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NEOCLASSICISMO - PREROMANTICISMO, IPPOLITO PIEDIMONTE, VITTORIO ALFIERI, UGO FOSCOLO, MENTALITA’ ROMANTICA

NEOCLASSICISMO - PREROMANTICISMO, IPPOLITO PIEDIMONTE, VITTORIO ALFIERI, UGO FOSCOLO, MENTALITA’ ROMANTICA
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NEOCLASSICISMO

Nel 1764 a Dresda, viene pubblicata la storia dell’arte dell’antichità di Winkelman. Tale scritto risulta decisivo nel determinare l’affermazione di quella svolta e tendenza nel gusto delle arti urative e della storia dell’arte che è stata ribattezzata neoclassicismo. Il neoclassicismo, si oppone sia al barocco che al Rococò. Propone una concezione classicista dell’arte, fondata sulla linearità, sull’armonia e sul decoro secondo un’ispirazione che si ricollega soprattutto ai modelli greci. L’intento originario è quello di superare l’esausta e artificiosa esperienza barocca, in nome di una più composta, semplice e meditata concezione della bellezza, intesa come fusione di natura e intelligenza, passione e equilibrio razionale, secondo gli insegnamenti dell’età classica ed ellenica in particolare. I canoni del Neoclassicismo sostenuti da Winkelman sono la nobile semplicità e la quieta grandezza ottenute anche a costo di allontanarsi dalla verità piuttosto che dalla bellezza. La bellezza neoclassica concepita da Winkelman conserva le tracce di una certa grazia e leziosità rococo, e darà origine alla variante più raffinata e morbida della bellezza ideale; le si contrapporranno le versioni più severe e grandiosamente eroiche rappresentate dai quadri di jacques luis david, il cui neoclassicismo è ispirato a un ideale di grandezza morale plutarchiana ed eroica, sorretto dall’adesione politica ai valori rivoluzionari e napoleonici.



PREROMANTICISMO

Il preromanticismo, non è un movimento o una scuola letteraria in senso stretto, quanto piuttosto un nuovo e sfumato atteggiamento poetico e filosofico, per molti versi opposto a quello razionalistico sensistico. Il preromanticismo propone molti temi, aspetti e caratteri tipici del romanticismo maturo: la rivolta contro il classicismo e razionalismo illuministico, la critica radicale dell’ottimismo dell’età dei lumi, il culto del sentimento, l’esaltazione della natura primitiva e grandiosa, il senso drammatico del mistero, del dolore e della morte, le tematiche dell’infinito, del sublime e della caducità della vita.Il primo romanzo fortemente connotato in senso preromantico è il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther, che ha per protagonista un giovane suicida per amore.

IPPOLITO PIEDIMONTE                             

Nato a verona da nobile famiglia, Ippolito Piedimonte, alterna i soggiorni nella propria villa situata ad Avesa con la frequentazione dell’ambiente veronese e con lunghi viaggi. A Parigi diventa amico di Alfieri e Chénier. Ritornato in Italia assume una posizione sempre piu apertamente critica nei confronti dell’Illuminismo. Nelle opere di Pindemonte prevale il tema della melanconia, che intreccia con grazia spunti neoclassici e preromantici. Nelle composizioni piu tarde, il delicato equilibrio si spezzerà e Pindemonte, produrra da un lato testi neoclassici e dall’altro poemetti e tragedie preromantiche. Rilevante è il ruolo di Pindemonte nella genesi de “I sepolcri”; a proposito del celebre poemetto, Pindemonte indirizzerà a Foscolo un’epistola in versi che rappresenta quanto di meglio il poeta veronese abbia scritto nell’ulima fase della sua vita. Il capolavoro di Pindemonte, Le Poesie Campestri, intreccia in modo suggestivo le componenti preromantiche e neoclassiche, reinterpretate secondo una leggerezza tardo-arcadica.

VITTORIO ALFIERI

Vittorio Alfieri è una ura solitaria nel panorama del secondo 700; Fortemente individualista, Alfieri elabora ideali politici e morali che nascono dalla passione più che dalla riflessione e spesso si collocano deliberatamente al di fuori del corso della storia. I suoi versi, soprattutto nelle tragedie, sono di impegno civile e morale e di grande valore poetico. Sia come uomo che come letterato Alfieri appare come il primo romantico italiano, il primo autore che fa dell’ideale della libertà individuale il valore supremo e si scontra con la meschina realtà, in cui gli uomini si dividono, in due categorie: i tiranni e i servi, e in cui gli eroi non hanno possibilità di agire per la grettezza prevalente nell’umanità dell’epoca. Di fronte a tale situazione che non consente via d’uscita, all’individuo non resta che compiere gesti esemplari: sopprimere il tiranno, uccidersi o isolarsi dalla società. Non tutti però sono in grado di compiere simili scelte: deriva da ciò il mito della poesia e del poeta, il cui compito è esprimere la propria ribellione manifestando nei propri scritti l’angosciante verità di tale condizione umana.

Nelle opere Alfierane è presente una contraddizione tra passionalità romantica del contenuto e rigore classicista della forma. Tale contraddizione si rivela però feconda al punto da rappresentare una ragione del fascino esercitato dalle opere dello scrittore.

UGO FOSCOLO

Ugo foscolo vive in un’epoca di profondi contrasti: la Rivoluzione francese, i grandi sconvolgimenti delle guerre napoleoniche che hanno spesso per teatro la penisola, la sconfitta di Napoleone e il ritorno degli Austriaci in Italia. Da ragazzo inizia a formarsi culturalmente avvicinandosi in particolare alla filosofia illuminista, la cui principale espressione si trova nella celebre Enciclopedia di Diderot e Da lambert: la pubblicazione dei volumi, è appena terminata quando Foscolo nasce. Egli assorbe soprattutto la tesi della corrente atea e materialistica, mentre in campo politico simpatizza apertamente per l’ala radicale dei rivoluzionari giacobini.Foscolo incarna il modello del “poeta civile” settecentesco, ricollegandosi s Parini e Alfieri, che egli considera propri maestri. La produzione letteraria di Ugo Foscolo colloca l’autore in parte già all’interno dell’area del romanticismo: gli appassionati e spesso infelici amori, l’ideale patriottico, l’esilio e la tragica morte, fanno del poeta stesso un modello dell’eroe romantico, così come il personaggio di Jacopo Ortis o le ure autobiografiche che appaiono nei sonetti e in altri suoi testi.



Intensamente partecipe alle vicende storiche del proprio tempo, dall’entusiasmo per la funzione liberatrice della Francia napoleonica il poeta passa, dopo il trattato di Campoformio, a una concezione pessimistica che non abbandonerà più. L’acuto conflitto fra ideali e realtà, si riflette in Foscolo nel contrasto fra la fedeltà alle concezioni filosofiche razionalistiche e sensite dell’illuminismo e il profondo legame di stampo romantico, con le grandi passioni nate dal cuore.

Molti critici ritengono che una sorta di religione delle illusioni, sia il fondamento del pensiero dello scrittore. Essendo il pensiero dello scrittore ricco di contraddizioni e mai espresso in modo sistematico, le idee principali dello scrittore sono sparse nel complesso delle sue opere; ne emergono, tuttavia, alcune concezioni di fondo. Innanzitutto, la formazione giovanile di Foscolo, Illuministica, atea e materialistica, ne determina la concezione meccanistica e sensista del mondo per l’intero corso della vita. Restano insoluti i grandi interrogativi sul significato dell’esistenza e sulla causa del dolore e della sofferenza, le cui risposte sfuggono all’indagine della ragione e dei sensi. Nel pensiero, nel gusto letterario e nelle opere di F. si intrecciano temi e aspetti stilistici neoclassici e romantici:la sensibilità preoromantica o gia romantica entra però speso in conflitto con il pensiero razionale e illuminista. Mentre Foscolo è ancora giovane, in Europa nasce il movimento romantico. Il poeta, fin dalle prime poesie giovanili, accoglie molte tematiche romantiche: l’importanza del sentimento e dell’amore, la tendenza alla malinconia, il gusto del notturno, il tema dell’eroe bello di fama e di sventura, l’inquietudine e la nostalgia per la morte; egli però non riesce a fondere tutto questo con i punti di partenza illuministi, atei, materialistici e sensisti: le due concezioni convivono perciò in lui, in aperto contrasto. Il Neoclassicismo è particolarmente apprezzato da Foscolo; il richiamo ai miti della Grecia è in lui sempre intimamente legato al ricordo della terra natia e della madre greca.

MENTALITA’ ROMANTICA

A partire dalla fine del 700, si diffuse nell’ambiente intellettuale una crescente insoddisfazione nei confronti dell’illuminismo. Tale reazione, nel suo complesso, viene correntemente denominata romanticismo, che alla lettera significa pittoresco o romanzesco. Il romanticismo fu un fenomeno culturale e artistico, quanto ami articolato, sfaccettato e complesso.  Mentre il movimento dei lumi si caratterizzava per il suo ottimismo, razionalismo e la sua critica nei confronti della tradizione, gli intellettuali romantici, divennero tragicamente coscienti della potenza del male, che impedisce all’uomo di realizzare i propri desideri. Secondo la mentalità romantica, l’essere umano è fondamentalmente un frustrato, una ura costretta a riconoscere che tutte le sue aspirazioni piu profonde sono condannate a non realizzarsi, cioè a restare pure illusioni. L’elemento piu nuovo e caratteristico del romanticismo, puo essere colto nel rifiuto di porre la ragione alla base di tutte le azioni umane. Al contrario degli illuministi, molti intellettuali romantici si appassionarono all’età di mezzo, che ai loro occhi apparve affascinante proprio perché l’umanità si lasciava guidare dalla fede, dalla sete di gloria, dal senso dell’onore e da vari altri valori, ma non dalla ragione. Il romanzo storico Ivanhoe di Scott, appare come il piu chiaro ed eloquente esempio della mentalità romantica.


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