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Jane Austen Orgoglio e Pregiudizio

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Jane Austen

Orgoglio e Pregiudizio

Introduzione: Questo romanzo, a mio parere, si va a collocare tra i più belli di tutti i tempi: non solo per la storia piena d’intrecci e colpi di scena,che suscitano in me le emozioni più intense, ma anche per le attente descrizioni che l’autrice fa dei personaggi e dei luoghi.

La caratterizzazione dei personaggi è , secondo me, una delle particolarità della Austen che ritroviamo anche negli altri suoi romanzi. Riesce infatti a descrivere in modo talmente dettagliato e coinvolgente i suoi personaggi da renderli a noi conosciuti ,in modo da darci l’impressione di vivere in prima persona le vicende narrate. Anche i luoghi, come già detto, vengono descritti in modo molto particolareggiato: ci fa conoscere ogni minimo odore e colore  di tutti i posti dove si svolgono le azioni, donandoci l’illusione di conoscere quei luoghi.



Naturalmente la storia ha un ruolo fondamentale nel libro, anche se a parere di molti non è quello che lo rende bello. Per me, invece, è proprio la storia raccontata in modo così minuzioso e attento a permetterci di cogliere tutte le bellezze della scrittura della Austen.

La cosa più strana e che credo rende unici i suoi racconti è il riuscire a narrare storie di amori e sentimenti sempre con quella razionalità che la distingue, senza lasciarsi mai andare in forse patetici e smielati momenti di puro romanticismo, ma dando sempre un connotato dolce e romantico ad ogni evento, sempre valorizzando e mettendo in evidenza il valore supremo della ragione che non si deve mai sottovalutare o mettere da parte anche di fronte all’amore. L’autrice infatti vuole mettere in risalto il fatto che l’amore vero è quello che è in comunione con la ragione e non quello che è frutto solo della passione.

Ovviamente affronta tutti i temi che caratterizzavano la società inglese di fine ‘700: prima di tutto il matrimonio, visto solo come possibilità per salire di un gradino nella scala sociale senza badare ai veri sentimenti dei predestinati, ma anche le distinzioni fra la nobiltà e l’alta borghesia che l’Austen riesce anche qui a descrivere, mettendo quasi in ridicolo gli eccessi di ambedue le parti.

Un altro aspetto curioso dei suoi romanzi è infatti l’ironia: un ironia che non è mai satira, che l’autrice usa per descrivere gli usi e costumi quotidiani degli inglesi dell’epoca, dando quel tocco in più che dona una piacevolezza inimitabile alla lettura.

Criticando la società dell’epoca l’autrice evidenzia”l’orgoglio” e “i pregiudizi” che erano presenti tra le varie classi sociali, tutte cose basate solo su supposizioni e dicerie: infatti al termine del libro vediamo come tutti questi orgogli e pregiudizi che avevano intralciato le varie relazioni , una volta capito che non erano reali , cadono e lasciano il campo all’amore che senza più ostacoli davanti, dirompa nei cuori dei protagonisti.

Jane Austen riesce a rappresentare la complessità della società inglese di fine ‘700 inizio ‘800 e le sue maggiori problematiche sfruttando la sua limitata conoscenza del mondo, ma in modo sublime e ineguagliabile.

Breve Riassunto: La storia ruota attorno alle vicissitudini di una famiglia inglese di camna di medio rango, i Bennet.

Avendo 5 lie femmine, tutte in età da marito, la principale preoccupazione di Mrs Bennet è naturalmente quella di trovare un buon marito a tutte le lie. Così ogni ballo è un'occasione buona per trovare un possibile fidanzato, soprattutto dopo l’arrivo di due nobili giovani di Londra: Mr Bingley e Mr Darcy.

Le lie sono ben diverse tra loro: se le due più grandi, Jane ed Elizabeth, sono molto posate e razionali, dedite allo studio e ai lavori domestici, le due più piccole, Lydia e Chaterine, sono costantemente e devotamente concentrate verso i cadetti dei reggimenti della marina che stanziano nella zona, tralasciando ogni studio che possa far crescere la loro considerazione nella società. La terza lia, invece, è un po’ un carattere a sé: Mary è infatti molto chiusa, sempre a contatto con i suoi libri e con il suo pianoforte, ma al contrario delle sorelle più grandi è molto isolata e contenta di esserlo. La signora Bennet, che dovrebbe controllare e guidare la condotta delle lie minori, non le biasima, anzi, approva i loro comportamenti, criticando quelli di Jane ed Elizabeth che, secondo lei, non s’impegnano abbastanza a trovare marito. Più dalla loro parte è Mr Bennet che ammira Jane ma soprattutto Elizabeth perché in lei è incarnato l’ideale di donna colta, bella, razionale, ma anche passionale.  La grande smania della signora Bennet di vedere le lie sposate è anche dovuta al fatto che la proprietà di famiglia è legata con un vincolo inalienabile al cugino, Mr. Collins. Quest'ultimo, come una sorta d'indennizzo verso la famiglia, fa una proposta di matrimonio verso Elizabeth. Essendo una ragazza determinata lei rifiuta decisamente la proposta. Già dopo il primo ballo la sintonia tra Jane e Mr Bingley era molto alta, ma improvvisamente Mr Bingley lascia inspiegabilmente il paese per tornare a Londra, lasciando Jane nel pieno della tristezza.




Nel frattempo era arrivato nel paese un giovane e affascinante ragazzo, Wickham per di più anche un soldato, che aveva fatto delle avance verso Elizabeth ma che lei aveva rifiutato. Nonostante tutto erano diventati amici e lui gli aveva raccontato diversi episodi infelici che gli aveva causato quel perfido e avaro uomo di Mr Darcy, così l’odio di Elizabeth per Mr Darcy era cresciuto notevolmente.

Ma Wickham, poco dopo scappa con Lydia e di loro non si hanno più notizie.

Tutto questo manda la famiglia Bennet in subbuglio.

A questo punto Elizabeth si reca a trovare Mr. Collins che aveva sposato la sua migliore amica Charlotte. Lì conosce meglio Mr Darcy il quale le dichiara tutto il suo amore. Ma Elizabeth con dura fermezza respinge la sua proposta, poiché credeva che lui fosse il responsabile di numerosi soprusi, compresa la ssa di mr Bingley. [ Questa è la scena che più mi ha appassionato e che più amo rileggere, forse perché è così piena di contrasti: lui che è sempre stato un uomo freddo e insensibile le fa una vera e propria dichiarazione d’amore nello stile romantico più bello, lei invece da sempre una ragazza tanto dolce le risponde con freddezza e in modo talmente cinico e dettagliato da rimanere sbigottiti… come si fa di fronte ad una tale dichiarazione d’amore a rispondere di no? Non basterebbero tutte le ragioni del mondo per giustificare questa risposta; e invece Elizabeth ci riesce, convince il lettore che la sua è la risposta esatta e che è lui quello che ha torto. Ma nonostante questo fino alla fine rimane sempre un po’ l’amaro di non aver visto quella scena concludersi con uno di quei meravigliosi e romantici baci.]

Fortunatamente in seguito Elizabeth comprende che ciò che lei pensava di Mr Darcy non era vero, e tra loro si riapre uno spiraglio di luce.

Le coppie, Elizabeth e Mr Darcy e Jane e Mr Bingley,  attraversano momenti turbolenti a causa degli “orgogli” di alcuni e dei “pregiudizi” di altri. Ma alla fine naturalmente c’è un lieto fine poiché l’amore trionfa e le coppie si sposano.

Anche Lydia e Wickham si sposano, ma loro non per amore ma per salvare il buon nome e l’onore della famiglia.

Tempo e Luogo: Le vicende narrate si svolgono nell’Inghilterra di fine ‘700. L’autrice per ambientare la sua storia sceglie il sud dell’Inghilterra, terra delle camne e delle tenute dei più ricchi perché più adatto alle vicissitudini che si susseguono: infatti sarebbe stato poco adatto ambientare il tutto nel nord dell’Inghilterra nel pieno della rivoluzione industriale, colmo di fabbriche e operai; oppure nella Scozia, territorio impervio e ostile.

Anche la scelta del periodo non è casuale. L’autrice vive a cavallo tra il ‘700 e l’800 ma sceglie di ambientare la storia nel ‘700 sostanzialmente per due motivi: il primo perché la società del ‘700, la cosiddetta “oldest England”,quella basata sul possedimento di terre e sulle ville di camna,è quella che maggiormente rispecchia i classici usi e costumi inglesi,  il secondo perché è anche l’’epoca dell’illuminismo, movimento caro alla scrittrice inglese che, nonostante sia nel periodo romantico, preferisce rifarsi in alcuni aspetti stilistici e tematici  al periodo illuminista.

Elena Abrusci V C






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