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LO STRANIERO

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LO STRANIERO

PRIMA DEL TESTO

Camus, Albert (Drean, Algeria 1913 - Villeblevin, Yonne 1960), romanziere, saggista e drammaturgo francese, insignito nel 1957 del premio Nobel per la letteratura. Dopo gli studi compiuti ad Algeri, si avviò al teatro e al giornalismo. Fu in clandestinità che pubblicò il primo romanzo, Lo straniero (1942), seguito da un saggio filosofico, Il mito di Sisifo (1942).

CONTENUTO DEL TESTO

Il testo letto appartiene sicuramente alla tipologia di romanzo, in quanto è narrata una vicenda. L’argomento affrontato dall’autore nel testo potrebbe essere l’indifferenza della società nei confronti del protagonista e viceversa; questo è il tema principale, tuttavia, a parte questo non ne vengono affrontati molti altri, perché appunto l’autore sembra indifferente a molti aspetti della vita sociale. Sono presenti elementi molti soggettivi, soprattutto sensazioni, che contribuiscono non poco all’immedesimazione nel personaggio. Non credo che fra gli scopi dell’autore ci sia anche quello di trasmettere informazioni al lettore, perché, come ho detto, esiste praticamente solo un tema principale. È chiaro ad ogni ina che l’autore vuole sostenere una tesi, secondo la quale l’uomo è solo nella vita, e secondo me ha voluto accentuare questa idea costruendo un personaggio principale che non si cura di nulla, neanche della morte di sua madre: è un eterno indifferente. Il testo mi sembra abbastanza interessante da un punto di vista letterario perché presenta una storia originale, che si conclude in maniera decisamente inaspettata; e oltre a ciò il romanzo è il chiaro frutto delle idee filosofiche dell’autore.

STILE

La struttura sintattica del testo è sempre semplice, sono presenti molti dialoghi che velocizzano la lettura e che fanno scorrere molto fluentemente il testo sotto gli occhi del lettore. Il lessico non presenta caratteri particolari, ma è un lessico semplice, diremmo quasi appartenente alla sfera del parlato. Non vengono utilizzate ure retoriche, perché il testo sembra scritto per essere il più semplice possibile. Il tono prevalente del testo è distaccato, anche se devo dire che nell’ultima parte esso appare drammatico e angoscioso. Fra le scelte stilistiche e il tema affrontato esiste un solido legame, perché esse rappresentano con facilità il tono estremamente distaccato del protagonista.

VALUTAZIONE

Il testo si presenta soprattutto come racconto, anche se non mancano assolutamente le parti in cui il protagonista ci rende partecipi dei suoi pensieri. Devo dire di essermi sentito coinvolto dalla parole dell’autore, perché il personaggio principale mi ha molto affascinato. La personalità che emerge dalle ine lette la definirei come antisociale, appunto perché nega l’integrità di qualsiasi rapporto umano. La lettura del testo mi ha reso un po’ scettico nei confronti della pena di morte, sulla quale l’autore riflette ampiamente nell’ultima parte del romanzo. Analizzati tutti questi punti posso dire di essere rimasto soddisfatto dalla lettura del testo.






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