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L’ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO,OVVERO IL TAYLORISMO

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L’ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO,OVVERO IL TAYLORISMO

TAYLORISMO
Teoria economica dell'organizzazione scientifica del lavoro, elaborata all'inizio del Novecento dall'ingegnere statunitense Frederick W. Taylor (1856-l915) che la applicò nell'industria metallurgica Bethlehem Steel Co. e la illustrò in alcuni importanti scritti. Essa si fondava sul principio che la migliore produzione si determina quando a ogni lavoratore è affidato un compito specifico, da svolgere in un determinato tempo e in un determinato modo. Qualsiasi operazione del ciclo produttivo industriale può dunque essere scomposta e studiata nei minimi particolari: è questo, secondo Taylor, il compito dei manager, che sulla base delle verifiche empiriche devono stabilire: qual è il compito specifico di ogni lavoratore; in quanto tempo lo deve svolgere e in che modo lo deve svolgere. Così è possibile arrivare alla razionalizzazione del ciclo produttivo, ossia alla finalizzazione a criteri di ottimalità economica, attraverso l'eliminazione degli sforzi inutili, l'introduzione di sistemi di incentivazione, la gerarchizzazione interna e la rigorosa selezione del personale. L'applicazione pratica di questi principi aprì la strada alla prima catena di montaggio, introdotta negli stabilimenti della Ford Motors Company nel 1913, e di fatto dunque modificò tutta l'organizzazione del lavoro nelle industrie. Particolarmente trasformata, nel nuovo sistema produttivo, fu la ura dell'operaio, cui il taylorismo tolse ogni tipo di discrezionalità: mentre in precedenza egli poteva scegliere i tempi e i modi del suo lavoro, con l'introduzione delle nuove procedure fu costretto a adattarsi ai ritmi e ai metodi scelti dai dirigenti. Proprio per questo il taylorismo è stato fin dall'inizio duramente contestato dal movimento dei lavoratori e dai sindacati. Ciò che dovrebbe, secondo Taylor, spingere gli operai a adattarsi alle nuove condizioni di lavoro è l'incentivo economico reso possibile dalla maggiore produttività: Ogni qual volta l'operaio riesce a completare il proprio compito in modo esatto ed entro il tempo prestabilito, egli percepisce una maggiorazione variante dal 30 al 100 per cento rispetto alla propria a base. Anche questa versione strettamente economicista del lavoro è stata contestata dai sindacati, che d'altra parte Taylor, tutto proteso verso la massima efficienza e il massimo profitto, considerava inutili, nocivi e destinati alla dissoluzione. In tempi più recenti le dottrine delle human relations e della system analysis, basate sull'analisi di tutta la complessa realtà aziendale, hanno determinato il superamento del taylorismo e della sua rigorosa ma limitata analisi del binomio uomo-macchina.

Taylor incominciò ad applicare le sue proposte per l’Organizzazione Scientifica del Lavoro (O.S.L).

Parlare oggi di Taylorismo evoca in ogni persona di media cultura, un’idea negativa, che designa lavori ripetitivi, parcellari e standardizzati.

Nel complesso si può dire che con le sue proposte Taylor si pregeva non solo una rivoluzione nel modo di lavorare ma anche e soprattutto

 una rivoluzione nel modo di comandare.

Mentre in pieno 800 le fabbriche che superavono il migliaio di dipendenti erano relativamente rare, verso la fine del secolo vi fu un’espansione produttiva.

Così l’espansione dell’industria richiedeva un reclutamento sempre più largo di manodopera.

I li del proletariato industriale formatosi negli anni precedenti non erano più sufficienti a soddisfare il crescente bisogno di forza lavoro, e si ricorse quindi al reclutamento di masse contadine.

Masse di ex contadini polacchi, irlandesi, italiani si aggiunsero a negri, messicani, portoricani dando luogo ad un’importante offerta di lavoro “Dequalificato”.

Quando si parla di Dequalificazione di massa provocata dal taylorismo si pensa in genere al mestiere perduto degli operai qualificati.

Va anche osservato che la manodopera era estremamente mobile perché le imprese non garantivano alcuna sicurezza di impiego perché i lavoratori erano continuamente alla ricerca di un lavoro migliore.

La strategia su cui puntare per battere la concorrenza era vista nella riduzione dei costi, più che nella qualità e nell’innovazione dei prodotti. Si aveva così la certezza che indovinata la formula di un prodotto, la sua fabbricazione poteva continuare per anni senza grosse varianti.

Il sistema con cui si otteneva la produzione in fabbrica era largamente conosciuto come Drive System (ovvero sistema della spinta) gli operai erano continuamente spinti a muoversi più in fretta e a lavorare più duramente.

Taylor intende il suo metodo scientifico perché composto da un certo numero di principi generali che possono essere applicati in varie maniere.(OSL)

Egli vuole attuare una completa rivoluzione mentale che dovrà coinvolgere tutte le componenti sociali impegnate nel lavoro di fabbrica, dal padrone all’ultimo manovale.

Per aumentare la produttività occorre aumentare il rendimento della manodopera, e quindi affidarsi all’ OSL infatti l’equazione maggiore rendimento è uguale a maggiore benessere per tutti.

Inoltre Taylor per spiegare il rallentamento della produzione sostiene che la maggioranza degli uomini hanno una istintiva tendenza a prendersela comoda e questa tendenza si traduce in un rallentamento sistematico della produzione.

Il lavoro operaio egli sostiene è talmente vasto e complesso che occorre uno studio approfondito da condurre con metodologie scientifiche.

Infatti una moderna direzione d’impresa non può limitarsi a sollecitare la produzione fatta con metodi tradizionali, lasciando che gli operai se la organizzano a loro piacimento .

Per ottenere risultati ottimali, una moderna direzione d’impresa deve assumere su di sé gran parte dei compiti che fino ad allora venivano lasciati agli operai .

Quest’ultimi devono soltanto eseguire in modo scrupoloso e sistematico il Task, cioè tutto ciò che la direzione ha stabilito.

L’obiettivo di Taylor è quello di conseguire un aumento della produzione in un altro ordine di grandezza rispetto agli standard precedenti .

Il nuovo metodo che Taylor applica è il Task Management. Ogni giorno verrà stabilito un determinato ammontare di lavoro, che gli operai dovranno eseguire senza apportarvi diminuzioni né aumenti .

L’immenso vantaggio del Task Management è secondo Taylor quello di ottenere un lavoro standardizzato e uniforme con una resa prevedibile e con un rendimento doppio talvolta triplo di quello ottenuto con i vecchi sistemi La forza innovativa di questo principio dell’OSL  può essere ricondotta alla rigida separazione tra Progettazione ed Esecuzione del lavoro.

Possiamo dunque attuare una differenza mentre nel “Cottimo”è il lavoratore a darsi da fare per fare più in fretta, nell’OSL il lavoratore deve eseguire rigorosamente quanto è prescritto.

La a più alta va quindi considerata come un premio di rendimento che percepirà solo chi esegue per intero la produzione fissata secondo i metodi previsti.In caso di mancato raggiungimento del Task vi sarà una diminuzione del salario. 

L'O.S.L si presenta come una costruzione organica volta ad affermare  il primato dell'organizzazione d'impresa.

Esso consiste nel presupposto che per ogni problema esiste una soluzione ottimale che può essere raggiunta soltanto mediante l'adozione di metodi scientifici di ricerca .

Per Taylor One Best Way si pone come un imperativo universale a cui devono sottostare sia i  dipendenti quanto i datori di lavoro.

Con l'O.S.L., sostiene Taylor il potere personale e l'arbitrio scompaiono ed ogni argomento grande o piccolo diventa un problema per la ricerca scientifica. Egli in nome della scienza afferma il primato dell'organizzazione.

 

        



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