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Griglia di relazione narrativa “La Tregua” Primo Levi

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Griglia di relazione narrativa

“La Tregua”

Primo Levi

1-     Il tempo di composizione del libro è tra il dicembre 1961 e il novembre 1962.

2-     Il narratore è interno di I° grado.

3-     Ambientazione storico-geografica: il racconto parte dal 27 gennaio  1945  (come si legge alla ina 159) e termina il 19 ottobre 1945 (come si può desumere da ina 324). I luoghi in cui si svolge sono diversi: il campo di Auschwitz (ina 163), Katowice (ina 194), dove Levi si assume il ruolo di farmacista, Bogucice (ina210),Zmerinka (ina 246), importante perché Levi vede per la prima volta i tedeschi sconfitti, Sluzk (ina 253), ricordato solo per la stravagante abbondanza del cibo, Staryje Doroghi (ina 264), dove Levi soggiorna diversi mesi e ricupera le forze, Iasi (ina 309), dove Levi passa dalla Russia all’Europa, e la Linea (ina 318), dove Levi arriva finalmente in Italia attraverso il Brennero.



4-     La fabula: la successione logico-cronologica delle unità narrative è sovrapponibile alla successione cronologica sopra indicata; i temi fondamentali sono quelli del ritorno a casa, e del timore di non riuscire più ad inserirsi nel consorzio civile.

5-     Fabula ed intreccio concordano pienamente.

6-      L’aspetto fisico del protagonista non viene descritto; il carattere psicologico invece si evolve con il personaggio, che nonostante la sua infelice condizione si dà da fare per aiutare gli altri spesso senza ricavare nulla, ma solo per ritagliarsi nella società uno spazio che sente necessario. Tutta l’opera è pervasa da un senso di vita ed operosità disposto in un climax ascendente: mentre con il greco riflette sulla felice condizione di farsi mantenere, a Katowice è già rinnovato, tanto che si assume il ruolo di farmacista.

7-     Tra i personaggi minori vi è Hurbinek (ina 166), bambino di tre anni paralizzato e assistito da Henek (ina 166), importanti entrambi per il rapporto di affetto che li lega, primo sentimento dall’inizio dell’opera che sia puro; e invece violento il Kleine Kiepura (ina 170), ultimo sussulto dell’infezione nazista che non riirà più; personaggio chiave è invece il greco (ina 174), cinico ma concreto che insegna a Levi l’importanza di sapersi guadagnare il pane;si ritrova Leonardo (ina 197), accreditato come medico, notevole per la sua sopportazione nata dalla determinazione; Marja Prima (ina 198), invece, è notevole perché è una caricatura umana della noncuranza e del pressapochismo russo che appaiono qua e là in tutta l’opera; Cesare (ina 205), ladro, simpatico, intraprendente, che riconsegna Levi alla società travolgendolo con la gioia e la voglia di vivere, deciso e risoluto in ogni impresa e sempre pronto a prendere di petto i problemi.

8-      Il paesaggio è decisamente estraneo al personaggio: nonostante trasudi libertà, è sconosciuto, e quindi nemico a Levi, che sentirà di essere sulla via del ritorno solo con le rassicuranti montagne moldave. Simbolica è la ferrovia, sempre presente, che simboleggia il viaggio dello spirito di Levi leso dalla follia nazista, e simbolico è il paesaggio russo, piatto, equalizzatore, infinito, come l’animo dopo la liberazione, senza più il terrore del lager ma senza più quei dogmi e quelle convinzioni che la vita civile porta ogni essere umano a formulare; per questo Levi sentirà di essere sulla via del ritorno solo all’apparire delle montagne: esse rappresentano la rinascita interiore, che permette all’uomo la riconquista della civiltà.

9-     Il racconto procede secondo la successione matematico oggettiva. Sono presenti date e diversi riferimenti temporali che rendono un’idea precisa del tempo: anche ciò, che non è presente in “Se questo è un uomo”, è chiaro simbolo dell’uomo che si rende di nuovo padrone del proprio destino.




10-  Il punto di vista è quello dell’autore, prima persona singolare. Non coesistono diversi punti di vista.

11-  Non si esprimono giudizi su qualsivoglia avvenimento.

12-  Il racconto procede attraverso il discorso indiretto libero di prima persona (monologo) all’inizio, quando l’autore è ancora reduce dal lager, poi si inseriscono, sempre nel discorso indiretto libero, che ne costituisce la maggior parte, diversi dialoghi; questi, ricchi di parole pittoresche e colorite, sono simbolo della vita spensierata e della libertà, certa anche nell’incertezza.

13- Lo stile è semplice per rendere il libro fruibile a tutti, con una successione paratattica ed una prosa referenziale. Il linguaggio parlato è quello degli strati sociali più bassi, che ha una funzione “sgravante” dal peso che il viaggio, paragonabile all’esodo verso la terra promessa, potrebbe indurre al lettore. Invece, grazie al linguaggio colorito, il racconto è come una festa, destinata però a non raggiungere l’apice; difatti ritorna amaro anche nell’ultimo modulo il tema degli ebrei quali uomini senza terra. Curioso è anche il fenomeno polilinguistico che attraversa tutto il racconto: polilinguismo che, a differenza di “se questo è un uomo”, non è ostile a Levi, che, basti pensare all’episodio della gallina con Cesare, riesce a farsi capire.

14- Il racconto punta l’interesse sull’uomo; la vicenda, e tutti gli aspetti connessi ad essa, come il paesaggio cui si è accennato alla domanda 8, sono in funzione dell’evoluzione del protagonista.

15- Si può inserire il romanzo nella corrente neo-realistica.

16- No, l’autore non vuole inviare messaggi.

Bibliografia: “La Tregua”; Primo Levi; edizioni Einaudi tascabili 2004






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