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LA RIVALITA' SPAZIALE DELLE IMPRESE COMMERCIALI

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LA RIVALITA' SPAZIALE DELLE IMPRESE COMMERCIALI.

Prima di iniziare a trattare il tema inerente alla rivalità spaziale presente tra le varie imprese commerciali, definiamo che cosa s'intende con il termine di commercio.

Il commercio è il settore che riunisce le varie forme di intermediazione che collegano produttori e utilizzatori o consumatori finali, facilitando la circolazione dei beni e dei servizi.

Possiamo distinguere il commercio dai seguenti punti di vista:



-         strutturale:

 si distinguono l'azienda familiare, la media distribuzione(ovvero quella con meno di venti addetti) e la grande distribuzione(ovvero quella con venti addetti e oltre);

-         delle strategie competitive:

si distinguono le imprese a succursali, le imprese associate e le cooperative di consumo;

-         del rapporto con il consumatore finale:

si distinguono il commercio all'ingrosso, il commercio al minuto o al dettaglio e infine il commercio ambulante.

Il questa sede tratterò il commercio al dettaglio o minuto e la rivalità spaziale presente tra le imprese commerciali al dettaglio.

Il commercio al dettaglio consiste nel mettere a disposizione dei consumatori finali i prodotti di cui questi hanno bisogno, nel tempo, nel luogo e nel modo da essi richiesto.

In via generale tratterò dunque la rivalità spaziale intrinseca al commercio al dettaglio che si manifesta in una funzione dello stesso commercio al dettaglio, ovvero mettere a disposizione dei consumatori finali i prodotti di cui essi hanno bisogno nel luogo da essi richiesto, ma allo stesso tempo tratterò anche i modi attraverso i quali i consumatori finali acquistano, con  particolare attenzione ai modelli spaziali che agiscono direttamente sui consumatori finali e che li influenzano all'acquisto, nel senso della decisione di acquisto in un punto vendita rispetto che un altro.

Tornando al commercio al dettaglio, la varietà di forme di commercio al dettaglio è molto grande.

Si distinguono:

-         punti vendita tradizionali;

-         grandi magazzini;

-         magazzini popolari;

-         superette;

-         supermercati;

-         ipermercati;

-         centri commerciali al dettaglio.

In Italia è ancora prevalente il commercio di tipo tradizionale, composto di piccole aziende a conduzione familiare.

Tuttavia, la forte spinta della grande distribuzione(G.D.) porta anche i ti più tradizionali del settore a muoversi verso forme di commercio moderne.

Questo si distingue dal commercio tradizionale per la maggiore dimensione dei punti vendita, l'ampiezza o specializzazione dell'assortimento, la prevalenza , all'interno del punto vendita, del lavoro dipendente su quello autonomo, e l'adozione di logiche imprenditoriali e concorrenziali simili a quelle industriali.

La modernizzazione del commercio al dettaglio è una risposta ai cambiamenti socioeconomici quali il maggior reddito disponibile, la maggior differenziazione dei bisogni, la crescente urbanizzazione dei consumatori, l'aumento del lavoro femminile fuori casa, ecc.

Oggi, il mercato delle aziende commerciali al dettaglio è spazialmente limitato dalla mobilità dei consumatori.

In altre parole vi è un freno che , almeno in parte, blocca lo sviluppo del commercio al dettaglio, dunque dell'intero mercato delle aziende commerciali, e tale freno è rappresentato dalla scarsa mobilità dei consumatori finali, nel senso che gli stessi sono poco disponibili a diffondersi o proarsi nello spazio alla ricerca di condizioni di vendita migliori.

La mobilità dei consumatori è dunque scarsa e gli stessi consumatori non sono disposti a fare lunghi percorsi per l'acquisto dei cosiddetti 'beni o servizi' grocery, ovvero di largo e generale consumo.

La  mobilità dei consumatori è inversamente proporzionale allo sviluppo economico di un paese:  tanto maggiore è lo sviluppo economico di un paese, tanto minore sarà la mobilità dei consumatori grocery.

Ciò può anche sembrare un paradosso, in quanto, tanto maggiore sarà lo sviluppo economico di un paese e tanto maggiori saranno i canali di trasporto e/o comunicazione e tanto minori saranno i tempi da riservare agli acquisti.

Nello stesso tempo, tanto maggiore è lo sviluppo economico di un paese e tanto è maggiore il costo/opportunità che il consumatore finale deve affrontare nella ricerca delle alternative di acquisto, che naturalmente saranno maggiori in quei paesi dove maggiore è lo sviluppo economico complessivamente considerato.

Da principio, tengo ad approfondire un tema che merita rilievo, ovvero, la diffusione spaziale dei 'punti vendita'(relativa ai servizi) e di conseguenza gli stadi in cui essa si articola e le variabili da cui dipende.

Per prima cosa bisogna dire che una tendenza inarrestabile dei servizi commerciali  è data dalla dispersione geografica dei punti di accesso con il cliente.

Tanto più ampia è la rete dei punti di accesso all'utilizzazione del servizio, tanto maggiori possono essere le vendite ovvero i profitti.

Se l'impresa che produce servizi non è in grado di costruire una rete propria sul territorio, deve affidarsi necessariamente a degli intermediari.

Da qui l'importanza della distribuzione.

I principali canali di distribuzione adottati nei servizi sono i seguenti:

-         canale diretto o vendita diretta, con il quale il compratore ottiene la prestazione direttamente da chi la produce(ad esempio , un agenzia di banca);

-         canale indiretto, con il quale parte del contenuto del servizio è distribuito da un intermediario;

-         canale concertato,  con il quale il servizio è erogato dal produttore in accordo con altre imprese(ad esempio: franchising e co-produzione);

-         canale senza venditore, che rende possibile il trasferimento del servizio dal produttore all'acquirente o consumatore finale grazie all'ausilio di macchine(naturalmente questo canale è presente solo nei paesi commercialmente evoluti).

Per quanto riguarda i processi di diffusione nello spazio dei punti vendita non si può non considerare che, teoricamente, potremmo distinguere quattro stadi di diffusione che hanno e che ancora oggi caratterizzano il mercato delle imprese commerciali.

In un primo stadio o stadio primario si ha l'inizio del processo di diffusione, ovvero si individuano le aree in cui instaurare i nuovi canali di distribuzione.

In questa fase vi sono notevolissime differenze tra le aree identificate e le zone più remote e di conseguenza i pochi consumatori grocery situati nelle zone remote, dovranno necessariamente percorrere ampi spazi e dedicare molto tempo per l'acquisto.

Naturalmente in questo primo stadio il costo/opportunità per il consumatore sarà irrilevante in quanto si è in un contesto socioeconomico in cui il tempo dedicato alla valutazione delle alternative, che di conseguenza saranno scarsissime se non nulle, è irrilevante.

Infine , in questo primo stadio o stadio primario le differenze regionali sono nette.

Un secondo stadio di diffusione, detto propriamente stadio di diffusione è caratterizzato dal fatto che nello stesso vi è l'inizio di un processo di diffusione dei canali di distribuzione caratterizzato da un potente effetto centrifugo che rende possibili la nascita di alcuni canali anche in alcune zone remote.

Di conseguenza le differenze regionali saranno minori, ma ancora molto accentuate.

Per i consumatori grocery aumenta il costo/opportunità inerente alla valutazione delle alternative, che crescono ma, sono ancora ad un livello insoddisfacente, e diminuisce il tempo dedicato agli acquisti, che resta, però, ancora elevato.

Non siamo ancora di fronte ad un mercato ben definito in cui si può parlare di fidelizzazione del cliente all'insegna, di concorrenza in generale, di politiche di prezzo e tanto meno di raffinati strumenti quali i POS - scanner, le etichette elettroniche, i terminali video, ecc.

Un terzo stadio di diffusione dei canali di distribuzione è rappresentato dal cosiddetto stadio di consolidamento.

Naturalmente raggiungono questo terzo stadio solo i paesi commercialmente evoluti ed economicamente stabili e/o 'forti'.

In questo terzo stadio, di consolidamento, diminuiscono le differenze tra canali presenti nei centri urbani e quelli presenti nelle aree periferiche remote.

Nelle zone periferiche, o nelle più accessibili, si sviluppano degli agglomerati commerciali, che riuniscono in vaste aree più insegne, che prendono il nome di centri commerciali e che rappresentano dei veri e propri gruppi strategici.

 

In questo stadio si ha un aumento della capacità reddituale del consumatore, un aumento del tasso di urbanizzazione, un aumento delle reti di trasporto, una maggiore consapevolezza, un 'salto' tecnologico, sia da parte dell'impresa commerciale che da parte del consumatore finale, riguardo , rispettivamente, alle tecniche da adottare per differenziarsi e alle modalità d'acquisto.

Naturale conseguenza di un sistema socioeconomico evoluto è l'aumento del costo/opportunità che il consumatore finale deve sostenere per l'acquisto dei prodotti che necessità, ovvero per soddisfare i propri bisogni, nonostante il numero delle alternative che offre il mercato sia notevole.

In questo stadio di consolidamento si sviluppano forme alternative di distribuzione sempre più raffinate che vengono a costruirsi partendo esclusivamente dalla vastissima segmentazione della domanda operata dalla funzione di marketing, che individua moltissimi target da colpire.

Sempre in questa fase si cerca il profitto ovvero un aumento della capacità di vendita e il relativo miglioramento del margine unitario, cercando di attuare o una differenziazione di costo oppure una differenziazione di prodotto.

Una realtà, da mettere in evidenza, è data dal fatto che nessuna impresa commerciale, come nessuna impresa industriale riuscirà quasi mai a differenziarsi contemporaneamente sul fronte dei costi e su quello del prodotto o assortimento.

Bisogna dunque ricercare prima uno solo dei tipi di differenziazione e poi , raggiunto lo stesso, si può pensare di cercare l'altro.

Ancora, vi è l'espansione delle imprese commerciali all'estero, anche se nel caso dell'Italia , lo sviluppo delle imprese multinazionali , appunto italiane, è scarso, confrontandoci con il paese più evoluto al mondo ovvero gli Stati Uniti.

Sempre nello stadio di consolidamento necessità un intervento del settore pubblico che regolamenti 'le regole del gioco', ovvero del mercato: purtroppo, anche qui, a differenza degli altri paesi europei, l'Italia è giunta tra gli ultimi in tema di leggi che regolamentino il mercato.

Come già detto, tutti i paesi commercialmente evoluti si trovano, oggi, in questo terzo stadio di consolidamento e tutti i paesi commercialmente evoluti sono di fronte a nuove tecniche di marketing sia strategico che operativo per attrarre in modo maggiore la clientela.

Uno dei problemi a cui ,oggi, le imprese commerciali sono di fronte è quello del come rivolgersi al mercato.

Un impresa commerciale può rivolgersi al mercato o con l'intento di fidelizzare la propria clientela o la propria insegna di marca oppure di creare traffico in modo da sfruttare il maggior volume di clienti non abituali nel migliore dei modi, per aumentare le vendite(anche intensificando, ad esempio il personale di contatto presente nel punto vendita nelle ore di punta).

Tutte le imprese commerciali si trovano di fronte ad una serie di problemi che sono dovuti dal fatto che il consumatore è più esigente(anche se questa esigenza in Italia non si traduce in una maggiore propensione alla valutazione delle alternative, di cui poi dirò), che il mercato tende ad equilibrasi naturalmente, che le imprese sono sottoposte ad una concorrenza che le obbliga a determinate scelte.

In questa fase di consolidamento cresce la percezione, non del consumatore, bensì dell'impresa, che vuole essere competitiva, di dover adottare delle strategie di marketing, di merchandising, ecc innovative.

Si cerca in vari modi di affrontare il mercato, ad esempio creando una base organizzativa, di marketing, inerente ai rapporti con i fornitori, a monte e con i clienti migliori a valle(il primo facilmente imitabile dalla concorrenza, mentre il secondo, dato la segretezza delle informazioni tra impresa commerciale e cliente, difficilmente imitabile dalla concorrenza),  inerente allo spazio disponibile per l'allocazione delle varie referenze(dunque al ruolo che ha nel contesto il merchandiser), inerente alle varie forme di promozione o di pubblicità(interne o esterne al punto vendita . da notare che lo stesso punto vendita 'commercialmente evoluto' può considerarsi come un mezzo di comunicazione), inerente alla creazione di banche dati contenenti svariate informazioni, in generale all'utilizzo di hardware e software capaci di aiutare il management in vari modi ad esempio grazie alla comunicazione non più cartacea ed minori  costi dovuti al minor  tempo da dedicare per qualsiasi operazione; ancora, si cerca di diminuire il costo del personale di contatto, e nello stesso modo, di dare una percezione migliore del servizio alla clientela, mediante l'eliminazione del personale di contatto dal reparto ortofrutticolo, si utilizzano in via sperimentale alcuni mezzi quali i video interattivi(grazie al 'boom' dei prodotti per il fitness) le etichette elettroniche(ancora oggi troppo costose per essere immesse sul mercato in via definitiva), ai carrelli video(esperienza provata negli Stati Uniti, ma da perfezionare in quanto distolgono il consumatore dall'acquisto), oppure , sempre a tecniche che ruotano intorno al settore informatico e della comunicazione, ma già consolidate, non sperimentali, quali l'adozione di video nei reparti -  banco o in prossimità delle casse(in questo modo si distoglie l'attenzione del consumatore che non percepisce in modo reale e/o effettivo il tempo che trascorre in fila, ad attendere il proprio turno); si utilizzando , ormai generalmente i cosiddetti POS - scanner, che permettono nello stesso tempo di ridurre in media del 25%, alla cassa, il tempo per il amento, dunque anche l'attesa, inoltre grazie alla lettura del codice EAN danno immediatamente informazioni (in precedenza archiviate in un sistema informativo) inerenti a qualsiasi tipo di prodotto(i più evoluti POS - scanner , riescono addirittura a leggere un codice EAN anche se lo stesso risulta essere deteriorato o parzialmente rovinato); un'altra caratteristica del POS - scanner è quella di essere in grado di stampare sullo scontrino informazioni promozionali e/o slogan per attirare ancora una volta l'attenzione del consumatore.



Tutto quanto suddetto rispecchia una piccolissima parte della varietà di strumenti e/o metodologie verso le quali, oggi, le imprese dei paesi commercialmente più evoluti devono tendere per far sì che non si giunga mai alla quarta ed ultima fase del processo evolutivo ovvero lo stadio di saturazione.

Oggi , e sostanzialmente in tutto il mondo, la 'rivoluzione commerciale' è ancora in atto, vi sono come suddetto sperimentazioni ed ancora notevoli differenze regionali tra paese e paese e all'interno di ogni paese per quanto riguarda l'offerta e la domanda dei prodotti commerciali.

Uno stadio di saturazione, a livello mondiale, non è altro che una pura astrazione teorica in quanto se si giungesse mai ad uno stadio di saturazione non esisterebbero più differenze tra imprese commerciali site in zone anche diversissime e molto distanti tra loro; si osserverebbe un rallentamento dell'innovazione in campo tecnologico, nel marketing, nei rapporti di partnership, ecc, fino a giungere alla paralisi del mercato concorrenziale ed a questo punto del settore commerciale: ipotesi come detto solamente teorica.

Dopo questa introduzione in cui ho definito i tratti 'costituenti l'unità minima' del commercio, del settore commerciale e dopo aver evidenziato alcune delle caratteristiche, penso tra le più importanti, per essere competitivi , in generale, sul mercato, adesso mi appresto a fare una breve analisi del rapporto tra distanza del consumatore dal quartiere commerciale centrale(CBD) e le azioni di marketing mirate a fidelizzare la clientela.

Possiamo affermare esiste una limitata mobilità dei consumatori grocery, ma che questa limitata mobilità non incide, come nel settore industriale, sulla conservazione della domanda di cui dispone l'impresa commerciale, vale a dire che la limitata mobilità dei consumatori grocery non determina una curva di domanda ad angolo, cioè non determina il fenomeno della rigidità dei prezzi.

Come detto, la limitata mobilità è causata dalla percezione del consumatore grocery a considerare il tempo dedicato all'attività d'acquisto e alla valutazione delle alternative , come una noiosa perdita di tempo.

Se a questo si aggiunge il carattere tradizionale del settore commerciale italiano e il costo/opportunità inerente al consumatore finale si comprende che lo spazio è sì una delle variabili, più importanti e significative, competitive dell'impresa commerciale o meglio a cui punta l'impresa commerciale, ma non è così 'forte' da determinare una domanda rigida e la conseguente rigidità dei prezzi.

In altre parole, lo spazio è una delle tante variabili che determinano la convenienza delle diverse alternative d'acquisto, ma non l'unica, dunque il punto vendita più vicino non rappresenta una scelta obbligata per il consumatore finale.

Una variabile molto importante e significativa che ha un ruolo fondamentale nella scelta del punto vendita è data dall'esperienza d'acquisto; in altre parole dal buon servizio che il consumatore grocery ha ottenuto ripetutamente in un determinato punto vendita(fidelizzare la clientela vuol dire garantirsi un prevedibile 'utile' ed allo stesso tempo poter disporre di un segmento di domanda fedele all'insegna che quando si troverà all'interno del punto vendita sicuramente valuterà accuratamente cosa acquistare ma, altrettanto sicuramente, effettuerà degli acquisti cosiddetti d'impulso, ovvero non programmati a priori ed effettuati all'interno dello stesso punto vendita: tutto ciò rappresenta per l'impresa uno spread in più per quanto riguarda le vendite ed i relativi profitti).

Un elevato livello del servizio sicuramente incide in modo durevole sulla clientela fino a fidelizzarla.

Si possono determinare tre aree che generano via via una percentuale di vendita sempre minore partendo dal CBD e proseguendo verso le zone periferiche e queste tre aree sono rispettivamente:

1°) area primaria:

genera il 50%delle vendite;

2°)area successiva o secondaria:

genera il 30% delle vendite;

3°)area terziaria:

genera il 20% delle vendite ed è quella più distante dal CBD.

Si può affermare che la concorrenza tra le imprese commerciali aumenta con l'aumentare della distanza dal CDB.

Quindi un ottima azione di marketing è quella che mira ad attrarre e poi eventualmente fidelizzare la potenziale clientela che risiede nelle aree più distanti e di conseguenza meno agevolate dal punto di vista dei mezzi di trasporto e in generale dall'accessibilità al punto vendita.

Inoltre esistono diverse tecniche di vendita a seconda dei tempi di percorrenza che qualificano le aree suddette.

Si classifica, ad esempio, un area di incidenza primaria quella con un tempo di percorrenza di 25 minuti nel caso di un ipermercato, mentre per una superette non bisogna superare i 5 minuti di percorrenza.

Dal punto di vista dell'impresa commerciale bisogna dire che le aree che generano le migliori performance sono quelle che godono delle seguenti caratteristiche:

-         accessibilità/visibilità;

-         alto potenziale economico espresso dalla capacità d'acquisto e dai modelli di consumo;

-         alto grado di affollamento dei punti vendita omogenei e differenziati.

Bisogna altresì dire che il valore del suolo , dei paesi occidentali, è estremamente alto nelle zone centrali delle città e cala man mano che aumenta la distanza dal centro.

La punta massima dei valori si situa nell'area intorno al quartiere centrale commerciale(CBD).

Le imprese commerciali situate nell'area primaria generano il 50% delle vendite, godono di condizioni migliori per quanto riguarda le performance ottenibili, ma a bilanciare i maggiori costi sostenuti dai consumatori che risiedono lontano dai centri cittadini, vi sono gli elevati canoni d'affitto che le stesse imprese commerciali situate nelle vicinanze del CBD devono sostenere.

Detto che l'attività di marketing, dunque, deve 'puntare' sui cosiddetti segmenti marginali di domanda, ovvero sulla potenziale clientela dell'impresa commerciale più sfavoriti, visto la loro localizzazione, per cercare di aumentare il proprio bacino utenze e di conseguenza anche le vendite ed i relativi ricavi, sempre l'attività di marketing può indirizzarsi, inoltre, sui tempi necessari per raggiungere i punti vendita e, visto che l'intensità della concorrenza aumenta man  mano che ci si allontana dal punto vendita, è del tutto normale operare forme di differenziazione e discriminazione delle condizioni di vendita a favore dei clienti marginali.

Alcune tra le tante forme di discriminazioni e/o forme di differenziazione sono costituite, ad esempio, dalla concessione ai clienti migliori, ovvero fedeli all'insegna, i quali effettuano acquisti continuativi e/o per importi elevati, da apposite agevolazioni quali la concessione di una fidelity card grazie alla quale gli stessi clienti sono continuamente informati(ad esempio tramite opuscoli al proprio domicilio) sulle condizioni migliori, oppure si concedono sconti per importi di spesa superiori ad una determinata soglia solo per gli stessi possessori delle suddette sectiune.

Dal punto di vista spaziale un esempio di differenziazione è dato dal fatto di concedere sconti ed agevolazioni di vario tipo ai clienti che sono più sfavoriti , nel senso che giungono ad un punto vendita da una località anche molto distante.

In questo senso si può osservare che nei periodi festivi quali il natale in
Gran Bretagna una nota impresa commerciale concedeva ingenti sconti a tutti coloro che provenivano da un paese estero, dietro la semplice dimostrazione, attraverso un documento d'identità di provenire effettivamente da un altro paese.

Altri esempi di differenziazione e/o discriminazione si stanno sviluppando grazie all'ausilio delle nuove tecnologie.

Basti pensare agli acquisti senza il venditore ovvero effettuati direttamente, anche da casa, tramite un PC(in questo senso i costi per il cliente sono ancora oggi molto elevati visto le spese che lo stesso deve sostenere per stipulare una specie di accordo tra lui e il rivenditore; quindi lo stesso cliente deve  sostenere dei costi fissi ed inoltre dei costi per magazzinaggio delle referenze acquistate; questo modello è 'ingannevole' in un certo senso in quanto al consumatore è dato modo di vagliare tra moltissime alternative inerenti a diversi punti vendita, anche sparsi in tutto il paese, ma gli stessi punti vendita hanno ha disposizione gli stessi assortimenti).

Un altro modo per differenziare , in sperimentazione, anche in Italia , è dato dagli acquisti tramite la televisione interattiva, ovvero tramite una rete, non aperta, quale è internet, bensì aperta ma solo per quanto riguarda la domanda e l'offerta di prodotti grocery(non è altro che un terminale da collegarsi ad una qualsiasi televisione).

Inoltre vi sono gli acquisti tramite internet ed i relativi amenti via carta di credito, previa comunicazione con la stessa azienda di credito dello stesso consumatore/acquirente.

Si conclude che i metodi per differenziare e/o discriminare la clientela sono numerosi e numerosi altri sicuramente con l'innovazione tecnologica né sorgeranno.

Abbiamo in precedenza visto che una delle funzioni del marketing è quella di orientare il proprio interesse verso la clientela potenziale, meno agevolata dal punto di vista spaziale.

Adesso dunque passo ad analizzare le varie reti di trasporto ed il rapporto tra queste è lo stesso consumatore grocery, e l'impresa.

I flussi  possono essere distinti in:

-         flussi di trasporto;

-         flussi di comunicazione.

 

I vari mezzi di trasporto possono distinguersi in:

-         ferrovie;

-         autostrade;

-         vie d'acqua;

-         vie aeree;

-         oleodotti.

Visto l'immaterialità dei prodotti commerciali in questa sede interessano i flussi di comunicazione.

Prima ho affermato che allontanandoci dal CBD aumenta la concorrenza tra le imprese commerciali, diminuisce il valore del suolo(di conseguenza gli affitti ati dai dettaglianti per il punto vendita), inoltre, aggiungo adesso, che allontanandoci dal CBD diminuisce anche il traffico di potenziali acquirenti(dunque i punti vendita, sempre che non siano troppo distanti dal CBD, potrebbero applicare una strategia di marketing orientata a creare traffico ed inoltre a sfruttare il traffico creato dagli stessi punti vendita siti nel CBD o nelle vicinanze del CBD).

Quindi vi è un decremento con la distanza dal CBD del traffico e tale decremento può anche esprimersi sotto il nome di gradiente di distanza.

Il gradiente di distanza afferma che l'interazione spaziale tra i potenziali clienti di un impresa commerciale con la stessa impresa commerciale o punto vendita, è inversamente proporzionale alla distanza.

Le reti di trasporto sono organizzate in senso gerarchico.

Quindi le reti di trasporto sono costituite da un numero limitato di canali molto utilizzati e da moltissimi canali secondari, o alimentatori, di impiego molto limitato.

Si può affermare che le reti di trasporto hanno delle analogie con un sistema fluviale: la rete dei trasporti presenta una struttura ramificata in cui l'angolo di ramificazione è strettamente connesso alla portata del flusso.

Gli elementi spaziali delle reti di trasporto sono i cosiddetti nodi e i cosiddetti collegamenti.

Nodi e collegamenti sono anch'essi in forte connessione in quanto se immessi in una matrice, detta matrice di connessione, grazie alla teoria dei grafi si può giungere a calcolare una misura che è molto importante ovvero la lunghezza media del percorso che, in questo contesto un consumatore grocery, affronta per effettuare i propri acquisti.

In altre parole , tele misura esprime di quanto, in termini di distanza, il consumatore marginale e il consumatore 'situato nel cuore del CBD 'sono disposti a spostarsi per effettuare i propri acquisti e la stessa misura dunque è ricollegabile a molte variabili che incidono sul consumatore, in questo senso, ovvero, come già più volte detto, al costo/opportunità che lo stesso consumatore deve sostenere, al tempo dedicato alla valutazione delle alternative, e dal punto di vista dell'impresa commerciale, la stessa , grazie alle svariate informazioni di cui dispone, ovvero la localizzazione della potenziale clientela marginale, i tempi oltre i quali non bisogna far attendere il consumatore(oltre questi tempi , predeterminati il consumatore percepisce un disservizio), il comportamento dei competitors, i rapporti , eventuali di partnership, la forza contrattuale, le politiche aziendali di marketing e di merchandising, la struttura dell'ambiente esterno e delle relative vie/reti/canali di comunicazione, ecc, deve essere in grado di posizionarsi nello spazio in modo efficace ed effciente.

Infine, per comprendere la localizzazione di un impresa nello spazio e la rivalità spaziale(che anche se non è il solo punto su cui competere, è molto importante se non determinante per il successo della stessa impresa commerciale), la stessa impresa commerciale deve valutare una miriade di informazioni di carattere estremamente eterogeneo, ma se si considerano 'tutte' le variabili in gioco sicuramente non si è destinati al fallimento ancora prima di iniziare la propria attività.

Purtroppo, ma in ogni caso tutto quanto suddetto, può valere solo per i paesi che ancora oggi sono interpreti della cosiddetta rivoluzione commerciale, ovvero tutti i paesi  economicamente 'forti' e stabili, commercialmente evoluti: moltissimi sforzi bisognerà compiere per far sì che tutto ciò, ovvero tutti i discorsi suddetti, si possano fare anche nella stragrande maggioranza dei paesi presenti sul globo e credo che tali discorsi si potranno fare solo se i paesi cosiddetti commercialmente evoluti diano un loro contributo a quelli più sfortunati per non usare un'espressione che non gradisco.





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