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Appunti, Tesina di, appunto ECONOMIA

LAVORO AUTONOMO

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LAVORO AUTONOMO

L’azienda acquisisce lavoro in due modi:

                        Lavoro autonomo

                        Lavoro dipendente

Mentre colui che offre lavoro dipendente è vincolato all’azienda, il lavoratore autonomo no.

Chi sono i lavoratori autonomi? Sono lavoratori esterni all’azienda che svolgono un’attività intellettuale, artistica e non piccoli imprenditori.

Lavoro autonomo, tutte quelle che differiscono nelle attività espresse nell’articolo 2195 del c.c. Il lavoro autonomo è descritto nell’ art. 49 del T.Unico e nell’art. 5 1° comma del D.P.R.

L’attività di lavoro autonomo si distingue in tre forme:

·         Professionale, che comporta l’obbligo della P.Iva

·         Collaborazione coordinata e continuativa

·         Collaborazione occasionale

Per le prestazioni di lavoro autonomo è necessario porsi tre domande:

·         La prestazione è in campo IVA, e di che tipo è, imponibile, non imponibile o esente.

·         La prestazione è soggetta ad un qualche tipo di trattamento previdenziale.

·         La prestazione è soggetta a ritenuta d’acconto IRPEF.(imposta progressiva a scaglioni, l’aliquota al cambiare dello scaglione di reddito)

Lavoratore autonomo, sul pagamento che riceve dall’azienda subisce la ritenuta d’acconto IRPEF del 20%, quando poi andrà a pagare l’IRPEF dovuta detrarrà tutta quella che a anticipato con i vari acconti del 20%, questa ritenuta d’acconto è una ritenuta alla fonte.

Tutte e tre le forme di lavoro autonomo hanno risposta affermativa alla domanda n°3 (quella riguardante la ritenuta d’acconto IRPEF), l’eccezione: se il lavoratore autonomo fosse non residente in Italia, l’azienda ha l’obbligo di operare una ritenuta del 30%, e questa ritenuta non è a titolo di acconto, ma a titolo definitivo.

Ora guardiamo caso per caso le tre forme di lavoro autonomo.

1.          Lavoro autonomo professionale, cioè colui che abitualmente fa quel genere di lavoro. Come si comporta rispetto alle tre domande che ci dobbiamo porre?

·         IVA? Si, e può compiere operazioni di tutti e tre i tipi: imp. Non imp. Ed esenti.

·         Previdenza? Si, il lavoratore autonomo si versa la pensione da solo, e si distinguono in quelli che hanno la propria cassa privata CAP, e devono versare contributi ogni anno, per coloro che non hanno la propria cassa, devono segnarsi alla gestione separata dell’INPS, detta gestione del 10%.

·         IRPEF? Si , c’è la ritenuta d’acconto alla fonte del 20% su ogni prestazione da loro fornita.

Il lavoratore autonomo professionale ha diritto di rivalsa, che per il CAP (cassa privata) è il 2%, e per la gestione separata dell’INPS è il 4%, questa rivalsa viene fatta nei confronti dell’aziende ed è a fini previdenziali.

Libero professionista

Lav. Autonomo senza cassa 

Lordo 100

Lordo 100

+IVA

+IVA

+Rivalsa del 2% CAP

+Rivalsa del 4% INPS

-IRPEF

-IRPEF

·           La rivalsa previdenziale del 2% è imponibile IVA, ma non imponibile IRPEF

·           La rivalsa previdenziale del 4% è imponibile IVA e IRPEF

Una persona fisica può avere uno o più redditi (reddito fondiario, da lavoro autonomo, da lavoro dipendente, da capitale, d’impresa, diversi), tutti sono imponibili IRPEF, quindi se una persona possiede più redditi, per calcolare l’IRPEF dovuta dovrà sommarli, mentre i redditi imponibili IVA sono il reddito d’impresa e quello da lavoro autonomo. Questa era solamente una parentesi per chiarire.

Esempio di una parcella emessa da un notaio. Il 30/03 il notaio chiede 100 di lordo, +IVA 20%, rivalsa previdenziale del 2% (in quanto il notaio ha una propria cassa), opera la ritenuta IRPEF del 20%

PARCELLA NOTAIO

Descrizione

Valore

Compenso lordo

100

+Rivalsa del 2% CAP

2

=Imponibile IVA

102

+IVA

20.4

=Totale fattura

122.4

-Ritenuta d’acconto IRPEF

20

=Netto a corrispondere

102.4

La ritenuta d’acconto si calcola su 100 in quanto per i lavoratori autonomi con cassa propri la rivalsa non è imponibile, e l’IVA è sempre esente in quanto è proibito tassare un’altra imposta cioè fare imposta su imposta.

Contabilità aziendale riferita alla parcella presentata dal notaio il 30/03.

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Parcella notaio

Economica negativa

Dare

102

IVA n/credito

Finanziaria positiva

Dare

20.4

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

122.4

Il pagamento si effettua il 12/11

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

122.4

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

102.4

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

20

Il 16 del mese successivo devo liquidare l’IRPEF

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

20

L’IRPEF si versa sempre il 16 del mese successivo al pagamento della prestazione fornitaci, in quanto questa ritenuta va per cassa e non per data di competenza.

Differenza tra lavoro autonomo ed impresa individuale. Tutte le attività che non rientrano nella definizione dell’art. 2195 del c.c. si definiscono di lavoro autonomo e sono esentate dagli adempimenti strumentali altrimenti dovuti. Questo articolo definisce tutte le attività imprenditoriali, industriali, commerciali, di trasporto, di assicurazione, bancarie e annesse a queste elencate. Se rientriamo in queste attività siamo imprenditori e non lavoratori autonomi, quindi procedura come imprese.

Se una persona svolge attività artistica, intellettuale o attività diverse da quelle espresse nell’art. 2195 del c.c. svolte in maniera personale e prevalentemente con lavoro proprio, su una struttura da lui organizzata, questo è il LAVORATORE AUTONOMO.

Esempio un informatico non svolge alcuna attività descritta dall’art. 2195 del c.c. Chi è lavoratore autonomo contabilizza il suo reddito per cassa (regola art. 49-50 T.Unico) cioè il reddito dell’anno gli è dato da tutto ciò che ha incassato meno quello che ha speso nell’anno.

 Chi è imprenditore individuale contabilizza il suo reddito secondo i principi d’impresa, e non è il reddito incassato, ma di competenza (art. 51 e seguenti, fino a 75-76 del TUIR).

I lavoratori autonomi che hanno una cassa propria sono quelli che svolgono libere professioni ed appartengono ad un albo, esempio commercialisti, ragionieri, etc. Tutti i lavoratori autonomi che non hanno una propria cassa devono iscriversi alla gestione separata del 10% all’INPS, confronto tra la parcella di un lavoratore autonomo con cassa propria ed uno iscritto alla gestione separata del 10% all’INPS.

Geometra chiede 2.000.000£ di compenso lordo, (geometra ha una propria cassa, rivalsa del 2% non imponibile IVA)

PARCELLA GEOMETRA

Descrizione

Valore

Compenso lordo

2.000.000

+Rivalse del 2%

40.000

=Imponibile IVA

2.040.000

+IVA

408.000

=Totale fattura

2.448.000

-Ritenuta d’acconto IRPEF

400.000

=Netto a corrispondere

2.048.000

Contabilità aziendale per la parcella del geometra.

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Parcella geometra

Economica negativa

Dare

2.040.000

IVA n/credito

Finanziaria positiva

Dare

408.000

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

2.448.000

L’IVA andrà liquidata secondo il criterio dall’impresa scelto e poi pagata

amento del professionista

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

2.448.000

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

2.048.000

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

400.000

Liquidazione IRPEF il 16 del mese successivo al pagamento

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

400.000

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

400.000

Il professionista può emettere una prenotala, è un avviso di pagamento che il professionista emette nei confronti dell’azienda per avvertire che deve pagare. Non è un documento fiscale e non una fattura, non riporta la ritenuta IRPEF, non essendo un documento fiscale non si rileva contabilmente. Si presenta fino al totale fattura come importo, questo sistema è assolutamente legale e vale solo per la prestazione di servizi, questo permette al professionista di non andare a debito d’IVA prima di essere stato pagato, o comunque doverla liquidare e non ha ancora ottenuto il pagamento dell’IVA che deve liquidare.

PARCELLA INFORMATICO, che chiede un compenso lordo di 3.000.000 (l’informatico non ha una cassa propria, quindi è iscritto alla gestione separata del 10% all’INPS)

Descrizione

Valore

Compenso lordo

3.000.000

+Rivalsa del 4%

120.000

=Imponibile IVA

3.120.000

+IVA

624.000

=Totale fattura

3.744.000

-Ritenuta d’acconto IRPEF

624.000

=Netto a corrispondere

3.120.000

La rivalsa INPS del 4% è imponibile IRPEF a differenza di quella del 2%.

Contabilità aziendale, ricevuta fattura informatico

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Parcella informatico

Economica negativa

Dare

3.120.000

IVA n/credito

Finanziaria positiva

Dare

624.000

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

3.744.000

amento parcella informatico

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

3.744.000

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

624.000

Banca c/c

Banca c/c

Avere

3.120.000

Liquidazione IRPEF

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

624.000

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

624.000

RIMBORSI SPESEà anticipazioni  finanziarie che il professionista ha effettuato per conto dell’azienda e quindi l’azienda è tenuta a rimborsare.

·           Rimborsi spese per pagamenti di tasse, visure camerali, bolli, diritti di cancelleria,etc. Questi rimborsi sono in nome e per conto dell’azienda.

·           Rimborsi spese di vitto, alloggio e viaggio documentate con fatture contestate al professionista e all’azienda.

·           Rimborsi spese à forfait, per le spese di trasferta che il professionista ha sopportato per l’azienda non si hanno documenti, ma si chiede un rimborso forfetario.

Il trattamento fiscale è diverso per i tre casi di rimborsi spese visti: nel primo caso sono considerati solo variazioni finanziarie, sono quindi esclusi dall’imponibile IVA e dalla base imponibile IRPEF ed esclusi dal CAP o INPS, devono essere riportati in fattura, nel secondo e terzo caso invece i rimborsi sono assimilati al compenso e sono imponibili IVA, IRPEF e previdenza, quelli à forfait sono assimilati al compenso lordo , gli altri devono essere espressi come spese documentate.

2.          Collaborazioni coordinate continuative, chi svolge questo genere di attività non ha partita IVA, quindi ogni sua operazione è fuori campo IVA, con questo abbiamo risposto alla prima domanda che dobbiamo porci di fronte ad un lavoratore autonomo. Per quanto riguarda l’IRPEF anche le collaborazioni coordinate e continuative sono soggette alla ritenuta d’acconto del 20%. L’INPS è una cosa un po’ più particolare per quanto riguarda questo genere di collaborazioni: è obbligatorio iscriversi alla gestione separata 2, che si distingue dalla precedente adibita al lavoratore autonomo professionale senza cassa propria. In questo caso loro devono versare l’INPS all’azienda ed è il 13%sul 95% del compenso lordo, 1/3 grava sui collaboratori ed i restanti 2/3 gravano sulla ditta. In parcella risulterà una detrazione per INPS pari ad 1/3 del 13% sul 95% del compenso lordo, il resto paga la ditta.

I liberi professionisti che svolgono attività di collaborazione coordinata continuativa è regolata dall’art. 49 2° comma lettera a del TUIR, esempi Sindaco, ed Amministratore. In questo caso l’operazione è imponibile IVA, in quanto i liberi professionisti hanno P.Iva.

Il reddito si calcola togliendo dal compenso lordo le spese in via forfetaria. Se è un libero professionista con cassa propri (CAP) che svolge anche attività di Co-Co-Co, l’INPS è 1/3 del 10% sul 95% del compenso lordo invece che del 13% che continua ad essere applicato per i liberi professionisti iscritti alla gestione separata del 10% dell’INPS.

Esempio di Co-Co-Co: Correttore di bozze chiede alla ditta un compenso lordo di 100

Ritenuta d’acconto INPS 20%=20

Gestione separata 2° sezione dell’INPS=1/3 del 13% sul 95% del compenso lordo=4

IVA no perché non ha partita IVA

Compenso netto=76

Per l’azienda 100 è il costo da prestazioni Co-Co-Co, 4 è un debito v/l’INPS, 20 è un debito v/IRPEF, o erario, poi l’azienda deve versare i restanti 2/3 del 13% sul 95% che un costo per l’azienda.

Contabilizzazione del compenso al correttore di bozze fatto il 29/10:

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Comp. A cor. Di bozze

Economica negativa

Dare

100

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

100

amento del correttore di bozze per mezzo banca il 29/10

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

100

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

4

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

76

Contabilizzazione costo INPS per l’azienda

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Contr. INPS per Co-Co-Co

Economica negativa

Dare

8

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

8

Il 16/11 si contabilizza la liquidazione INPS e IRPEF

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

INPS c/competenze

Finanziaria positiva

Dare

12

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

32

Il versamento con unica delega F24.

I rimborsi spese erogati ai Co-Co-Co sono fuori campo IVA in quanto loro privi di P.Iva.

Se il commercialista, che è un libero professionista fa il sindaco non è considerata collaborazione coordinata continuativa, mentre se fa attività di commercialista è inquadrata come Co-Co-Co, è soggetta ad IVA, e l’INPS è l’1/3 del 10% sul 95%, non c’è rivalsa CAP (la rivalsa non c’è mai quando un libero professionista svolge attività di Co-Co-Co.

Compenso lordo=100, IVA 20%, INPS=1/3 del 10% sul 95%=3, IRPEF, ritenuta d’acconto del 20%=20, compenso netto=96

Registrazione della fattura per prestazioni di amministratore fatte da un commercialista:

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

comp. a commercialista

Economica negativa

Dare

100

IVA n/credito

Finanziaria positiva

Dare

20

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

120

amento prestazione

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

120

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

3

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

97

Contabilizzazione costo INPS per l’azienda

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Contr. INPS per Co-Co-Co

Economica negativa

Dare

6.5

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

6.5

Liquidazione INPS e IRPEG (il 16 del mese successivo al pagamento della prestazione, mentre l’IVA entro il 16 del mese successivo o secondo mese successivo, dalla data di emissione della fattura).

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

INPS c/competenze

Finanziaria positiva

Dare

9.5

Erario c/IRPEG

Finanziaria positiva

Dare

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

29.5

La ritenuta INPS a carico dell’azienda si registra al momento della fattura, ma la liquidazione si fa il16 del mese successivo alla data del pagamento della fattura insieme alle altre ritenute. L’attività di sindaco per il commercialista non è Co-Co-Co, ma prestazione professionale, se il sindaco lo fa un avvocato la prestazione è considerata  Co-Co-Co, quindi ci comportiamo come nell’esempio fatto con il commercialista che fa l’amministratore.

Le percentuali su cui si calcola l’INPS per le Co-Co-Co, se il reddito è inferiore a 40 milioni e possiede solo una casa 94%, se il reddito è tra 40 milioni e 100 milioni è 95%, se superiore a 100 milioni è 100%, se superiore a 140 milioni non c’è INPS.

3.          Ora manca l’ultima categoria di lavoro autonomo, la prestazione occasionale, cioè una persona che occasionalmente fa attività di lavoro autonomo tipo il Dj o animatore turistico, sono fuori campo IVA, non soggette ad alcuna previdenza, ma c’è solamente la ritenuta d’acconto IRPEF del 20%.

Esempio di registrazione per prestazioni occasionali fornite: compenso lordo collaboratori occasionali 100.

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Comp. a collaboratori

occasionali

Economica negativa

Dare

100

Debiti v/fornitori

Finanziaria negativa

Avere

100

amento prestazioni forniteci da collaboratori occasionali

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Debiti v/fornitori

Finanziaria positiva

Dare

100

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

20

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

80

La liquidazione IRPEF il 16 del mese successivo alla data del pagamento.

Ad anno nuovo per le Co-Co-Co cambieranno i para subordinati. Una persona fisica può essere titolare di più redditi, e tutti devono essere calcolati secondo il proprio iter. Una persona fisica può essere anche da sola titolare di un reddito d’impresa, con l’impresa individuale. Esempio di impresa individuale è l’operatore di commercio. Le società anche se non svolgono attività elencate nell’art. 2195 del c.c. calcolano il loro reddito con l’iter del reddito d’impresa.

LAVORO DIPENDENTEàreddito percepito da una persona fisica subordinata al datore di lavoro, descritta nell’art. 95 del c.c. ed ai fini tributari art. 48 T.Unico. I lavoratori dipendenti sono quelli assunti da un’azienda e possono a tempo indeterminato o determinato. L’assunzione può essere a tempo pieno o part-time (50% o 75% dell’orario), e quest’ultimo può essere orizzontale o verticale. Orizzontale quando si lavora solo la mattina o il pomeriggio cioè mezza giornata, verticale quando si lavora metà settimana. Esistono due contatti di lavoro, contratto di formazione e apprendistato.

I libri che deve tenere un’azienda con lavoratori dipendenti sono i seguenti.

·           Libro INAIL, che riporta la data di assunzione, mansioni, licenziamento e dati anagrafici.

·           Libro paga, che riporta la retribuzione del dipendente, sulla base delle buste paga.

·           Registro degli infortuni sul lavoro.

Contabilità dei costi dati dal lavoro dipendente

·           Salari e stipendi, retribuzione lorda, costo totale che ricaviamo dalla busta paga del lavoratore

·           Oneri sociali e assicurativi, cioè deve versare contributi all’INPS e all’INAIL

·           Costo trattamento di fine rapporto, costo in più per l’azienda.

Il reddito da lavoro dipendente è escluso IVA, anche in capo al dipendente grava il contributo INPS, anche in capo al dipendente si attua la ritenuta IRPEF, non è fissa al 20% ma varia da dipendente a dipendente.

SALARI E STIPENDI

Sono composti da una retribuzione ordinaria o diretta e da una indiretta.

La retribuzione diretta è composta da:

·           Minimo contrattuale: cioè assunto con una determinata qualifica per una determinata attività, per questo esiste un minimo contrattuale al di sotto del quale non si può andare

·           Indennità di contingenza: variazione del minimo al variare dell’inflazione

·           Super minimo

·           Scatti di anzianità: sono dati dall’anzianità di servizio

Per la busta paga è fissata su una base standard di 26 giorni lavorativi, quindi per vedere quanto guadagna un dipendente, si divide la retribuzione per 26 e si moltiplica per i giorni effettiva lavorati. Esempio: dipendente lavora 23 giorni e la sua retribuzione standard ammonta a 130, quindi 130/26=5*23=115 la retribuzione effettiva che il dipendente riceverà a fine mese.

La retribuzione indiretta è composta da:

·           Mensilità aggiuntive: esempio la 13a, la 14a

·           Festività o ferie non godute

·           Premi

La somma di queste voci viene aggiunta alla busta paga, esempio: poniamo la somma dia 18, il totale in busta continuando l’esempio precedente è i 133.

A carico del dipendente grava un INPS dell’8,89% sulla retribuzione lorda.

BUSTA PAGA

Descrizione

Valore

Retribuzione lorda

133

-INPS 8.89%

11.8

=Imponibile IRPEF

121.2

-IRPEF 24%

29

=Netto

92.2

+Assegni familiari

15

=Retribuzione

107.2

La ritenuta IRPEF non è fissa, ma dipende da reddito totale che il lavoratore dipendente percepisce nell’anno solo da lavoro dipendente: 0-20 milioni è il 18%, da 20-40 milioni è il 24%, il datore di lavoro deve calcolare l’aliquota media marginale.

Contabilità della busta paga del 10/--

Nascita del debito nei confronti del dipendente

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Salari e stipendi

Economica negativa

Dare

133

Dip. c/retribuzione

Finanziaria negativa

Avere

133

amento del debito nei confronti del dipendente

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Dip. c/retribuzione

Finanziaria positiva

Dare

133

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

11.8

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

29

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

92.2

Liquidazione INPS e IRPEF, il 16 del mese successivo

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

INPS c/competenze

Finanziaria positiva

Dare

11.8

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

29

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

40.8

L’assegno familiare è un’anticipazione che l’azienda fa al dipendente per conto dell’INPS, quindi è un credito che l’azienda ha nei confronti dell’INPS, non sono ne imponibili INPS, ne IRPEF.

La contabilizzazione con assegno familiare è la seguente:

nascita del debito nei confronti del dipendente.

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Salari e stipendi

Economica negativa

Dare

133

INPS c/competenze

Finanziaria positiva

Dare

15

Dip. c/retribuzione

Finanziaria negativa

Avere

148

amento del debito nei confronti del dipendente

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Dip. c/retribuzione

Finanziaria positiva

Dare

148

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

11.8

Erario c/IRPEF

Finanziaria negativa

Avere

29

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

107.2

Liquidazione INPS e IRPEF, il 16 del mese successivo

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Erario c/IRPEF

Finanziaria positiva

Dare

29

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

3.2

Banca c/c

Finanziaria negativa

Avere

25.8

L’art.48 del T.Unico dice che tutti i componenti erogati devono essere imponibili INPS e IRPEF, tranne i seguenti casi:

·           Assegni familiari o altri contributi

·           Rimborsi spese documentate e/o le indennità di trasferta entro certi limiti: rimborsi spese documentati ciontestati al dip. e all’azienda. Le indennità di trasferta se gli do una cifra in più al giorno di 90.000 in Italia e 150.000 all’estero è esclusa INPS e IRPEG se supero i limiti si calcola sulla parte eccedente sia INPS che IRPEF.

·           Finge benefit: benefici normalmente in natura corrisposti dall’azienda, esempio il buono pasto o l’auto aziendale data in uso promiscuo al dipendente. I ticket restaurant con valore fino a 10.240£ sono esclusi se superiori sono imponibili. L’auto aziendale per il lavoratore è imponibile al 30% sul costo annuo.

ONERI SOCIALI E ASSISTENZIALI

In linea generale in capo all’azienda gravano oneri pari al 40% calcolati sulla retribuzione lorda, questo per quanto riguarda l’INPS.

Contabilità relativa agli oneri sociali a carico dell’azienda:

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

Contributi previdenziali

Economica negativa

Dare

53.2

INPS c/competenze

Finanziaria negativa

Avere

53.2

L’INAIL non sono riuscita a trovarla sul libro.

TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO: si calcola al 31/12 determinando una quota annua, che per calcolarla dobbiamo fare due operazioni distinte:

                        Quota dell’anno = sommatoria delle retribuzioni lorde di tutto l’anno di tutti i dipendenti diviso 13,5 (per trovare la quota di TFR dell’anno riferito ad un singolo dipendente dobbiamo prendere le retribuzioni lorde riferite solamente a quel dipendente e dividerle per 13,5)

                        Quota di rivalutazione del fondo TFR presente nel bilancio dell’anno precedente, esempio: fondo TFR anno n-l = 8.000*(1,5+75%dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, e4sempio inflazione 3)%, quindi scritto in modo corretto è: 8.000*(1,5+75%di 3)%= 300.

Contabilità del TFR (le cifre che utilizzerò sono puramente inventate), quota dell’anno 40 rivalutazione del fondo presente in bilancio l’anno precedente 70.

Descrizione

Tipo di variazione

Sezione della p.doppia

Valore

ac.to quota TFR dell’anno

Economica negativa

Dare

110

Fondo TFR

Finanziaria negativa

Avere

110



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