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TROPPI AVVOCATI?

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TROPPI AVVOCATI?


Abolizione dell'albo dei procuratori.

La l. 27/1997 ha soppresso l'albo dei procuratori disponendo l'iscrizione dei procuratori legali nell'albo degli avvocati. Tale riforma era stata auspicata già nel 1919 dall'allora guardasigilli Mortasa e sostenuta dalla dottrina più autorevole rappresentata da Chiovenda. La riforma ha interessato più di 3000 professionisti e secondo una parte dell'avvocatura è stata fuori luogo perché ha peggiorato la situazione dell'avvocatura italiana immettendo nel "mercato del lavoro" avvocati troppo giovani e con poca esperienza processuale.


100.000 avvocati italiani.

Questa è la cifra che risulta oggi dagli albi professionali. Il problema secondo il quale gli avvocati sono troppi in Italia si è presentato già agli inizi del secolo. Nel 1913 gli avvocati erano circa 21.500, ossia uno ogni 1.600 abitanti. Nel 1923 superarono i 25.000. Nel 1966 erano diventati 38.000 e solo 20 anni dopo, nel 1987, fu superato il tetto dei 50.000. dal '23 all'87 gli avvocati sono raddoppiati.

Negli ultimi 10 anni la popolazione degli avvocati è cresciuta in maniera esponenziale toccando quota 100.000 (ma anche la popolazione è cresciuta).



Riflessioni

circa 50.000 avv. sono giovanissimi (chiara conseguenza della scolarizzazione di massa);

conseguenza di quanto detto sopra molti giovanissimi iscritti all'albo di fatto non esercitano (basti pensare che gli avvocati iscritti alla "cassa" sono circa 60.000)

considerando poi il numero dei procedimenti civili notiamo come per ogni avv. vi siano circa 100 procedimenti ogni anno. Ma questa è pura statistica e vale poco.


Gli avvocati negli ordinamenti stranieri

FRANCIA: ha lo stesso numero di abitanti dell'Italia e ha circa 32.000 avvocati di cui solo 12.000 nel Bareau de Paris, a questi vanno aggiunti gli avvocati d'appello e quelli di cassazione che però fanno storia a sé perché costituiscono una casta chiusa (hanno una disciplina particolare: sostanzialmente ereditaria).


SPAGNA: totalmente diversa è la situazione snola, dove per poter esercitare la professione di avvocato è sufficiente la laurea ciò ha comportato un vero esubero di avvocati: tra Madrid e Barcellona ci sono circa 68.000 avvocati, considerando che questi sono solo una parte degli avvocati snoli e che la popolazione in Sna non supera i 40 milioni di abitanti allora possiamo notare come nella penisola iberica la situazione dell'avvocatura sia peggiore che in Italia.


GERMANIA: 68.000 legali su una popolazione di 81 milioni d'abitanti.


USA: qui dopo la II Guerra Mondiale il numero degli avvocati è cresciuto in maniera spaventosa e nonostante la difficoltà che si riscontrano nel conseguire il titolo di studio presso le Law School (basti pensare che negli usa la laurea in legge prevede un corso di studi difficoltoso e lungo come la laurea in medicina), attualmente gli avvocati superano il milione mentre la popolazione è di 260 milioni di abitanti. In realtà tali numeri non tengono conto della singolarità dell'ordinamento statunitense dove gli avvocati (penalisti) ricoprono, elettivamente, cariche che in Italia sono attribuite alla magistratura (il procuratore distrettuale e tutti coloro che svolgono funzioni di pubblica accusa nei processi penali sono avvocati regolarmente iscritti all'albo).


Conclusioni

Quindi il problema dell'eccessivo numero degli avvocati è fatuo in quanto se lo sono posti, forse anche a ragione, solo gli avvocati. Ci sono Stati in cui il numero di avvocati è alto, ma ciò non influisce sul funzionamento della giustizia. In Italia, il problema è un altro, cioè il basso numero di magistrati. Il vero male della giustizia italiana è la carenza d'organico della magistratura, carenza che non può essere colmata facilmente visto gli alti costi che la macchina giustizia comporta.






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