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AUSTRIA

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AUSTRIA

CLIMA E PAESAGGI CLIMATICI

Il 70% del suolo austriaco è montuoso e oltre il 40% si trova ad oltre 1000 m di altitudine. L’unica zona pianeggiante, nell’est del paese, è costituita dalla valle del Danubio, dal bacino di Vienna e dall’estremo lembo occidentale della pianura ungherese.

Condizionato dai rilievi, il clima è di tipo continentale con caratteri alpini nella zona di alta montagna: estati brevi, inverni lunghi con abbondanti precipitazioni nevose (clima di tipo Df della c. di Köppen). Notevole, specie nelle valli occidentali, l’influenza del föhn, il vento caldo che soffia generalmente da S accelerando lo scioglimento delle nevi e determinando piene dei fiumi e valanghe. Le precipitazioni sono abbondanti (paesaggio climatico Cf della c. di Köppen).



Il paesaggio delle regioni alpine è dominato da foreste di conifere e latifoglie che fanno dell’Austria uno dei paesi europei più ricchi di aree boschive (33% del territorio); le zone coltivabili sono limitate ai bassi versanti, ai fondovalle e alla pianura danubiana.

POPOLAZIONE

Data la densità di popolazione per km2, l’Austria è tra i paesi europei con un carico medio-basso di popolazione. Già profondamente segnata dalle due guerre mondiali, che hanno determinato fino a tutti gli anni ’50 tassi di natalità tra i più bassi d’Europa, l’Austria, dopo la leggera ripresa demografica degli anni ’70, ha registrato un costante calo delle nascite che l’ha portata, nei primi anni ’90, a sfiorare la “crescita zero”. La popolazione è sostanzialmente da più di vent’anni e tende ad un progressivo invecchiamento; la popolazione urbana rappresenta il 60% della totale.

Un fenomeno che non ha riscontro in altri paesi europei è il dinamismo demografico delle province alpine, che attesta la vitalità economica e sociale della montagna.

La popolazione è per la massima parte di lingua tedesca e di religione cattolica (i protestanti di confessione augustana rappresentano il 6%). Sono presenti e tutelate per legge minoranze di croati e ungheresi, di sloveni in Corinzia, di cechi e slovacchi. Dopo il collasso dei regimi comunisti dell’Est europeo, l’accresciuta pressione degli immigrati e dei profughi ha indotto il governo a emanare, nel 1992, provvedimenti restrittivi contro il diritto d’asilo e l’ingresso di lavoratori stranieri.

STRUTTURA ECONOMICA

Nello sviluppo economico dell’Austria hanno pesato i mutamenti politici e territoriali seguiti ai due conflitti mondiali. La stagnazione del primo dopoguerra fu determinata dalla perdita della pianura ungherese, granaio dell’impero, di un porto come Trieste, unico sbocco sul Mediterraneo. Nel secondo dopoguerra la ripresa economica fu frenata dall’occupazione militare alleata. Il vero decollo economico si ebbe solo dopo il 1955, grazie soprattutto all’espansione del settore industriale.



Dagli anni ’70 il peso del settore primario si è fortemente ridotto e l’apporto al PIL si è praticamente dimezzato, a vantaggio degli altri settori. Grazie all’alto grado di meccanizzazione e all’eliminazione delle microaziende non redditizie, la produttività ha raggiunto livelli elevati in rapporto alle caratteristiche del suolo e, attualmente, copre il 95% del fabbisogno nazionale. Nonostante gli sforzi compiuti per riorganizzare il regime fondiario, oltre la metà delle aziende agricole è ancora di dimensioni piuttosto ridotte. La coltivazione dei cereali e di piante foraggiere e industriali, prevale nella pianura danubiana, insieme alla frutticoltura e alla viticoltura.

L’allevamento (bovini e suini) e lo sfruttamento delle risorse forestali sono invece tipici soprattutto delle regioni alpine.

L’estrazione dei metalli ferrosi e non ferrosi dai giacimenti minerari delle Alpi ha costituito la base dello sviluppo dell’industria, settore portante dell’economia. Dato il ridotto mercato interno, l’industria austriaca è prevalentemente orientata verso l’esportazione. I suoi punti di forza sono l’elevata diversificazione produttiva e il dinamismo delle piccole e medie imprese. Comparti tradizionali sono l’alimentare, il tessile, il meccanico e il siderurgico.

Il turismo rappresenta il to forte di un terziario in continua espansione e concorre in misura significativa al PIL.

STRUTTURA SOCIALE E QUALITÀ DELLA VITA

I problemi dell’ambiente sono molto sentiti in questo paese, in cui le aree protette rappresentano circa il 25% del territorio. Dopo l’incidente della centrale atomica di Chernobyl (1986), è stata decisa con un referendum la chiusura dell’unica centrale nucleare, ed è stato bloccato ogni programma di sfruttamento dell’energia nucleare.

Per limitare le emissioni inquinanti prodotte dal traffico sono stati posti limiti al transito degli automezzi pesanti.

All’inizio degli anni ’90 il governo federale destinava alla protezione dell’ambiente il 2% del PIL.  





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