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FISICA - CHIMICA

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FISICA - CHIMICA

CHIMICA

L’università di chimica si trova, a Torino, in Via Pietro Giuria 7. I corsi di laurea in questa facoltà sono del tipo 3+2 con due tesi: una alla fine del terzo anno e una finale al termine del quinto anno.

Le tre scelte possibili in questa università sono:

-          CORSO DI LAUREA IN CHIMICA GENERALE: è la strada classica per chi vuole inserirsi nel mondo dell’insegnamento o della ricerca nell’università stessa. Ultimamente, però, non è facile trovare un’occupazione soprattutto per coloro i quali aspirano all’insegnamento.



-          CORSO DI LAUREA IN CHIMICA INDUSTRIALE: si occupa dell’inquinamento ambientale e della ricerca di nuovi materiali.

-          CORSO DI LAUREA IN CHIMICA FORENSE: si occupa del problema del doping e della ricerca chimica utile alle indagini della polizia.

L’esperienza in laboratorio che abbiamo avuto la possibilità di vedere, si basa proprio su quest’ultimo corso. Infatti abbiamo potuto osservare quanto la chimica possa essere importante per le indagini della polizia, in particolare la sostanza che serve per trovare le tracce di sangue, per esempio su un luogo dove è stato compiuto un delitto. Questa sostanza è il LUMINOL, che immersa in una soluzione di acqua ossigenata provoca un fenomeno di ossido riduzione, che consiste nel passaggio di elettroni tra due sostanze, provocando ad un abbassamento del numero di ossidazione (ossido-riduzione) o un aumento del numero di ossidazione (ossidazione). L’ossidazione e l’ossido riduzione avvengono insieme; ed è proprio sotto la spinta di ossidazioni forzate che il luminol, entrando in contatto con una soluzione ferrosa, come per esempio il sangue, la farà accendere improvvisamente di un nuovo colore: nella diversa tonalità del rosso se la traccia viene da un corpo vivo, oppure cobalto, fluorescente o azzurrino se la macchia è stata persa da un cadavere. Per poter osservare il fenomeno occorre il buio totale. E così l'occhio chimico del Luminol fruga alla ricerca di eventuali riscontri che consentano all'indagine di imboccare un filone meno dispersivo. Il Luminol, reagente chimico derivato dal luminolo, inoltre, è molto affidabile e produce, su elementi anche invisibili di emoglobina, una reazione di luce relativamente breve, che però risulta ben evidente, anche perché le tracce del sangue sono difficili da rimuovere completamente e risultano essere durature nel tempo. Rispetto ad altri «prodotti», inoltre, la sottile nube diffusa dai vaporizzatori di luminol ha il vantaggio di coprire anche superfici ampie e ostiche alla conservazione delle macchie, come le maioliche e il marmo.

Infine l’operazione del rilevamento sangue attraverso il luminol può essere svolta più volte senza problemi.

Un altro argomento che abbiamo trattato è quello del DOPING. Questa sostanze vengono usate nello sport in generale, soprattutto nelle competizioni sportive, e ultimamente, anche dagli atleti più giovani. Il doping aumenta le prestazioni fisiche agendo su particolari ormoni, facendo in modo che l’individuo che ne fa uso non percepisca la fatica che sta compiendo; il doping quindi alza la soglia del dolore, momentaneamente. Infatti quando la sua reazione termina, l’individuo avvertirà tutta la fatica in un unico momento, con conseguenze che mettono a dura prova la salute. Il doping è una sostanza molto pericolose perché col tempo causa tumori, sterilità o altre disfunzioni.

Le macchine per la produzione del doping hanno costi molto elevati che partono da 150000 Euro. La particolarità è che quando bisogna controllare se un atleta ha fatto uso di doping, i suoi valori nel sangue, alterati dal doping, tornano a livelli normali grazie a numerose sostanze coprenti. Così è molto difficile stabilire se l’individuo ha fatto uso di doping. Per questo la chimica si occupa di queste sostanze coprenti, classificandole man mano che vengono scoperte e indicandole come farmaci proibiti. Ma questa ricerca è spesso difficile perché non riesce a scoprire le sostanze coprenti, che sono sempre maggiori, in tempi brevi. Un esempio è la caffeina. Essa non è indicata come sostanza coprente perché per poter cancellare i valori alterati dal doping dovrebbe essere assunta in quantità elevatissima.

Gli effetti del doping variano molta da persona a persona, in quanto dipendono dalla costituzione, dal sesso e dall’età del soggetto. ½ è anche una distinzione tra gli integratori e le sostanze coprenti: infatti gli effetti dipendono non solo dalle sostanze ma anche dalla quantità delle stesse.



FISICA

La facoltà di fisica a Torino, si trova in via Pietro Giuria 1 ed è del tipo 3+2:

-          LAUREA TRIENNALE IN FISICA (3 anni): gli indirizzi sono: Generale, Fisica dell’Ambiente e dell’Atmosfera, Tecnologie Fisiche, Fisica computazionale. Al termine di questo triennio si può scegliere se entrare nel mondo del lavoro o proseguire lo studio con una Laurea Specialistica.

-          LAUREA SPECIALISTICA (2 ANNI): ½ è la possibilità di scegliere tra: Fisica delle Interazioni Fondamentali, Fisica dell’Ambiente e Biomedica, Fisica delle Tecnologie Avanzate, Astrofisica e Fisica Cosmica.

Secondo una statistica, buona parte dei laureati in questa facoltà si è inserita nel mondo del lavoro.

L’esperimento che abbiamo avuto modo di approfondire è quello sulle LEGGI DEI GAS (Torricelli, Boyle, Gay-Lussac e Avogadro).

Le finalità dell’esperimento erano:

-Studiare il comportamento di un gas (aria) al variare del volume V, della pressione p e della temperatura t.

-Verificare la relazione di proporzionalità inversa tra pressione e volume a temperatura costante pV=cost (Legge di Boyle)

-Verificare la relazione di proporzionalità diretta tra volume e temperatura con pressione costante V/T=cost (Leggi di Gay-Lussac)

-Determinazione dello “zero assoluto”

-Verifica della legge pV/T=cost

Lo strumento utilizzato in questo esperimento è il termometro a gas, grazie al quale abbiamo misurato la pressione atmosferica, poi abbiamo letto a quale altezza si è fermata la colonnina di mercurio. In seguito, abbiamo variato la pressione p che il gas esercita sulla colonnina mantenendo a T=cost il termometro. Attraverso la pompa a vuoto abbiamo creato una depressione  massima di 700 mbar  partendo dalla pressione atmosferica. Leggendo il valore dell’altezza della colonnina d’aria e il valore della depressione a T=cost e analizzando i dati, troviamo che PV=cost.

Inizia poi la seconda parte dell’esperimento nel quale utilizziamo un termometro digitale, uno stantuffo e un manometro. Variando la temperatura T del gas da temperatura ambiente fino a 80°C, misuriamo con il termometro la temperatura. Per ogni valore di T che abbiamo rilevato, andremo a stabilire θ, h, V e p.

                        p=p amb.;  p=p amb. ± ∆p

Il valore ∆p letto sul manometro si varia tramite lo stantuffo.

Analizzando i dati si dimostra la legge V/T=cost. Infine, estraendo l’andamento di V(θ) ricaviamo lo zero assoluto.





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