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LA FONTANA MALATA DI ALDO PALAZZESCHI

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LA FONTANA MALATA

DI ALDO PALAZZESCHI

La poesia di Aldo Palazzeschi si apre con delle parole onomatopeiche che stanno a indicare il rumore causato dal cadere dell’acqua nella fontana, definita malata, che si trova in un cortile. Il poeta scrive che questa tossisce continuamente, se smette è per poco e poi ricomincia a tossire; scrive inoltre che il male che essa ha, lo fa star male e gli “preme il cuore”, inoltre quando non sente più il suo rumore quasi si spaventa poiché pensa che sia “morta”, ma poi subito ricomincia a farsi sentire.

Per la sua etera tosse sembra che venga uccisa dalla tisi; il poeta esorta poi Habel e Vittoria a chiudere la fonte poiché quel rumore continuo a lungo andare diventa fastidioso e insopportabile, sembra un lagno. Il poeta conclude dicendo che il male della fontana finirà per uccidere anche se stesso; infine tornano le parole onomatopeiche dei rimi versi.

In questo componimento, come nelle altre poesie di Palazzeschi, il soggetto è un soggetto quotidiano, il titolo sta a indicare il fatto che il poeta rivolge molta attenzione alle cose più umili della vita, inolte la fontana viene personalizzata  e trasformata quasi in un essere vivente, infatti Palazzeschi vede in essa una persona che sbuffa, che tossisce, che soffre e che sta per essere uccisa dalla tisi.

Il rumore dell’acqua che cade nella fontana sembra il respiro di un malato che tossisce e solo a volte tace, poi riprende a tossire più forte  di prima. Tutti questi suoni straziano il cuore del poeta che quando non sente più il rumore viene preso dal timore e dall’orrore che la fontana sia morta, ma poi questa riprende a tossire come se fosse malata di tisi. Il poeta non riesce a sopportare un tale lamento continuo e insistente che rischia di far morire anche lui stesso, perciò l’unica soluzione è far tacere la fontana, farla smettere di gocciolare chiudendo la fonte. La fontana ormai è un essere vivente, per questo il poeta parla di morte : è una morte necessaria e inevitabile che a volte si augura ad un malato per far smettere sia lui sia la famiglia di soffrire per il dolore. Il ritmo e la cadenza dei termini presenti nella poesia che riproducono fedelmente il gocciolio della fontana mostrano la sensibilità e l’abilità di Aldo Palazzeschi.






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