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NASCITA E DIVERSE FORME DI STATO - La monarchia assoluta - Le due forme dello Stato di diritto- LEGGI ELETTORALI PER L'ELEZIONE DEL PARLAMENTO

NASCITA E DIVERSE FORME DI STATO - La monarchia assoluta - Le due forme dello Stato di diritto- LEGGI ELETTORALI PER L'ELEZIONE DEL PARLAMENTO
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NASCITA E DIVERSE FORME DI STATO

Crisi del sistema feudale. Feudalesimo: massima autorità è l'imperatore, il territorio era diviso in parti assegnate a feudatari, scelti dall'imperatore; legame di fedeltà e lealtà. Frequenti guerre tra imperatore e feudatari ribelli, e tra gli stessi feudatari. Conflitti dell'impero con la chiesa (lotta per le investiture). Non c'era un'autorità politica capace di garantire ordine, e questo portava i forti a prevalere sui deboli, e ad affermare la propria autorità.

Formazione della sovranità statale

I feudatari più potenti (che diventeranno re) operano in due direzioni:

                - cercano di ridurre sotto il proprio controllo i vari poteri feudali indipendenti.

                - cercano di estendere il territorio sotto il proprio controllo.



Si formano le grandi monarchie nazionali. Potere politico accentrato.

Nascità del potere legislativo; il re dava istruzioni, basate su consuetudini, regole di buon governo ecc., a cui i servitori addetti a promulgare le leggi dovevano attenersi.

 Nascità del governo; il re non poteva occuparsi di tutti gli affari del regno. Si avvaleva di aiutanti, ministri o cancellieri.

Nascita dei parlamenti; formazione di assemblee che rappresentavano le diverse componenti del regno, il re sott021.oponeva ad esse le questioni più importanti per ottenere il loro consenso e consiglio.

Spersonalizzazione dello Stato

Coloro che esercitavano funzioni per conto del re diventano, col tempo, funzionari dello Stato. I funzionari vengono inquadrati in uffici, che hanno competenze specifiche, e agiscono autonomamente dal re, rispettando però le direttive generali ed astratte che il re emanava (leggi). Per lungo tempo però, il potere di questi uffici era subordinato alla volontà del re, che poteva sovrapporre la propria autorità su quella dei funzionari. Questa posizione fu superata solo tra il 18° e il 19° sec., quando anche il re divenne un 'servitore dello Stato'.

La monarchia assoluta

Potere assoluto del re (teorico), perché derivava dalla volontà di Dio. Tuttavia il re cercava di imporre il proprio assolutismo, ma era contrastato da tanti poteri sociali, refrattari all'ubbidienza assoluta.

Fasi della monarchia assoluta

                - Stato personale ( la volontà del re è quella dello Stato).

                - Stato patrimoniale (Lo Stato è di proprietà del re. Evoluzione: lo Stato è di proprietà del re                    ma i suoi beni sono separati da quelli dello Stato).

                - Stato di polizia (Stato che mantiene l'ordine pubblico, si occupa del buon governo e della                    felicità dei cittadini, senza però ascoltare il loro parere, i loro bisogni erano decisi dal re, era

                   cioè  uno 'Stato paternalistico'.

Lo stato di diritto

Rivoluzione francese: si scatena contro l'assolutismo, per costituire uno Stato di individui liberi, uguali, senza privilegi. Uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Potere assoluto detenuto da un'assemblea elettiva, il parlamento. Impersonalità dello Stato, tutte le cariche, re compreso, sono asservite allo stato, e sono rappresentative di esso.

Lo Stato di diritto è lo stato in cui è vietato l'arbitrio dei poteri pubblici.

Ciò si ottiene: - imponendo agli organi dello Stato il rispetto della legge (la legge deve però essere non              arbitraria ).

                         - riconoscendo diritti individuali dei singoli cittadini.

                         - mediante la separazione dei poteri:   -legislativo (Parlamento)

                                                                                            -esecutivo (Governo)

                                                                                            -giudiziario (Magistratura)

Le due forme dello Stato di diritto:

a)Lo Stato liberale (o Stato legale)

Realizzato nell'800. Principio di legalità: nessun atto del potere esecutivo, né alcuna sentenza di quello giudiziario sono validi se:                          a)Non si basano su una legge che li prevede.

                                               b)Non rispettano i limiti che la legge assegna loro.

Il potere legislativo, invece, non ha limitazioni.

b)Lo Stato democratico (o Stato costituzionale)

Evoluzione del precedente: anche il potere legislativo ha delle limitazioni, deve cioè attenersi ad una costituzione.

Stato dittatoriale (di destra e di sinistra)

Avviene quando una forza all'interno dello stato si impossessa del potere e se ne serve per opprimere ed eliminare l'altra parte.

Di destra: Stati fascisti (si tra le due guerre mondiali).

Di sinistra: Stati socialisti

Crisi dello Stato

-Organizzazioni sovranazionali

-Rivendicazioni di indipendenza da parte di gruppi etnici regionali.

ORIGINI COSTITUZIONE

Il fascismo finisce il 25 luglio del '43. Il re revoca Mussolini da capo del governo.

Rifondazione dello Stato: i problemi che si ponevano sono due:

a)Scelta tra monarchia e repubblica

b)Convocazione dell'Assemblea costituente

Giugno 1944: Accordo detto tregua istituzionale.

a) Rinuncia al potere del re Vittorio Emanuele III; potere affidato provvisoriamente al lio

Umberto II (luogotenente del regno), in attesa del referendum per decidere tra monarchia e repubblica.

b) Convocazione di un'assemblea costituente eletta a suffragio universale

Il 2 giugno del 1946 si è votato.

Referendum istituzionale

La scelta della Repubblica prevale di poco su quella della monarchia.

Assemblea costituente

Sistema elettorale proporzionale (i partiti ottenevano i posti in palio in proporzione ai voti conseguiti)

I tre partiti principali furono: La DC con il 35,1%, e il PC e PSI (18,9% e 20,7% dei voti) che però erano alleati, e costituivano l'ala di sinistra, + forte della DC.

L'egemonia delle forze liberali era tramontata.

Tra queste forze maggiori si stipulò il patto che diede luogo alla costituzione.

La Costituzione è nata come un contratto politico tra le varie forze: si parla a tal proposito di compromesso costituzionale.

Il compromesso era visto come:

a)prodotto di mercanteggiamento dalle forze liberali che rimpiangevano le semplici norme dello Statuto Albertino e temevano che la nuova Costituzione rappresentasse un freno alla libertà economica.

b)Rinuncia ai propri ideali dalle forze che l'avevano fatta: temevano che fosse solo provvisoria, e che alla prima occasione una forza politica predominante avrebbe imposto una nuova costituzione a lei + favorevole.

c)Compromesso come ricerca di costruire un regime nuovo, uno Stato di tutti e non solo dell'una o dell'altra forza politica; uno sforzo unitario per rendere il Paese DEMOCRATICO.

Prevale la terza opinione.

La ragione del suo successo fu che i Partiti che la concepirono non considerarono i vantaggi immediati che poteva procurare loro, ma la concepirono come una 'costituzione presbite' cioè che guarda al futuro. Ciò fu possibile a causa del cosiddetto 'velo dell'ignoranza', cioè dal fatto che nessuna parte politica era in grado di sapere che effetti avrebbe potuto avere, nel futuro, ogni norma costituzionale. Si poteva perciò ragionare in generale.

ORIENTAMENTI GENERALI

Punto d'incontro fondamentale: persona umana come fine e valore fondamentale.

Carattere antifascista della Costituzione.

La valorizzazione della persona umana  fa parte di un'ideologia detta PERSONALISMO, dottrina che per certi aspetti è contraria a quelle liberali e marxiste.

a) Contro le prime sostiene che non basta proclamare libertà e uguaglianza a parole, come idea astratta, e poi disinteressarsi delle condizioni materiali in cui gli uomini effettivamente vivono.

b) Contro le seconde sosteneva che la persona è un essere spirituale e che non è riducibile alla sola dimensione economico-materiale. Occorre garantire la libertà.

Questa dottrina serviva a gettare un ponte  (punto d'incontro) tra le dottrine socialiste e liberali nell'istituire la  costituzione.

IMPLICAZIONI:

a) Diritti fondamentali della persona (liberali)



b) Democrazia

c) Impegno per una politica a favore delle classi + disagiate e contro le ingiustizie sociali. (Stato interventista)

d) Subordinazione dei diritti economici a favore degli interessi della collettività (solo in parte)

e) Lo Stato deve indirizzare e programmare i processi economici dei privati.

PLURALISMO

Gli uomini non si possono considerare solo come cittadini, uguali tra loro. Ogni persona è in una particolare situazione sociale, in rapporto con altre persone (famiglia, sindacati). Queste unioni di persone si chiamano comunità, e la costituzione garantisce loro autonomia, cioè la possibilità di perseguire i propri interessi in libertà, nei limiti della loro armonizzazione nella vita  nazionale.

Il pluralismo è l'autonomia di questi gruppi sociali.

Dal pluralismo deriva il DECENTRAMENTO DEL POTERE PUBBLICO: i livelli superiori possono intervenire solo quando quelli inferiori sono insufficienti o svolgano in maniera non soddisfacente il loro compito.

STATO SOCIALE

Si pone nella categoria dello stato di diritto. Si basa sui diritti dei cittadini (come lo Stato liberale) ed è uno stato aperto a tutte le componenti della società (come lo Stato democratico). In più però fa due passi:

-Pluralismo (riconosce l'importanza delle organizzazioni sociali)

-Assegna allo Stato il compito di operare per la giustizia intervenendo a favore dei + deboli.

PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE

a) Democrazia

La sovranità appartiene al popolo. Cos'è il popolo? Poiché la Cost. è pluralista, il popolo è visto come l'insieme di numerosi soggetti e gruppi sociali. Dire che la sovranità appartiene al popolo significa dire che il potere politico deriva da una libera competizione tra tutte le componenti sociali (DEMOCRAZIA COMPETITIVA).

CONDIZIONI:

-libere elezioni a suffragio universale

-pluralità di partiti politici e possibilità di crearne di nuovi

-protezione delle minoranze dal potere della maggioranza

-possibilità x le minoranze di diventare maggioranza

-libertà di opinione e di dibattito politico.

Il popolo non è onnipotente: esso esercita il potere nelle forme e nei limiti previsti dalla costituzione.

Per difendere le regole deldemocrazia - Le elezioni - I gruppi parlamentari - Il governo - La Corte Costituzionale" class="text">la democrazia competitiva sono state previste 2 garanzie della costituzione:

1)Rigidità della Costituzione

2)Giustizia costituzionale

Sono limiti all'onnipotenza del parlamento.

b) Libertà

E' un presupposto della democrazia (possibilità di essere se stessi e differenziarsi dagli altri).

La libertà però non deve nuocere agli altri.

Diritti di libertà:

-Personali (fisici e spirituali) sono assoluti

-Materiali (Di proprietà e di libera iniziativa economica) sono relativi

c)Giustizia

Compito dello Stato di abolire le differenze tra categorie di cittadini che impediscono ai meno favoriti una vita dignitosa. (Stato interventista).

d)Uguaglianza

Di fronte alla legge: divieto di discriminazioni tra i cittadini.

a) Le differenze tra gli individui non possono essere causa di trattamenti differenziati. Valorizzazione delle persone nella loro diversità.

b) A volte occorre trattare differentemente, in modo + favorevole,  coloro che hanno meno possibilità. (leggi differenziate: sono necessarie x ridurre le distanze sociali) L'uguaglianza va vista come pari opportunità nell'esercizio dei propri diritti.

e)Internazionalismo

La costituzione respinge il nazionalismo; afferma che la sovranità può essere limitata in condizioni di parità con gli altri stati, per creare un ordinamento internazionale che assicuri pace e giustizia tra le nazioni (ONU, UE); inoltre l'Italia partecipa al sistema internazionale di protezione dei diritti dell'uomo.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e oppressione della libertà di altri popoli, la considera però necessaria come mezzo di difesa.

IMPORTANZA DEI SISTEMI ELETTORALI

Le elezioni sono indispensabili perché avvenga ciò che è previsto nella costituzione. Senza le elezioni delle due camere tutto si fermerebbe, e sospenderle o eliminarle significherebbe distruggere la democrazia. Perché le elezioni portino democrazia occorre che siano osservate alcune regole:

-diritto di voto riconosciuto a tutti

-possibilità di effettuare scelte tra candidati e partiti diversi

-esito delle elezioni non preordinato

Diritto di voto

Il voto è:

-universale: sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età

-personale: ciascun elettore deve far uso personalmente del proprio diritto di voto e non può delegarlo                      

                     ad altri

-uguale: il voto di ciascuno vale quanto quello di chiunque altro

-libero e segreto: ciascuno può votare come crede e nessuno può sapere come l'elettore ha votato

Limitazioni al voto (consentite ma non imposte dalla costituzione):

-incapacità civile: soggetti dichiarati con sentenza inabilitati o interdetti

-condanna penale irrevocabile

-indegnità morale: es. i commercianti falliti (per non più di 5 anni)

E' impossibile escludere il voto per motivi politici.

Il voto come dovere civico

Il voto, oltre che un diritto, è anche un dovere.

Sistemi elettorali: sono i criteri usati per trasformare i voti in seggi.

I sistemi principali sono:

-Maggioritario

-Proporzionale

Maggioritario

I seggi sono distribuiti solo tra coloro che hanno vinto le elezioni (es. Inghilterra)

Vantaggio: stabilità (gli accordi vengono prima)

Mira a premiare il più forte.

Proporzionale

I seggi vengono assegnati ai partiti proporzionalmente al numero dei voti ricevuti. E' un sistema più democratico, perché rispetta le minoranze.

Mira a non far torto a nessuno.

Conseguenze dei sistemi elettorali

Maggioritario: semplificazione del numero dei partiti, fino a giungere al bipartitismo. Il secondo effetto è il moderatismo, in quanto i candidati devono spostare a proprio favore gli elettori indecisi;  e gli elettori indecisi sono quelli di centro.

Nel proporzionale abbiamo le conseguenze contrarie: infatti questo sistema incentiva la non concentrazione dei partiti e la non moderazione. Per ottenere la maggioranza occorrono spesso  delle coalizioni di più partiti, all'interno delle quali i partiti sono in lotta tra loro per ottenere più potere. Il sistema è quindi instabile.

LEGGI ELETTORALI PER L'ELEZIONE DEL PARLAMENTO

la costituzione non si pronuncia su questo argomento. I sistemi elettorali sono stabiliti da leggi ordinarie.

Fino al 1993 il nostro sistema elettorale è stato di tipo proporzionale. Con un referendum abrogativo si è passati ad  un sistema misto, ma prevalentemente maggioritario per il senato; poi è stato esteso anche alla camera.

Sistema elettorale del senato

Il territorio è diviso in collegi; in ogni collegio è eletto un senatore (sistema uninominale), colui che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. Con questo sistema vengono eletti 238 senatori. I restanti 77 seggi (sono infatti in totale 315), vengono attribuiti col sistema proporzionale a livello regionale (correzione proporzionale).

Sistema elettorale della camera dei deputati

Anche il sistema elettorale della camera è stato modificato dopo la modifica di quello del Senato; questo si è reso necessario perché il sistema proporzionale era stato 'condannato' dal popolo a larga maggioranza col referendum abrogativo per il senato, e perché occorreva uniformare i sistemi elettorali delle due camere.

Il 75% dei deputati è eletto in altrettanti collegi uninominali con maggioranza relativa; il restante 25% dei seggi è distribuito proporzionalmente alle liste dei candidati di partito che vengono presentate nelle 26 circoscrizioni in cui è suddiviso il territorio nazionale.

L'elettore deve quindi esprimere 2 voti: uno per il maggioritario nel collegio uninominale, l'altro alla lista per l'elezione proporzionale nella circoscrizione.

Per l'elezione del 25% col proporzionale si opera uno scorporo dei voti: per ogni eletto nei collegi uninominali i partiti perdono una quota di voti nell'elezione proporzionale. Questo per non premiare i partiti più forti nelle elezioni delle singole circoscrizioni, già avvantaggiati dal sistema maggioritario dei singoli collegi.




I partiti che, a livello nazionale, non ottengono almeno il 4% dei voti, non sono ammessi al riparto proporzionale del 25% dei seggi.

IL BICAMERALISMO

Il parlamento è un organo bicamerale, composto cioè da 2 camere: La camera dei deputati e il senato della repubblica. La camera è composta da 630 deputati, il senato da 315 senatori (oltre ai 'senatori a vita'). Sono 2 camere separate, ma che in casi eccezionali possono riunirsi  in seduta comune:

-elezione del presidente della repubblica o sua messa in stato d'accusa per alto tradimento o attentato alla costituzione

-elezione dei 5 giudici costituzionali

-elezione dei 10 componenti del CSM

Sostanzialmente non c'è diversità politica tra le due camere. Le uniche differenze sono:

-il numero dei componenti

-la differenza di età per l'elettorato attivo e passivo (rispettivamente 18 e 25 per la camera e 25 e 40 per il senato)

-presenza nel senato di senatori a vita, degli ex presidenti della repubblica e di 5 senatori nominati da ogni presidente della repubblica scelti tra personaggi illustri.

-Maggiore proporzionalità prevista per la camera ==> maggiore frammentazione

-Maggiore controllo dei partiti sui senatori, in conseguenza della designazione dall'alto dei candidati, in assenza del voto di preferenza

Le camere hanno anche identici poteri: ciascuna di esse può far cadere il governo se vota la sfiducia; le leggi emanate devono essere approvate da entrambe le camere.

Le Deputati e i Senatori sono eletti per 5 anni; questo periodo di tempo è detto legislatura. Questo periodo può essere abbreviato, in caso di scioglimento delle camere. Essa e deliberata dal Presidente della Repubblica, sentito il parere dei rispettivi presidenti di camera e senato. Il presidente della repubblica non può sciogliere le camere negli ultimi 6 mesi del suo mandato (semestre bianco). Questo non vale nel caso in cui gli ultimi 6 mesi del suo mandato coincidano con gli ultimi 6 mesi della legislatura.

POSIZIONE DEI PARLAMENTARI

Rappresentanza politica

i membri del parlamento rappresentano la Nazione ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. I deputati non hanno cioè legami troppo stretti con i loro elettori, e ciò li rende più liberi di operare nell'interesse della nazione. Per poter svolgere le loro funzioni i parlamentari godono di particolari garanzie:

-Insindacabilità (non possono essere perseguiti per le opinioni espresse e per i voti dati nell'esercizio delle proprie funzioni)

-Inviolabilità (riguarda i reati compiuti al di fuori dell'esercizio delle funzioni parlamentari)

                      -per limitare la libertà dei parlamentari occorre un'autorizzazione a procedere della            camera cui appartengono, nel caso di:

                                                - arresto di un parlamentare

                                                - o qualunque altra limitazione di libertà

                                                - perquisire la sua persona o la sua abitazione

                                                - intercettare telefonate e corrispondenza

Tutto questo tranne nel caso di parlamentare colto in flagranza di reato.

Casi di incompatibilità parlamentare

Un parlamentare eletto ma svolge un'altra attività incompatibile con quella di parlamentare: es. il presidente della repubblica non può essere deputato; in ogni caso cioè di commistione tra organi diversi.

L'incompatibilità non rende invalida l'elezione, e può essere sanata se il soggetto in questione opti entro breve tempo tra la carica che ricopre incompatibile col mandato parlamentare e il mandato parlamentare stesso.

Indennità parlamentare

E' il compenso che i parlamentari ricevono, che non è rinunciabile o cedibile. E' stabilita per legge, cioè dal parlamento stesso.

ORGANIZZAZIONE INTERNA DELLE CAMERE

I regolamenti

Ogni camera adotta, a maggioranza assoluta dei propri componenti, il suo regolamento interno.

I presidenti

Ogni camera ha un presidente. Nella camera è eletto a maggioranza di 2/3. Dopo la terza votazione è eletto a maggioranza assoluta.

Al senato, se nessuno raggiunge la maggioranza, vanno al ballottaggio i due più votati.

Il presidente non è un organo di indirizzo politico che possa orientare i lavori della camera  che presiede verso particolari obiettivi. Esercita poteri di direzione della camera che presiede, e risolve i dubbi sull'interpretazione del regolamento con imparzialità. E' un organo di garanzia.

I gruppi parlamentari

I parlamentari sono, nelle rispettive camere,  raggruppati secondo il loro orientamento politico. Sono i cosiddetti gruppi parlamentari, che servono a rendere più razionale l'attività delle camere. Gli  appartenenti a un gruppo non sono obbligati a votare secondo le prescrizioni del proprio partito, ma se non lo fanno possono essere sanzionati da esso (es. espulsione dal gruppo, mancata ricandidatura alle elezioni successive).

Le commissioni parlamentari

Sono articolazioni minori delle camere, formate a parlamentari di tutti i gruppi, in proporzione al numero dei seggi. Sono 13 in entrambe e si occupano di problematiche speciali. Si dicono permanenti , in quanto durano in carica per tutto l'arco di una legislatura. Le camere possono istituire delle speciali commissioni d'inchiesta; solitamente formate da deputati e senatori insieme, hanno il compito di indagare su fatti poco chiari , di particolare importanza per la vita dello stato.

Maggioranze richieste

Il quorum e dato dalla metà + 1 degli appartenenti a una data camera. Le proposte vanno poi approvate a maggioranza:

-semplice (metà + 1 dei votanti, senza contare gli astenuti)

-assoluta dei presenti (metà + 1 dei votanti)

-assoluta dei componenti (metà + 1 dei componenti di una data camera: 316 per i deputati)

-qualificata (possono essere richieste maggioranze superiori alla metà + 1:  2/3 o 3/5)

-relativa (quando ci sono tre o + alternative: viene approvata quella con la maggioranza relativa)

Normalmente le camere deliberano a maggioranza dei presenti.

Metodi di votazione

Il voto può essere palese o segreto

Pubblicità dei lavori parlamentari

Le sedute delle camere sono pubbliche, tranne in casi eccezionali (es. per motivi di sicurezza dello stato).

IL POTERE LEGISLATIVO ORDINARIO

Il potere legislativo appartiene alle camere, che lo esercitano collettivamente: cioè per emanare una legge occorre il consenso di entrambe le camere.

Procedimento legislativo:

a) Iniziativa legislativa: si presenta al presidente di una delle 2 camere una proposta di legge, che può essere presentata da:

                      1)Governo (con disegni di legge)

                      2)Singolo parlamentare

                      3)Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro

                      4)50.000 elettori

                      5)Regioni

b)Esame e approvazione

Per l'approvazione delle proposte di legge sono previsti un procedimento ordinario e due procedimenti abbreviati.

Procedimento ordinario:

Il progetto di legge viene attribuito all'esame preliminare di una o + commissioni permanenti competenti per materia. Queste possono unificare le proposte di legge che riguardano uno stesso argomento; cercano punti d'incontro tra le varie posizioni politiche, e possono riscrivere le leggi in modo che corrispondano alla volontà della maggioranza. Predispone una relazione da inviare alle camere. Il testo predisposto dalla commissione viene discusso e votato dall'assemblea, singolarmente per ogni articolo e poi cumulativamente sulla legge nel suo complesso. Su ogni articolo i parlamentari hanno la possibilità di avanzare proposte di modifica (emendamenti).

Sulle leggi proposte dal governo che risultino stravolte dal parlamento, il governo può porre la questione di fiducia: minaccia cioè le dimissioni se la proposta non è accettata così com'era stata proposta. Tutti gli emendamenti decadono, e si pone in votazione la proposta iniziale del governo. La questione di fiducia vele come mezzo per vincere l'ostruzionismo.



Procedimento abbreviato n1 (commissioni con potere deliberante):

Poiché sono numerosissimi i procedimenti legislativi, la costituzione prevede che essi possano essere decentrati integralmente alle commissioni. In tal caso tutto 'esame e l'approvazione sono demandati alla commissione competente, la quale assume potere deliberante o legislativo.

Dato il bicameralismo perfetto, la legge deve essere approvata da entrambe le camere nello stesso testo. Se la camera che interviene per seconda apporta modifiche, la proposta di legge viene rimandata alla prima; se non viene approvata e viene modificata viene rinviata alla seconda, e così via. Questo fino a quando le due camere non votano favorevolmente la stessa legge.

FORMA DI GOVERNO

Caratteristiche:

a)Separazione dei poteri

b)Rappresentanza politica

c)Regime parlamentare

d)Partiti politici

Separazione dei poteri

Suddivisione del potere dello stato in tre poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) e nella attribuzione di ciascuno di essi a organi diversi e indipendenti tra loro. La reciproca indipendenza fa sì che nessuno possa dominare sugli altri (equilibrio). La sep. dei poteri è il contrario del potere assoluto (arbitrio delle monarchie assolute) e fu teorizzata già da Montesquieu nel 1748.

Gli organi tra i quali è suddiviso il potere dello Stato sono elementi previsti dalla Costituzione, e si dicono perciò organi costituzionali, reciprocamente sovrani. Ciò significa che non hanno altri organi sopra di sé e che nessun potere esterno può interferire  sulla loro composizione e sul loro funzionamento.

La nostra costituzione distingue:

-potere legislativo ==> Parlamento

-potere esecutivo ==> Governo

-potere giudiziario ==> Magistratura

La separazione dei poteri richiede un certo grado di collaborazione tra gli organi, senza di che si cadrebbe nel conflitto.

Sono quindi necessari organi che, affiancati a quelli tradizionali, siano capaci di armonizzarli e di impedire loro prevaricazioni reciproche.

Sono:

-il Presidente della Repubblica, al quale spetta di garantire l'unità nazionale e il buon funzionamento degli altri organi costituzionali

-la Corte Costituzionale, alla quale spetta il compito di reprimere le violazioni della costituzione.

La separazione dei poteri è però attenuata tra gli organi politici: il Parlamento e il Governo. Poiché ad essi spetta la realizzazione dell'indirizzo politico dello Stato, sarebbe assurdo che questi organi avessero indirizzi politici che si contraddicono. Tra questi organi esistono, per questo motivo, forme di coordinamento politico, tra cui spicca il rapporto di fiducia.

La separazione dei poteri è invece mantenuta rigorosamente con riferimento alla Magistratura. Essa è infatti indipendente da ogni altro organo dello Stato, e i giudici sono soggetti solo alla legge.

La rappresentanza

Democrazie e rappresentanza sono cose diverse:

-la democrazia richiede che i governanti coincidano con i governati.

-la rappresentanza si basa sulla distinzione; il rappresentante opera al posto di un altro (il rappresentato) e può vincolarlo alle sue decisioni.

Il regime rappresentativo presume che il popolo è inadatto a gestire i propri interessi.

La democrazia rappresentativa

Si stabilisce una corrispondenza tra rappresentanti e rappresentati, quando la volontà dei primi è anche quella dei secondi. Tra il parlamento e il popolo esistono infatti dei collegamenti, che permettono di realizzare quella corrispondenza tra rappresentanti e rappresentati senza la quale non ci sarebbe democrazia.

I mezzi necessari per realizzare questa corrispondenza sono 2, non separabili tra loro:

-elezioni

-partiti politici

Con le libere elezioni il popolo può scegliere i propri rappresentanti; ai partiti politici spetta il compito di fare agli elettori delle proposte politiche e delle candidature.

DEMOCRAZIA DIRETTA

Il sistema democratico previsto dalla costituzione è fondamentalmente, ma non esclusivamente rappresentativo. Esiste infatti anche uno strumento di democrazia diretta: il referendum abrogativo.

Col referendum il popolo può direttamente votare per decidere se mantenere o abrogare una legge in vigore.

Il referendum non è in contrasto con il carattere rappresentativo del nostro sistema, e anzi, per certi versi, lo rafforza. Infatti il referendum può servire solo per abrogare la legge approvata dal parlamento. Questa efficacia esclusivamente abrogativa significa che esso ha solo un valore accessorio rispetto alla democrazia rappresentativa, che è la forma principale. Il referendum si collega con l'attività del parlamento, e serve a verificare che la volontà di quest'ultimo corrisponda a quella del popolo e a impedire che la rappresentanza perda il suo carattere democratico.

Il sistema parlamentare

Ci deve essere un collegamento tra parlamento e governo, che assicura al primo la prevalenza sul secondo. Tra questi due organi esiste il rapporto di fiducia (il governo, per restare in carica, deve avere l'appoggio della maggioranza parlamentare).

Il sistema parlamentare è quello in cui il parlamento è l'organo che decide l'indirizzo politico, e il governo dipende dal parlamento e può restare in carica solo se è in sintonia con esso. 

La rappresentanza di partito

Gli eletti in parlamento sono appartenenti a partiti. I parlamentari  non si comportano liberamente, secondo il loro giudizio personale; essendo eletti come candidati dei propri partiti devono seguire le indicazioni del proprio partito o dell'alleanza cui quest'ultimo appartiene.

La democrazia  rappresentativa è perciò mediata dalla presenza dei partiti, a differenza di quella diretta, che è immediata.

I partiti come associazioni di cittadini

La costituzione riconosce il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale. Tutti i partiti sono ammessi, tranne il partito fascista che non può essere ricostituito sotto nessuna forma. I partiti sono associazioni di cittadini, e non organi dello stato. Essi raccolgono e organizzano coloro che hanno le stesse idee politiche e intendono unirsi per farle valere in modo efficace.

Compiti dei partiti:

-organizzare politicamente il popolo, elaborando proposte politiche e chiedendo adesioni;

-selezionare i candidati per le elezioni;

-organizzare gli eletti, in modo che agiscano secondo le indicazioni del partito;

-mantenere il collegamento tra eletti ed elettori tra un'elezione e l'altra;

Problema del finanziamento ai partiti

In precedenza i partiti erano finanziati da denaro pubblico, per evitare dipendenza da finanziatori privati. Col referendum abrogativo del 1993 tutto ciò è venuto meno, anche in ragione del fatto che i partiti comunque ricevevano ingenti fondi illeciti da parte di privati (tangenti).

LEGAME TRA DEMOCRAZIA, DIRITTI E UGUAGLIANZA

Democrazia e diritti dell'uomo non possono essere separati. I diritti dei singoli non sono quelli che lo stato attribuisce loro a suo piacimento; la costituzione infatti stabilisce che l'uomo ha una dignità e dei diritti che derivano dalla sua stessa natura, e tutti, Stato compreso, devono rispettarli. Sono INVIOLABILI, e le norme che li prevedono non possono essere eliminate né dal legislatore, né dal legislatore costituzionale. I diritti sono inoltre inseparabili dall'uguaglianza: devono essere riconosciuti a tutti in egual misura; il punto di equilibrio tra diritti e uguaglianza è la possibilità di esercitare tali diritti, non l'uguaglianza nell'esercitarli.

UGUAGLIANZA

a)Formale (di fronte alla legge) la legge è uguale per tutti.

b)Sostanziale: trattamenti differenziati ammessi per favorire i più bisognosi, con lo scopo di far godere i diritti a tutti.

DIRITTI

a)Negativi: si chiede allo Stato di 'non fare', diritto a non essere impediti dallo svolgere particolari attività.

b)Positivi: ottenere qualcosa dallo Stato

c)Individuali (Es. Pensiero)

d)Collettivi (Es. associazione)

e)Incondizionati (Libertà della persona come essere fisico e spirituale)

f)Condizionati (Attengono alla sfera delle attività economiche)==> diritti funzionali all'interesse generale






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