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Le agenzie di viaggio e la nascita del turismo collettivo

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Le agenzie di viaggio e la nascita del turismo collettivo

Alla possibilità di effettuare trasporti collettivi va aggiunto un altro fattore determinante per l’affermazione del turismo moderno, e cioè l’attività di organizzazione svolta dalle agenzie di viaggio.

Il turismo strettamente individuale del passato cede il passo al turismo di massa poiché, attraverso la strategia dei viaggi organizzati, le agenzie di viaggio seppero avvicinare alla pratica turistica tutti i ceti sociali: la professionalità delle agenzie e l’entità del volume d’affari sollevava i turisti meno colti ed esperti dai problemi connessi all’organizzazione del viaggio e consentiva a quelli meno ricchi notevoli economie.

La prima attività organizzativa di cui si abbia notizia è del 1841, anno in cui Thomas Cook riuscì a persuadere la comnia ferroviaria dei Midland a organizzare un treno speciale domenicale per comitive di studenti che da Leicester dovevano recarsi a Lughborough. Quattro anni dopo Cook organizzò un nuovo viaggio collettivo a scopo di lucro, da Leicester a Lughborough con escursione facoltativa in battello da Liverpool allo stretto di Menai. L’impresa segnò la nascita dell’agenzia di viaggi “Thomas Cook & Son”. John Cook diede un enorme impulso alla già fiorente azienda paterna: nel 1851, in occasione dell’esposizione mondiale all’Hyde Park di Londra, a soli 17 anni, procurò all’agenzia ben 150.000 clienti. Dopo la prima guerra mondiale la “Cook” assunse forma societaria per poi fondersi l’anno seguente con la Comnia Internazionale delle Carrozze-letto e del Turismo (C.I.W.L.T.) dando vita al primo (e per molto tempo l’unico) complesso aziendale del settore operante su scala mondiale.

Nel 1918 ditte, ditte quali la Adams, la Wells Fargo, l’American Express che da decenni esercitavano servizi turistici (vendita di biglietti, emissioni di assegni turistici, programmazione di viaggi, ecc.), si fusero creando l’American Express che si occupò dell’organizzazione dei servizi turistici negli Stati Uniti, ma anche in Europa, in Oriente e nel Sud America; ragione non secondaria del successo che arrise alla società fu l’introduzione dei traveller’s cheques, sorta di moneta privata riconosciuta e garantita, di cui centinaia di turisti si servirono e si servono ancora.

La prima agenzia italiana, tuttavia, fu aperta solo verso la fine del secolo, nel 1897, a Roma, dalla ditta Piana Perruca; e l’anno successivo l’agenzia Gondrand istituiva la sua prima filiale a Milano, seguita dalle agenzie Carpaneto di Torino, Guetta di Venezia, Ferrario di Firenze e, nel 1905, dalla Chiari e dalla Sommariva.

Incominciano a sorgere anche in Italia, quindi, società ed associazioni rivolte a questo settore, basti menzionare, infatti, che in questi anni sorgono anche l’Automobil Club d’Italia, il Club Alpino Italiano, l’Associazione per il Movimento dei Forestieri, ed altre.

Comunque, il più importante sodalizio italiano, divenuto in seguito uno dei primi nell’organizzazione europea, fu il Touring Club Italiano. Fondato nel 1894 a Milano da Luigi Bertarelli come Touring Club Ciclistico Italiano, pubblicò bellissime guide turistiche e stampati pubblicitari, promosse l’uso ai fini turistici della bicicletta e dell’automobile e, all’avvento del trasporto aereo, se ne fece paladino, costituendo la prima Commissione italiana per il turismo aereo.






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