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MANDRAGOLA

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MANDRAGOLA

ATTO I

Callimaco si trova a parlare con Siro suo servitore. Gli confessa il motivo per cui è partito improvvisamente per Parigi e si è stabilito a Firenze. Egli, infatti, aveva sentito parlare un certo fiorentino Camillo Calducci della fama in bellezza di una sua parente: Lucrezia.

Udito ciò, in Callimaco subito si era acceso il desiderio di conoscerla (Amor de Lonth). Ci sono, però delle questioni che scongiurano l’incontro: Lucrezia, donna onesta, è sposata con Messer Nicia e per di più lei non partecipa mai ad alcuna festa dove sia possibile avvicinarla; d’altro canto però Messer Nicia è un uomo sciocco e semplicione. La coppia desidera ardentemente un lio, essendo sposata da ben sei anni e non essendo ancora riuscita ad averne uno.

Così, fatte le debite considerazioni, Callimaco decide di chiedere aiuto a Ligurio, un parassita che ha stretto una relazione con Messer Nicia. Inizialmente i due pensano di convincere Nicia ad andare con sua moglie alle terme affinché Callimaco abbia l’occasione di avvicinarla, ma poco dopo si rendono conto che in tal modo Lucrezia era esposta alla vista di altri giovani che avrebbero potuto superare Callimaco in bellezza e ricchezza. Allora Ligurio, ricordandosi che Messer Nicia aveva chiesto lui di trovare un dottore che risolvesse il problema di sua moglie, chiede a Callimaco di spacciarsi per tale essendo colto e conoscendo il latino.

ATTO II



Ligurio presenta a Nicia Callimaco annunciandogli che è un bravissimo dottore parigino. All’inizio Messer Nicia non si fida ed ha paura di esser beffato, ma parlando con Callimaco presto si convince della grande scienza del dottore. Così Nicia gli spiega il problema e Callimaco gli elenca le possibili cause dell’infertilità della coppia. Al che Nicia, rifiutando l’idea d’essere impotente afferma la sterilità di sua moglie e Callimaco conferma di poterlo aiutare.

Per prima cosa chiede a Nicia di esaminare l’urina di Lucrezia. Così Nicia accomnato da Siro si avviano verso casa, prelevano l’urina e tornano subito da Callimaco e Ligurio.

Esaminata l’urina Callimaco, sebbene continui a fare allusione all’impotenza di Messer Nicia, diagnostica la sterilità di Lucrezia e propone a Nicia di curare sua moglie con una pozione di mandragola, un erba medica con proprietà curative ma velenosa per che si congiungerà per primo con la donna che l’abbia bevuta. Inizialmente Messer Nicia si rifiuta di fare la sua donna prostituta e lui cornuto ma, poi i tre insieme si risolvono di travestirsi e di cercare la sera stessa giù al mercato uno sventurato che si sarebbe congiunto con Lucrezia assorbendo il veleno della pozione.

A questo punto Nicia, d’accordo con Callimaco e Ligurio si propone il problema di sua moglie…eh già sua moglie…cosa n’avrebbe pensato?Infatti, lei per la sua onesta non avrebbe mai acconsentito di unirsi ad uno che non era suo marito. Allora i due amici propongono al marito di farla confessare nel pomeriggio accomnata dalla madre.

I tre uomini fissano un appuntamento per quella sera.

ATTO III

Ligurio si fa dare 25 ducati da Messer Nicia per farsi amico Fra Timoteo, il quale spesso confessava Lucrezia. Fatto ciò i due si recano dal frate, ma poiché Ligurio ha paura che le parole di Nicia possa guastare il suo piano consiglia all’uomo di far finta d’essere sordo e di lasciar parlare lui che s’intendeva con il frate.

In presenza del frate, Ligurio promette molte centinaia di ducati in beneficenza se fra Timoteo lo avesse aiutato. Così Liguri inizia a raccontare al frate una storia inverosimile per capire se il frate si sarebbe lasciato corrompere, poi smentisce tutto con un espediente, trascina il frate da una parte lasciando Nicia fuori dalla discussione e gli chiede il vero favore per cui i due uomini erano venuti.

Alla fine della discussione gli uomini si trovano d’accordo e Fra Timoteo si predispone ad aspettare le due donne. Quando queste arrivano, egli racconta loro di essersi documentato sul caso e rivela a Lucrezia che lei manterrà la sua sedia i paradiso poiché anche se si congiungerà ad un altro uomo non peccherà con la volontà. Poi le consiglia anche di lasciarsi andare poiché una donna senza li, quando muore il marito rimane abbandonata.

Lucrezia si convince con l’aiuto della madre, anche se continua a nutrire delle paure dentro se stessa.

ATTO IV

Dopo che Fra Timoteo rassicura Ligurio che la discussione con le due donne aveva avuto l’esito da loro voluto, Ligurio raggiunge Callimaco comunicandogli la buona notizia.




A questo punto però Callimaco si rende conto che nel frattempo si era creato un altro problema. Infatti, i due avevano detto e messer Nicia che si sarebbero trovati tutti insieme, mentre ciò non poteva accadere perché Callimaco si sarebbe dovuto assentare per congiungersi con Lucrezia e il piano sarebbe stato scoperto. Allora Ligurio escogita di corrompere nuovamente il frate affinché questo quella sera prendesse le sembianze di Callimaco e le vesti di dottore, mentre Callimaco indossando vestiti umili e storpiando la faccia si sarebbe fatto trovare giù al mercato dai tre uomini.

Ovviamente è da ricordare che a Lucrezia non sarebbe stata somministrata veramente una pozione di mandragola, ma un infuso d’ipocrasso con proprietà digestive e afrodisiache.

Callimaco poi, messa la pozione in un bicchiere d’argento incarica Siro di portarla a Messer Nicia, che l’avrebbe fatta bere alla moglie subito dopo cena.

Arrivata la sera Nicia, dopo aver dato la pozione alla moglie, che si era coricata, si era ritrovato travestito con Ligurio e fra Timoteo che anche loro si erano travestiti ed avevano contraffatto a voce. I tre poi scendono al mercato e scorgono un giovane che suona il liuto (Callimaco travestito) e si convincono che quel giovane faccia al caso loro. Così i tre uomini lo acciuffano e lo fanno prigioniero. Fatto ciò Fra Timoteo, che finge di essere il dottore, con la scusa d’essere stanco, abbandona i due uomini.

ATTO V

La mattina successiva Fra Timoteo si chiede come sia andata a conclusione la notte precedente, ma subito scorge, Ligurio e Messer Nicia e Siro che strattonano Callimaco ancora tutti quanti travestiti; Callimaco si divincola e fugge. Messer Nicia allora chiede a Ligurio e Siro di andare dal dottore a comunicargli che tutto era proceduto secondo i loro piani. Infatti, Nicia aveva condotto il poveraccio a casa e mentre la moglie riposava lo aveva fatto spogliare nella sala illuminata poco per non farsi riconoscere poi aveva verificato se era sano e se le sue parti più intime erano a posto; infine lo aveva trascinato nella camera di Lucrezia ed era restato un poco a edere se la cosa andava per il verso giusto, poi si era assentato. Poi preso dall’ansia, quasi omai giunta l’alba si era di nuovo inoltrato nella camera per portar via il poveraccio.

Spiegati quindi tutti i particolari della notte Nicia si era risolto di andare a svegliare Lucrezia, di farla lavare e vestir bene perché poi si sarebbero incontrati tutti insieme con il dottore.

Nel frattempo Callimaco racconta a Ligurio la sua versione dei fatti: egli, poco dopo esser stato introdotto nella camera aveva dichiarato il suo amore a Lucrezia e le aveva assicurato che sarebbero potuti facilmente diventare amanti a causa della stoltezza del marito e la sua amata aveva subito acconsentito lasciandosi andare alle dolcezze di due amanti.

Finalmente tutti i personaggi della storia si ritrovano a conversare insieme. Con molta acutezza Lucrezia chiede in presenza a tutti affinché Callimaco diventi e della loro famiglia per aver risolto il loro problema, Messer Nicia, non potendosi rifiutare si risolve di invitare a pranzo anche l’amico Ligurio e di dare loro la chiave di una stanza perché loro potessero alloggiare in quella casa a loro piacimento. Anche Siro e Fra Timoteo sono ricompensati in denaro per i loro benefici.






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