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Il Brasile - Geografia

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Geografia

Il Brasile

Storia:

Il Brasile alle origini era popolato da tribù di Indios e fu scoperto dal navigatore portoghese Pedro Cabral. Nel XVI secolo, il Brasile, divenne vicereame del Portogallo e fu sfruttato solo sulla fascia costiera, per la produzione di canna di zucchero. Tra il XVII e il XVIII secolo spietati avventurieri chiamati “bandeirantes” s’impadronirono di oro e pietre preziose, riducendo in schiavitù gli indios. Dopo varie epidemie e rivolte che danneggiarono la manodopera i portoghesi importarono schiavi dall’Africa. Nel 1822 il Paese divenne indipendente con a capo l’imperatore Pedro I lio del re del Portogallo che in seguito ad una rivolta fu costretto a lasciare il trono ed entrò in vigore la costituzione repubblicana. Nei secoli successivi si alternarono governi conservatori, sostenuti da militari e dall’oligarchia economica di destra. Nel 1964 con un colpo di stato venne instaurata una dittatura militare che terminò solo nel 1989 con delle elezioni libere.                



Geografia fisica:

Il Brasile confina con tutti gli stati sudamericani ad eccezione di Cile ed Ecuador e ad est si affaccia sull’Atlantico, dove troviamo il possente estuario del Rio delle Amazzoni, in cui ci sono alcune isole, tra le quali la più vasta è Marajò. Il territorio brasiliano ha una modesta altitudine, solo il 3% supera i 900m d’altezza. Il Brasile può quindi essere definito il Paese dalle immense pianure e dai vasti altipiani. Lungo il litorale atlantico corrono la Serra do Mar e la Serra do Espinaço. A nord si estende l’Amazzonia, un immenso bassopiano di circa 6 milioni di Kmq, percorso dal Rio delle Amazzoni e dai suoi affluenti, alcuni di notevole importanza, come il Madeira, il Rio Branco e il Rio Negro. Il territorio Amazzonico è caratterizzato da un’enorme foresta pluviale in cui sono presenti varie specie di animali e vegetali, con alcuni esemplari unici. A nord dell’Amazzonia si presenta il massiccio della Guyana e a sud troviamo l’Altopiano del Brasile e il Mato Grosso, entrambi percorsi da numerosi fiumi come il Paranà, l’Iguaçu e il San Francisco, le caratteristiche climatiche del Brasile sono le alte temperature e la forte umidità. L’area amazzonica ha un clima equatoriale mentre a nord e a sud della stessa vi è un clima subequatoriale, l’area di    nord-est ha invece un clima caldo e semiarido e infine nell’area meridionale troviamo un clima temperato-caldo.

Aspetti antropici:  

La popolazione brasiliana è formata per il 54% da Bianchi, per il 39% da Meticci e per il 5,9% da Neri, gli amerindi rappresentano solo lo 0,1% della popolazione. La lingua ufficiale è il portoghese, ma gli amerindi usano lingue proprie come ad esempio il cariba e il bororo. La maggioranza della popolazione è cattolica (90%), gli amerindi invece praticano riti animistici. Tra i neri invece sono diffusi riti di culto che mescolano aspetti della religione cattolica alla magia nera. La distribuzione della popolazione è poco equilibrata, infatti il 90% della popolazione vive sulle coste atlantiche e il governo per rimediare a cercato di valorizzare le aree interne mediante attività agricole, industriali e minerarie, ottenendo però uno scarso successo. Il tasso d’accrescimento annuo è molto alto, ma a ancora alto è l’indice di mortalità infantile.

Le città e l’ordinamento dello stato:

Il Brasile è una repubblica federale di tipo presidenziale composta 23 stati, 3 territori federali più il distretto federale della capitale. Le città più importanti sono: Brasilia che è la capitale, Rio de Janeiro che è sede delle molteplici attività produttive oltre che culturali e infine San Paolo che è la più grande, moderna e popolosa città del Brasile.

Aspetti economici:

Agricoltura:

L’attività agricola mantiene una posizione di primo piano nell’economia brasiliana, i prodotti più esportati sono: caffé, canna da zucchero, cacao, cotone, frutta tropicale, agrumi e tabacco. Per il consumo interno si coltivano mais, fagioli, patate e batate. Il Brasile dispone di un grande patrimonio forestale, assai ricercato è il pino del Paranà, pregiati sono il palissandro e il cedro.   




Allevamento:

La zootecnia è una delle risorse più importanti dell’economia brasiliana, è praticato l’allevamento di bovini, ovini e suini. Diffuso è anche l’allevamento di muli, cavalli e asini, ancora utilizzati in agricoltura.

Pesca:

La pesca marittima non è ancora svolta con metodi industriali e non soddisfa il fabbisogno nazionale, significative è invece la pesca fluviale che per gli indios rappresenta un’importantissima risorsa.

Risorse minerarie ed energetiche:

Oltre alle miniere d’oro, argento e pietre preziose il Brasile dispone di risorse minerarie in buona parte ancora non sfruttate. Si estraggono: ferro, manganese, magnesite, nichel, uranio, cromite, bauxite, rame, tungsteno, stagno, berillio, piombo, zirconio, zinco, barite, fosforite e mica. La produzione di energia idroelettrica non è ancora adeguata al crescente fabbisogno.

Le industrie:

Il decollo industriale brasiliano è avvenuto recentemente, soprattutto mediante l’apporto finanziario straniero ed in particolare statunitense, le industrie più sviluppate sono: siderurgiche, metallurgiche, meccaniche, aeronautiche, automobilistiche, chimiche, petrolchimiche, alimentari e tessili.

Il terziario:

Nelle grandi città è in crescita il settore del terziario avanzato, costituito da banche, società finanziarie e filiali commerciali. Le attività turistiche sono ancora limitate e si rivolgono ad un pubblico ricco, le località più frequentate sono la spiaggia di Copacabana e al città di Rio de Janeiro.                    

                   


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