è però indispensabile per l'attività degli altri due fattori.

La capsula partecipa all'azione patogena perchè ostacola la fagocitosi.

Il carbonchio ematico colpisce tutti gli animali domestici e anche l'uomo. Per le specie animali esiste una scala di sensibilità: ad esempio gli ovini sono più sensibili dei suini o dei carnivori. Negli ovini prevale la forma setticemica, nelle altre specie menzionate prevalgono forme localizzate (antrace faringeo, intestinale o cutaneo).

La produzione e germinazione di spore è favorita da climi caldo-umidi, con abbondanti precipitazioni; in tali aree, dette di incubazione, il carbonchio ematico può essere endemico.

ANTIBIOTICI

B. anthracis è sensibile alla penicillina, alle tetracicline, alla streptomicina.






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