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Le nuove tecnologie

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Le nuove tecnologie

La diffusione sempre più rapida delle tecnologie nelle vite degli adolescenti ne cambia anche mentalità, abitudini e modi di pensare?
Inquadra il problema ed esprimi le tue opinioni in proposito.

L’innovazione ha da sempre portato con sé cambiamenti. Pensiamo all’ “invenzione” del fuoco, dell’ agricoltura, della ruota: cosa sarebbe successo se i nostri antenati si fossero rifiutati di cambiare modo di vedere e avessero continuato a raccogliere bacche selvatiche?

Cambiare il proprio modo di pensare è la chiave dello sviluppo della nostra società. Grazie a tutte le menti creative che ci hanno preceduto oggi siamo ciò che siamo, da Einstein al piccolo cavernicolo che si accorse che la carne degli animali era più buona se cotta.

L’ apertura mentale è la prima tra le conseguenze delle nuove tecnologie e della collegata globalizzazione.

Una volta la condivisione delle idee avveniva solamente all’ interno del proprio gruppo familiare o quello del lavoro o al massimo il piccolo villaggio.



Oggi invece si possono condividere informazioni con tutti ed in maniera istantanea.

Per fare un esempio, il neo-nato network di sharing di video YouTube permette di inserire su internet le proprie produzioni multimediali con pochi semplici click, e  renderle immediatamente visibili al mondo intero

La tecnologia, che fino a non molto tempo fa era accessibile a pochi eletti, oggi è alla portata di tutti e rende qualsiasi nuovo strumento globale (ad esempio, pochissimi potevano permettersi un telefono cellulare, mentre oggigiorno non esiste adolescente in Italia che non ne abbia uno).

Questa globalità si riflette anche nei rapporti interpersonali: prima per parlare con qualcuno bisognava stabilire il luogo, la data, l’ora. Oggi solo il quando. Da dove si parleranno le due persone non importa, perché saranno collegate entrambe su internet (o in videofonia) e saranno virtualmente uno di fronte all’altro.

Il telefonino è il simbolo della nuova generazione rispetto a quella di vent’anni fa, e gli sms sono il punto di svolta.

È necessario scrivere messaggi brevi e coincisi (sms sta proprio per small messages system), quindi lo slang e i vocaboli si sono modificati; il messaggio deve essere sintetico ed efficace, così come il modo di pensare di chi lo scrive, che deve essere inventivo riuscendo a esprimere in poche parole (o segni) lunghi concetti. Lo stesso il ricevente, che deve saper interpretare il messaggio.

Senza parlare dei messaggi multimediali (o mms): la comunicazione non si limita più alle parole o ai gesti, ma può essere espressa tramite immagini e suoni.

A dimostrazione di questo, basta osservare il pollice di un adolescente e notare come la sua velocità sulla tastiera sia notevolmente superiore a quello di un anziano, in quanto prima era una delle dita meno utilizzate, ma il frequente uso del cellulare sta modificando la sua muscolatura.




Non si può trascurare l’aumento del ritmo di vita.

Se prima alcune attività richiedevano molto tempo, oggi vengono eseguite in pochi secondi. hiamo le tasse, ordiniamo una pizza e leggiamo un libro che si trova nella biblioteca di Parigi con qualche clic. Il mondo ”gira” sempre più velocemente e chi non riesce a mantenere gli stessi ritmi rischia di essere tagliato fuori.

Anche in questo caso ci sono degli estremi. Secondo uno studio della Kaiser Family Foundation, quando i ragazzi “studiano” per così dire seduti alle loro scrivanie, per il 65% del tempo fanno altre cose. Invece di procedere in sequenza, le nuove abitudini prevedono più attività contemporaneamente. Una mano sul cellulare, lo sguardo su Mtv e le cuffie dell’ iPod nelle orecchie. E questi stimoli così diversificati influenzano il cervello e le sue interconnessioni sinaptiche che si stanno modificando.

Molti sostengono che fare più cose nello stesso istante li renda più produttivi e meno stressati; all’ opposto, c’è che ritiene che fare una cosa bene è meglio che farne dieci, ma male.

Sicuramente il mondo che si prospetta è un mondo sempre più frenetico, più grande e sotto alcuni aspetti più confuso.

Bisognerà imparare a orientarsi dentro la confusione o forse – più semplicemente – a fare ordine.

Una nuova simbiosi tra le tecnologie ed i nuovi adolescenti.






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