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ETIOPIA

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ETIOPIA

L'Etiopia è uno dei più antichi regni africani. È stata per secoli governata da una dinastia il cui ultimo esponente, Hailé Selassié, è stato deposto nel 1974 con un colpo di stato militare. Conquistato nel 1936 dall'Italia il paese riacquistò la sovranità nel 1941; nel 1952 l'Eritrea fu unita in una federazione all'Etiopia, che dieci anni dopo la incorporò privandola di ogni autonomia. Nel 1977 un nuovo colpo di stato ha instaurato un regime militare di stampo socialista, che ha contrastato i movimenti indipendentisti eritrei e le rivendicazioni autonomistiche delle popolazioni somale dell'Ogaden; per il controllo di questa regione, Etiopia o Somalia hanno combattuto tre anni( 1975-78). Le 1991 e il governo è stato assunto dal fronte democratico rivoluzionario e nel 1993 un referendum popolare ha sancito l'indipendenza dell'Eritrea dall'Etiopia.

Il territorio

Il paese è costituito da due imponenti piani(Etiopico e Ogaden) divisi dalla fossa dei Galla, che da sud ovest si allarga verso nord est confluendo nella depressione della Dancalia.

La popolazione

Il paese è il più popolato dell'Africa centrale e tra i più popolati del continente. Gli abitanti si addensano nella fascia occidentale, dove le condizioni climatiche sono più favorevoli. A causa delle frequenti carestie dovute alla siccità, sono numerosi i flussi migratori interni dalle zone più aride a quelle più fertili. Solo il 13% della popolazione abita nelle città. La lingua ufficiale è l'amharico, ma sono molto usati anche l'inglese e l'italiano. La maggioranza della popolazione è cristiana copta(55%), ma molto numerosi sono anche i musulmani(35%). La capitale, Addis Abeba(1.673.100 abitanti), situata sull'altopiano a 2500 metri di altitudine è il principale centro economico e politico del paese.

L'economia

Il lungo isolamento e la scarsità di comunicazione hanno condizionato lo sviluppo economico del paese, che uno dei più poveri del continente. Prima del colpo di stato del 1974 il sistema economico era di tipo feudale: le terre appartenevano a grandi proprietari che eccedevano in coltivazione ai contadini in mezzadria. I settori industriali e agricoli più avanzati erano invece controllati da comnie straniere. La riforma agraria del 1978 ha abolito le grandi proprietà feudali e distribuito le terre ai contadini. Con la caduta del regime socialista, il commercio e le piccole e medie attività industriali sono state liberalizzate, ma le grandi imprese sono rimaste sotto il controllo dello stato. L'agricoltura occupa più dell'80% della popolazione attiva; i terreni coltivabili costituiscono l'11, 4% della superficie complessiva, la causa della bassa produttività e dei frequenti periodi di siccità il settore non riesce a soddisfare le necessità alimentari del paese. Le principali coltivazioni riguardano cereali, legumi, ortaggi, frutta, caffè, cotone e tabacco. L'allevamento e la pastorizia alimentano l'industria dei pellami e del cuoio. Un'altra produzione importante è il legname ricavato dalle foreste(22,2% del territorio complessivo).






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