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PRIMI MODELLI ATOMICI - Thomson, Rutherford, Bohr

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PRIMI MODELLI ATOMICI

Thomson

Non fu facile costruirli, si trattava infatti  di visualizzare una realtà di per sé non visibile. Il modello atomico di Thomson venne chiamato modello a panettone.

Egli immaginò infatti che gli acini di uvetta potessero essere gli elettroni negativi, dispersi infatti in una massa elettricamente positiva.

Ma egli stesso riconobbe che era inadeguato e lo modificò in parte.

Rutherford

Egli condusse i suoi studi sulla radioattività e in particolare sugli effetti dell’impatto di particelle alfa ++  su sottili lamine di oro.

Le particelle alfa infatti passavano quasi tutte (99%) attraverso la lamina; in qualche caso venivano deviate e una su 8.000 addirittura respinta indietro.

quindi Rutherford dedusse che:

-         poiché le particelle alfa++ in qualche caso venivano fortemente deviate, l’intera carica positiva doveva essere concentrata in un nocciolo piccolissimo: nucleo.

-         poiché non incontravano alcun ostacolo, l’atomo doveva essere vuoto.

-         gi elettroni dovevano muoversi lungo orbite circolari poste a enormi distanze dal nucleo.

Quindi il modello che scaturisce da tutto questo è detto modello planetario.

ma Rutherford non aveva tenuto conto di un’importantissima nuova legge della fisica, ovvero che una particella elettricamente carica in movimento perde incessantemente energia.

Nel 1900 Max ck afferma che l’energia radiante viene emessa sotto forma di quantità finite discontinue dette quanti. Esistono due tipi di moto, continuo e discontinuo. Il moto discontinuo è quantizzato.

Bohr

Bohr studiò l’atomo più semplice, quello di idrogeno. Egli distinse il comportamento dell’elettrone dentro l’atomo in stato eccitato e l’elettrone dentro l’atomo in stato stazionario. Bohr avanza due postulati:

-         allo stato stazionario gli elettroni normalmente non emettono energia (onde elettromagnetiche).

-         allo stato eccitato (ha ricevuto energia) ne emette quanta ne ha ricevuto.

Il modello atomico che ne deriva è rappresentato da orbite circolari concentriche attorno al nucleo.

Gli elettroni possono stare in determinate orbite ad energia quantizzata, ma non restituiscono energia elettrica ma radiazioni luminose.

Gli elettroni quando ricevono energia passano da un livello energetico inferiore ad uno superiore.  Raggio di Bohrà   r= 53 pm ·                                                                          pm= piccometro, la millesima parte del millimetro  2=corrisponde all’orbitale





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