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RELAZIONE DEL LIBRO“L’AMICO RITROVATO” di Fred Uhlman

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RELAZIONE DEL LIBRO“L’AMICO RITROVATO”

di Fred Uhlman

TRAMA CRITICA:

Il romanzo, ambientato nel Wurttemgerg, a Stoccarda, narra la storia della breve e intensa amicizia fra due ragazzi di sedici anni, comni di scuola al liceo Karl Alexander Gymnasium. I due ragazzi, il borghese ebreo Hans Schwarz, e l’aristocratico Konradin conte di Hohenfels diventano amici inseparabili, anche se all’inizio molto timidi e incapaci di guardarsi negli occhi, che scoprono di avere tanti interessi in comune. Cominciano a frequentarsi e insieme sono felici, condividono gioie, soddisfazioni, sogni, progetti, entusiasmi, ma anche dolore e tristezza, destinati a vivere una felice infanzia e un’infelice vita. Tutto fila va per il meglio fino a quando un giorno, o meglio una sera, al teatro dell’opera Konradin, assieme ai suoi genitori, lo ignora per tutto il tempo, senza dargli la possibilità di avvicinarsi. Il giorno dopo gli racconta la triste verità, e del fatto che i suoi genitori, specialmente sua madre, non accettano gli ebrei. Da quel giorno la loro amicizia cominciò a disgregarsi e iniziarono ad  allontanarsi. Al ritorno dalle vacanze estive, Hans si accorge che l’ antisemitismo  ha avvelenato l’atmosfera. Per gli ebrei la vita a scuola diventa impossibile, poiché maltrattati e insultati da comni e insegnanti. Ma per il ragazzo la ferita più bruciante è quando  Konradin, affascinato dal nazismo, si stacca da lui. Così, all’inizio di dicembre i genitori di Hans, decidono di mandarlo in America, a New York, presso parenti, intenzionati a lasciarlo nella grande metropoli, almeno fino a quando non si fossero calmate le acque. Ed è proprio lì dove termina gli studi superiori, si laurea in legge, diventa avvocato, si forma una famiglia ed anche una buona posizione sociale, cercando di dimenticare il passato. E’ però costretto a ricordare qualche anno dopo, quando gli giunge, inattesa, una richiesta di fondi da parte del Karl Alexander Gymnasium, accomnata da una lista di nomi degli allievi defunti durante la 2° guerra mondiale, tra cui trova anche il vecchio comno Konradin. E’ così che Hans “ritrova” l’amico, cioè ritrova la stima per lui nell’apprendere che è morto giustiziato per aver preso parte al complotto dei militari tedeschi che volevano uccidere Hitler, rendendosi conto di aver ritrovato un amico che in realtà non aveva mai perso. 

AMBIENTE:

Le vicende si svolgono nella Germania sud- occidentale, più precisamente nello stato regionale del Wurttemberg, a Stoccarda, in piena foresta nera, in un periodo di circa un anno, dal febbraio 1932 al gennaio dell’anno successivo. Ma in particolare i luoghi che frequentano i due protagonisti e che compaiono nel romanzo sono: il Karl Alexander Gymnasium, il liceo che frequentano, la casa di Hans e Konradin, il teatro dell’opera, il tragitto da scuola a casa che percorrevano i due amici ogni giorno e infine l’America, a New York, dove si trasferisce Hans.

PERSONAGGI:

Hans Schwartz: è il personaggio protagonista del romanzo, sedici anni, è lio di un medico ebreo, nipote e bisnipote di rabbini e discendente da una famiglia di piccoli commercianti e mercanti di bestiame, è un ragazzo timido e privo di sicurezza, suscettibile e timoroso di essere ferito, ma con un forte sentimento dell’amicizia.

Konradin: conte di Hohenfels, nato nel Wurttemberg il 19 gennaio 1916, anch’esso sedici anni, discendente dell’illustrissima stirpe degli Hohenfels (una grande famiglia dell’aristocrazia tedesca), è, al contrario di Hans, un ragazzo dal portamento pieno di sicurezza, dall’aria aristocratica, con molta eleganza nel vestire e, anch’egli, con un forte sentimento dell’amicizia.

Questi sono i due personaggi più importanti, nonché i protagonisti, ma troviamo una serie di personaggi minori che occorre citare: il professor Herr Zimmermann, il professore di ginnastica noto come Max Muscolo e il direttore del liceo, il professor Klett. Da non scordare il “caviale della classe”, un gruppo di tre ragazzi, Reutter, Müller e Frank, in classe con Hans che se ne stavano senpre in disparte con la certezza di lasciare, unici fra tutti, la loro impronta nel mondo.

Il narratore è interno, in quanto narra in prima persona le vicende, anche se non le ha vissute direttamente. Infatti l’autore si immagina che uno dei due ragazzi, Hans, rievochi, narrando in prima persona, l’amicizia che ha riempito la sua vita d adolescente.

GIUDIZIO PERSONALE:

Il libro mi è piaciuto, in quanto l’argomento è stato trattato in modo soddisfacente e mi ha particolarmente interessata. Il testo mi ha colpito inoltre per la sua tristezza e per la nostalgia di quei posti ormai distrutti. Il linguaggio è semplice, il libro conta solo 92 ine e, per quanto tragico possa essere l’argomento, questo racconto è scritto con molta leggerezza, il che ha reso più scorrevole la lettura e la comprensione.



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