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LABORATORIO “A SILVIA”, LABORATORIO “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”

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LABORATORIO “A SILVIA”

COMPRENSIONE GLOBALE

1.     Silvia è probabilmente una persona realmente esistita. Si trattava di Teresa Fattorini, di cui compaiono alcuni tratti fisici, come gli occhi, la gioventù e la sua attività del tessere.

2.     nella terza strofa il poeta si caratterizza, ricordando i tempi in cui studiava, belli e faticosi.

3.     la quarta strofa accomuna Leopardi a Silvia, poiché in gioventù, avevano entrambi tanti sogni e speranze per il futuro. Rivolgendosi alla natura le domanda perché illuda così tanto le sue “creature”, facendo sognare a queste una vita serena.

4.     il poeta sa che Silvia, malata gravemente di tisi, non riuscirà a sopravvivere e si rattrista notevolmente al pensiero che questa non possa godersi la sua giovinezza e la sua bellezza.

5.     l’autore ritorna a parlare di se stesso, facendoci capire che ormai conosce la sua vita e sa che in lui le speranze svaniranno.

ANALISI DEL TESTO

1.     Si tratta di una canzone libera poiché non viene seguito uno schema prestabilito, le rime sono saltuarie e i versi presentano un’alternanza di endecasillabi e settenari.

2.     gli enjambement sono frequenti e questo determina un ritmo altalenante che fa comprendere lo stato d’animo del Leopardi.

CONFRONTI

3.     l’altro componimento a cui si fa riferimento è “il passero solitario” in cui l’autore sottolinea ancora una volta la possibilità di essere felici solo in età giovanile, dove tutto appare splendido e divertente. In “a Silvia” si ripropone questo tema, la gioventù come simbolo di spensieratezza e letizia, rivivono i ricordi più felici anche se la giovane non potrà sfruttare questo periodo della vita perché sta morendo.

LABORATORIO “LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA”

COMPRENSIONE GLOBALE

1.     la situazione nella prima strofa ripresenta i primi attimi dopo una tempesta, le nubi se ne vanno e piano piano rie il sole. Si riprendono i lavori consueti, la fanciulla va a raccogliere l’acqua a appena caduta, gli uccelli ricominciano a cantare.

2.     secondo il poeta le attività riprendono con più spensieratezza perché una bella giornata rallegra sempre gli animi delle persone mentre lo scrosciare dell’acqua causa tristezza e opacità nel trascorrere della vita. Il piacere è definito “lio dell’affanno” perché ogni volta che si tenta di raggiungere la felicità c’è sempre qualcosa che blocca la strada.

3.     il poeta accusa la natura di causare dolore nelle persone. Queste tentano di raggiungere una minima quantità di beatitudine, ma questa interviene rovinando tutto.

4.     nella terza strofa il poeta analizza la strada verso la felicità: l’unico modo per raggiungerla è la morte.

CONFONTI

1.     in “a Silvia” il poeta si rivolge alla natura con serietà, incolpandola di provocare “miraggi” ai comuni mortali e di non restituire ciò che sembra promettere. In questa poesia il poeta pensava di poter vivere momenti sereni con la sua donna, ma questa è morta. In questa poesia l’autore si rivolge alla natura con ironia, sostenendo che questa provoca allegria e benessere.

2.     “la quiete dopo la tempesta” ripresenta elementi riguardanti Recanati incontrati precedentemente in un’altra poesia, ovvero “a Silvia”.






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