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ENRICO IV

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Enrico IV fu composto tra il settembre e il novembre del 1921, subito dopo i Sei personaggi in cerca di autore.  È un dramma in tre atti e rappresentato per la prima volta al Teatro Manzoni di Milano il 34 febbraio 1922 con grande successo. La storia racconta il dramma di un uomo che recitava la parte di Enrico IV durante una festa di carnevale che cade da cavallo perdendo la memoria. Quando rinviene, vedendo il suo abbigliamento, crede veramente di essere Enrico IV, tutti i suoi amici e conoscenti stanno al gioco, assecondano qualsiasi decisione di Enrico IV. Con il passare del tempo, la memoria dell'uomo riaffiora e scopre che la sua caduta da cavallo non fu un incidente. L'atto secondo del dramma è quello che mette in scena il momento cruciale della rivelazione della mancata follia del protagonista, Enrico IV non riesce a resistere alla recita che gli altri personaggi hanno allestito per lui e scoppia in una violenta reazione. Uccide alla fine Belcredi, l'uomo che aveva causato l'incidente per avere la sua amata. Per sfuggire alle conseguenze del suo gesto Enrico IV è costretto in eterno a fingersi pazzo. Il protagonista è un eroe tragico.

Temi fondamentali sono la pazzia e la solitudine. La pazzia assume nelle sue opere il significato di una fuga dalla realtà, di un rifugio con cui l'individuo, presa coscienza del suo essere "uno, nessuno e centomila", difende la sua esistenza. Per Enrico la pazzia diventa una scelta di vita, un modo per sfuggire al passare del tempo. Al di là degli elementi melodrammatici presenti nel testo, il vero dramma di Enrico è la sua disperata solitudine, soprattutto quando riacquista la ragione e si vede abbandonato da tutti. Questo è un tema molto frequente anche nelle opere di E. Munch.













Nasce il 27 giugno 1867 a Girgenti, secondogenito di Stefano Pirandello, commerciante di zolfo. Frequenta l'istituto Tecnico di Girgenti poi il liceo ginnasio, completa gli studi liceali a Palermo e si iscrive alla facoltà di lettere che a quella di legge. Si laurea in filologia romanza all'università di Bonn, con una tesi sul dialetto di Girgenti. Rappresentò sulle scene l'incapacità dell'uomo di identificarsi con la propria personalità, nel dramma della ricerca di una verità al di là delle convenzioni e delle apparenze.

Nel 1889 esce la prima raccolta di versi Mal giocondo, due anni dopo esce la seconda raccolta poetica: Pasqua di Gea. Nel 1894 sposa Maria Antonietta Portulano, lia di un socio d'affari del padre. Lo stesso anno escono la prima raccolta di novelle: Amori senza amore e la raccolta poetica Elegie renane. Siamo nel 1895 e nasce il primo lio Stefano, due anni dopo accetta l'incarico di lingua italiana e stilistica presso l'istituto Superiore Magistrale femminile di Roma dove insegnerà fino al 1922, nasce la seconda lia Lietta. Sulla rivista settimanale Ariel, da lui fondata, esce il primo testo teatrale: l'atto unico L'epilogo. Nel 1899 nasce il terzo e ultimo lio Fausto; dieci anni dopo inizia la collaborazione con il corriere della sera. Nel 1901 esce la nuova raccolta poetica La zampogna e tre anni dopo esce Il fu Mattia Pascal. Pirandello raggiunse la fama con l'opera teatrale (Lumìe di Sicilia, Cosi è (se vi pare), Sei personaggi in cerca di autore, Enrico IV): ricevette grandi accoglienze anche dal pubblico e dai critici stranieri soprattutto in Germania ed in Francia, i suoi drammi furono interpretati dalle maggiori comnie del tempo.

Due anni prima della morte gli fu conferito il premio Nobel per  la letteratura. Muore a Roma il 10 dicembre 1936.





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