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LA REVISIONE DEI TRATTATI

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LA REVISIONE DEI TRATTATI


ART. 48 Trattato Unione Europea

Per cui la stessa procedura si applica per modificare le disposizioni appartenenti a tutti e 3 i pilastri.


Può essere attivata :

dalla Commissione

da uno Stato Membro

davanti al Consiglio, previa consultazione con il Parlamento.



Il Presidente del Consiglio convoca, una volta che esso abbia espresso parere favorevole, una conferenza di rappresentanti dei governi degli Stati Membri al fine di stabilire un accordo comune per le modifiche, le quali, adottate, entreranno in vigore una volta ratificate da tutti gli Stati membri conformemente alle loro rispettive norme costituzionali.


Tutte le norme possono essere oggetto di revisione o di abrogazione?anche le norme fondamentali sono quindi suscettibili di modificazione?

Nel Trattato non vi è risposta.


LA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE TRA COMUNITA' E STATI MEMBRI


Non è prevista in modo espresso nei Trattati istitutivi ma in essi si evince cmq che  la Comunità agisce nei limiti delle competenze che le sono espressamente conferite dai Trattati.

Quindi vige il PRINCIPIO DI ATTRIBUZIONE DELLE COMPETENZE (art. 3 Trattato CE)

Sono cioè le stesse norme ad indicare in quale settore la Comunità gode di competenza


Agisce in via esclusiva per quanto riguarda

politiche comuni

agricoltura

trasporti

rapporti commerciali con paesi Terzi

mercato interno ( circolazione delle merci, sevizi, persone, capitali)

altro .


inoltre le competenze si basano anche sul PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA' formalmente definito a Maastricht (ART:5 Trattato CE)

Le istituzioni comunitarie sono tenute ad agire solo allorché il loro intervento si riveli indispensabile.

Tale articolo riconosce l'attribuzione di competenze sia esclusive che concorrenti.

La necessità dell'intervento è presunta quando si tratta di competenze esclusive mentre in caso di competenze concorrenti la Comunità deve valutare caso per caso.


Il significato ultimo di tale principio è soggetto a diverse interpretazioni contrapposte; per alcuni esso è sia il risultato che la premessa dell'allargamento delle competenze comunitarie, per altri esso fissa un limite nei confronti di ulteriori espansioni.

Probabilmente entrambe le considerazioni contengono delle verità nel senso che esso risponde a sensibilità, concezioni ed interessi diversi ed in certa misura contrastanti.

Bisogna aggiungere che tale principio oltre che a definire l'equilibrio di competenze tra Comunità e Stati Membri pone anche le basi di un'attività legislativa ed amministrativa che rispecchi meglio le attese e gli interessi dei cittadini.


Il principio di sussidiarietà è inoltre espressione del CRITERIO DI PROPORZIONALITA', che impone di graduare i mezzi prescelti rispetto alle caratteristiche dell'obiettivo di volta in volta perseguito.

ES. si fanno interventi legislativo-regolamentari come raccomandazioni, mutuo riconoscimenti ecc.

Questo criterio richiede che l'autorità comunitaria verifichi attentamente l'opportunità di agire mediante atti vincolanti o non vincolanti privilegiando questi ultimi in linea di principio.



I PRINCIPI DEL DIRITTO COMUNITARIO


Non esiste una norma analoga a quella contenuta nello Statuto della Corte di Giustizia che prevede "l'applicazione di principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili".


Tuttavia l'ART. 288 rinvia ai "principi generali comuni ai diritti degli Stati Membri"


Cmq nella prassi comunitaria la rilevanza e l'applicazione di "principi" non è di poco rilievo.


Il più delle volte sono usati al fine di individuare i limiti dell'esercizio di poteri da parte dell'amministrazione nei confronti degli amministrati o più in generale per determinare la legittimità di un atto o comportamento di un'istituzione comunitaria o Stato membro.

Sono veri e propri PARAMETRI DI LEGITTIMITA'

Appartengono al diritto comunitario, non sono presi in prestito di volta in volta


I più importanti :

principio della CERTEZZA DEL DIRITTO

Riguarda la trasparenza dell'attività amministrativa nel senso che la normativa comunitaria deve essere chiara e la sua applicazione prevedibile per coloro che vi sono sottoposti in modo che possano agire in modo adeguato.

Principio del LEGITTIMO AFFIDAMENTO

Viene in rilievo in genere nell'ipotesi di modificazione improvvisa di una disciplina e la sua violazione può costituire motivo di invalidità di essa; entra in gioco quando l'amministrazione abbia fatto nascere nell'interessato con il suo comportamento un'aspettativa ragionevole e fondata.

Principio di SUSSIDIARIETA'

La Comunità interviene solo se e nella misura in cui gli obiettivi previsti non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati Membri; è un elemento regolatore della competenza comunitaria.

Principio di PROPORZIONALITA'

Consente di verificare la legittimità di un atto che imponga un obbligo o una sanzione in base alla sua idoneità o necessità rispetto ai risultati che si vogliono conseguire; quindi per es. che la sanzione in caso di una violazione non sia più grave di quanto necessario.

È un criterio di ragionevolezza

Principio dell' EFFETTO UTILE

L'applicazione e l'interpretazione delle norme deve essere funzionale al raggiungimento delle loro finalità


Principio della LEALE COOPERAZIONE

È l'ART: 10 del Trattato.

Sancisce l'obbligo degli Stati Membri di assicurare l'esecuzione degli obblighi sanciti dal diritto comunitario, facilitare l'assolvimento dei compiti della Comunità e astenersi dal porre in essere misure che possano compromettere la realizzazione degli scopi del Trattato.

Inoltre sancisce anche il dovere di leale cooperazione reciproca (aiuti, agricoltura) tra Stati e tra Stati e istituzioni

Principio di UGUAGLIANZA

Trova riconoscimento nel trattato:

a) nella forma di divieto di discriminazione fondato sulla nazionalità ART. 12

b)    nella disciplina concernente le organizzazioni comuni di mercato che esclude discriminazioni fra produttori e consumatori della Comunità ART.34

c) nell' ART 141 che parla della pari retribuzione fra lavoratori maschi e femmine nello stesso lavoro

principio della TUTELA GIURISDIZIONALE PIENA ED EFFETIVA

Che sancisce l'obbligo di motivazione e trasparenza degli atti cui sono tenute le amministrazioni nazionali e comunitarie.


► Da ricordare :


● ART. 6  n. 2 Trattato Unione Europea

L'Unione rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma nel 1950.

Tali diritti fondamentali sono " principi generali del diritto comunitario"


● Carta dei diritti fondamentali dell'unione Europea Nizza 2000, proclamata solennemente dal Parlamento, dalla Commissione e dal Consiglio Europeo.

Rende esplicita e solenne l'affermazione di una serie di valori.





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