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PIASTRINE o TROMBOCITI

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PIASTRINE o TROMBOCITI

Le piastrine non si possono considerare cellule, bensì frammenti di cellule. In buone condizioni di conservazione appaiono di forma irregolare, sono prive di nucleo, ed hanno diametro variabile tra 1 e 4 micron. Sulla base del loro metabolismo si devono considerare cellule.


ORIGINE

Dal progenitore comune a tutii igli elementi urati, l'EMOCITOBLASTO, si forma direttamente una cellula gigante che si chiama METACARIOBLASTO, da questa si origina un PROMEGACARIOCITA dal quale si origina il MEGACARIOCITA.

Il MEGACARIOCITA è una cellula polinucleata gigante del diametro di 40/70 micron. Questa cellula si trova all'intreno del midollo , quindi non è circolante. Le piastrine si originano da quest'ultimo in maniera caratteristica: il nucleo si comincia a frammentare in LOBULI che mediante la FESSURA DI DEMARACAZIONE staccano dei LEMBI PIASTRINICI che penetrano come degli pseudopodi all'interno del circolo sanguigno del midollo osseo, e nel vaso sanguineo si riversano così BLOCCHI DI PIASTRINE.




NUMERO

Sono presenti in conc variabile da 150mila a 300mila per mm3. hanno vitabreve(8/11 giorni), sono delicatissime e la vita si accorcia quando entrano in contatto con tessuti danneggiati. In questo caso, infatti, le piastrine circolanti si disgregano e scompaiono. Fisiologicamente invece le piastrine vengono distrutte nel sistema reticolo endoteliale specialmente a livello della milza


CARATTERISTICHE

Fragili, aderiscono facilmente ad altri corpi o a se stesse. Questa proprietà si chiama ADESIVITà ed è legata alla capacità delle piastrine di formare numerosi e sottili filamenti. Questa capacità, diminuisce con l'età delle piastrine. Nel vivente si estrinseca nella possibilità di aderire alle pareti dela vaso sanguigno alterato. Questa capacità è fondamentale per i processi della omeostasi e per i processi della coagulazione. Normalmente la piastrina viene respinta dlall'endotelio del vaso sanguigno, perché presenta una carica elettrica negativa come la superficie dell'endotelio, inoltre le piastrine non si aggregano tra loro per ,o stesso motivo. In caso di lesione diminuisce il potenziale elettrico dell'endotelio del vaso, le cariche negative diventano positive e le piastrine, attratte dalle cariche di segno opposto, tendono ad ammassarsi aderendo alla zona lesa.

A questo punto le piastrine mostrano una seconda proprietà che si chiama ESPANSIONE o ESPANSIVITà. Esse infatti si rigonfiano raggiungendo un diametro di 16 micron e in tal modo formano una specie di TAPPO EMOSTATICO o TROMBO, che riesce a bloccare la fuoriuscita di sangue dal vaso se la lesione è piccola, e presto entrano in gioco i processi di coagulazione. Fatto ciò le piastrine si disgegano liberando una sostanza, la 5IDROSSITRIPTANINA o SEROTONINA cha ha un azione vasocostrittiva locale, il che favorisce la chiusura della lesione.

Contemporaneamente viene liberata una sostanza che si chiama TROMBOPLASTINA o TROMBOCHINASI che in presenza di ioni calcio innesta il processo di coagulazione del sangue


TAPPE FONDAMNETALI COAGULAZIONE (fare da soli)

il processo consiste nell'apposizione di una rete di fibrina lungo i filamenti delle piastrine che agiscono come nodi per la formazione dei cristalli di fibrina, anche per le piastrine esiste un fattore ormonale che  determina la loro produzione e si chiama TROMBOPOIETINA

il TROMBO PIASTRINICO dopo che la falla si è chiusa viene a dissolversi enzimaticamente


le piastrine si legano alle zone del vaso che noj n sono più lisce


EMOSTASI, ci si riferisce a tutto l'insieme dei processi che a partenza della falla del vaso, determinano il blocco della emorragia, l'emostasi consta di diverse fasi:1 fase VASVCOLARE che consiste nella costrizione o riduzione del lume del vaso leso, che si instaura un via nervos riflessa iniziale e successivamente a seguito della liberazione di sostanze daa parte delle piastrine; 2 fase dell'ADESIVITà PIASTRINICA; 3 fase dell'AGGREGAZIONE PIASTRINICA cojn formazione del trombo o tappo piastrinico detto TRMBO BIASNCO; 4 nel in cui sinnesti la coagulazione; 5 la fase del CONSOLIDAMENTO del trombo con formazione del TROMBO ROSSO.


LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA

Negli organismo più evoluti in cui gli organi e gli apparati che devomo utilizzare le sostanze disciolte si trovino sostanze dal mezzo nutritizio si assiste alla differenzizazione di un sistema circolatorio nel quale circolasse uhn mezzo liquido.

Man mano che si risale la scala zoologica, il sistema circolatorio si va sempre più evolvendo, e da sistemi circolatori aperti in comunicazione con l'esterno, si passa a sistemi circolatori chiusi e sempre più complessi.

Esistono quindi due sistemi circolatori chiusi :

1.CIRCOLAZIONE SEMPLICE nei vertebrati a respirazione branchiale, che consiste di un unico circuito in cui il cuore, i capillari branchiale e i capillari tissutali sono disposti in serie, esiste un organo propulsore, un cuore formato dsa due cavità, ujn atrio e un ventricolo separati da una valvola atrioventricolare, anteriormente all'atrio si ha un seno venoso anch'esso separato da un avalvola semiatriale


2- CIRCOLAZIONE DOPPIA, si comincia a ossrervare nei rettili, ma si perfeziona con la divisione completadei ventricolo in uccelli e mammiferi

È quella in cui si distingue una CIRCOLAZIONE GENERALE che porta il sangue ai tessuti (GRANDE CIRCOLO) ed una circolazione polmonare che porta il sangue refluo e carico di CO2 dai vari organi fino ai polmoni e contemporaneamente porta sangue ricco di ossigeno dai polmoni ai tessuti. Si distinguono una CIRCOLAZIONE INCOMPLETA tipica egli anfibi e caratterizaata di un solo ventricolo e una CIRCOLAZIONE COMPLETA in cui il cuore è diviso in 4 cavità




ANATOMIA DEL SISTEMA CIRCOLATORIO NELL'UOMO

Nell'uomo la circolazione è doppia e completa, il cuore è diviso in 4cavità, è contenuto dal mediastino anteroinferiore, esso è asimmetrico rispetto all'asse del corpo perché è inclinato a sinistra, cioè la ounta nel torace si trova più a sinistra rispetto alla base. Il grande e il piccolo circolo iniziano e terminano nel cuore, nell'atrio destro arrivano le due vene cave superiore ed inferiore che portano il sangue venoso refluo della circolazione generale, e sempre nell'atri destro sbocca l seno . . . Che porta il sangue refluo della circolazione cardiaca. L'atrio destro è separato dal ventricolo destro dalla valvola atrioventricolare e tricuspide, il ventricolo destro comunica con l'arteria polmonare tramite le valvole semilunari polmaonri.

All'atrio sinistro arrivano le 4vene polmonari che ortano il sangue ossigenato dai polmoni. Dall'atrio sinistro il sangue passa medianta la valvola bicuspide al ventricolo sinistro che lo immette nella aorta a cui è separato dalle valvole semilunari aortiche. L'aorta rappresenta il tronco arterioso principale dal quale si dipartono numerosi vasi collaterali che portano il sangue ai diversi distretti corporei, infatti subito dopo la sua origine dal ventricolo sinistro, dalla aorta si dipartono le arterie aortiche a livello del collo, le succlavie al livello delle braccia e via via arterie relative ai diversi organi finchè a livello della 4vertebra lombare l'aorta si biforca nelle due arterie iliache, le arteri così si sfioccano in arterie di calibro sempre più ridotto finchè si formano le arteriose che sboccano in una rete di capillari dalla quale si diparte il sistema venoso costituito dapprima da vasi di piccolo calibro, che si riuniscono a formare via via vasi di calibro maggiore fino ad arrivare alle grosse vene che sboccano nell'atrio destro. Dalla metà destra del cuore ha inizion il circolo polmonare, infatti dall'arteria polmonare derivano le arterie polmonari destra e sinistra che penetrano all'interno dei polmoni fino a formare una rete capillare che avvolge gli alveoli, quindi avvengono gli scambi gassosi e dalla rete capillare si originano vene reflue intrapolmonari che due per ciascun polmone si raccolgono in 4 vene che terminano quindi nell'atrio sinistro.





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