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I PARTITI POLITICI

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I PARTITI POLITICI.

La Costituzione riserva una particolare attenzione alle organizzazioni politiche: art. 2 Costituzione e art. 3, secondo comma.

In generale, le organizzazioni politiche: art. 18 Costituzione, col diritto di associazione: la finalità politica non costituisce un limite al diritto di associazione: l’unico limite, sta nel divieto di fini che la legge penale vieta ai singoli. L’ideale politico non è vietato al singolo, anzi, è un diritto inalienabile del cittadino.

Libertà di associazione politica: due limitazioni:

1)    La XII disposizione transitoria della nostra Costituzione, che vieta la ricostituzione del disciolto partito fascista; infatti, il nostro ordinamento si è impegnato a non permettere la rinascita di organizzazioni simili a quelle fasciste (politiche, militari o militarizzate) che tendano a privare il popolo dei suoi diritti democratici.



2)    Art. 2 Costituzione e art. 18Costituzione: riguarda le associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici, mediante organizzazioni di carattere militare. Vedi anche l’art. 17, l’art. 18; l’art. 48 (voto libero), l’art. 49 della Costituzione, tutti nel rispetto del metodo democratico.

La Costituzione riserva particolare attenzione ai partiti politici anche per i fatti storici, per il ruolo fondamentale dei partiti per l’edificazione dell’ordinamento repubblicano; nel periodo transitorio, si ricorda, il CLN aveva una effettiva attività di governo. L’art. 49 Costituzione è una disposizione di bilancio, cioè che tiene conto sia dell’esperienza storica, sia della forma partitica propria delle associazioni politiche di massa.

Partiti: art. 18, art. 49, art. 72Costituzione ( gruppi parlamentari).

1)    1) Destinatari della tutela costituzionale: tutti i cittadini. Perché non tutti? Quando si parla di rapporti politici (e non civili) sono SOLO I CITTADINI che partecipano alla comunità politica.

2)    2) La libertà di iscriversi a partiti: tutti i tipi di libertà, anche di non iscriversi, per distinguersi dal regime fascista. Due sole eccezioni:la XII disp. trans. Costituzione e l’art. 98 Costituzione, secondo comma; di fatto, vi sono leggi che limitano la iscrizione a partiti solo per i giudici costituzionali e per i funzionari e agenti di polizia.

3)    Metodo democratico; relativo solo al metodo di azione, cioè la non violenza; mentre per i sindacati, tale metodo si riferisce alla organizzazione interna.

IERI. I partiti politici sono un prodotto del ‘900. Nell’800 esistevano movimenti non organizzati, come il Partito liberale che aveva la maggioranza in Parlamento; quello radicale e quello repubblicano che erano all’opposizione. Questi movimenti formarono coalizioni chiamate Destra ed Sinistra. Con l’estensione del diritto di voto, nascono i primi partiti di opposizione ( il PSI, il Partito Popolare) che rappresentano la classe lavoratrice fino ad allora esclusa dal Parlamento: nascono i partiti di massa.

OGGI: I partiti politici sono organizzazioni stabili che elaborano programmi e che si propongono di difendere interessi di categorie di cittadini.

Caratteristiche dei partiti politici:

a)    La pubblicità (diversi dalle associazioni segrete).




b)    Il perseguimento di fini collettivi.

c)     L’esistenza di una organizzazione stabile (diversi dalle leghe).

d)    La pluralità (sconosciuta nei regimi totalitari, dove vi è un partito unico).

(Cassese). Natura giuridica privata; sono associazioni di fatto (senza personalità giuridica), rette da uno Statuto che fissa le regole generali dell’attività. I modi di iscriversi a un partito sono diversi da partito a partito. In generale: 18 anni, aderire alla ideologia o programma del partito; essere presentati da uno o più soci, e, soprattutto, essere accettati; di solito è la sezione che decide: tessera che si rinnova annualmente.

Attività dei partiti:

1)    Organizzazione interna (proselitismo, e influenzare la pubblica opinione).

2)    Scelta dei candidati da presentare alle elezioni (attraverso la selezione delle élites dirigenti)

3)    La possibilità di influenzare gli organi rappresentativi dello Stato.

All’INTERNO del PARLAMENTO, attraverso i gruppi parlamentari. I partiti concorrono in misura determinante a formare l’indirizzo politico (di maggioranza); per esempio, con la presentazione delle proposte di legge, delle candidature a cariche pubbliche (comprese quelle per la Presidenza della repubblica). FUORI del PARLAMENTO, soprattutto, quando depositano, presso il Ministero dell’Interno, la lista dei candidati e i contrassegni di lista per le elezioni.






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