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Relazione Se questo è un uomo

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Relazione

Se questo è un uomo

  1. I personaggi (protagonisti e personaggi secondari che compaiono con più frequenza nel racconto facendone un ritratto fisico e psicologico) inoltre, qualora ci sia, delineare l’evoluzione del personaggio.

Primo Levi è il protagonista principale di questo romanzo, un ebreo italiano che prima dell’arresto e della deportazione ad Auschiwitz abitava a Torino. Essendo solo ventenne e non avendo l’esperienza dovuta, entra in quel campo infernale ingenuamente, uscendone uomo maturo. L’autore, infatti, nella prima parte del libro ci descrive le atrocità commesse sulle persone dalle SS. Invece nella seconda parte del libro descrive il modo di poter sopravvivere in questi campi di sterminio. Ricordiamo in particolare un amico molto importate per Primo Levi di nome Alberto, che si evidenzia per la sua grande forza d’animo e per il suo istinto naturale. Un altro personaggio legato al protagonista è Null Achtzehn (comno di cuccetta), ricordando la sua giovinezza e la sua ingenuità. Poi abbiamo molti altri comni tra cui Piero Sonnino (il romano), era un uomo molto fortunato; I greci di Salonicco, abili commercianti, scaltri e molto diffidenti; Lorenzo, l’operaio civile italiano generoso e disponibile; Fisher, un uomo con molta esperienza, arrivato per ultimo; Charles ed Arthur, dei vosgi, incontrati nel Ka-Be (cioè l’infermeria del Lager) e conosciuti durante gli ultimi dieci giorni dentro al Lager; Jean, il piccolo aiutante, amichevole e molto forte fisicamente, distinguendosi in particolare per la sua scaltrezza.



  1. Quando si svolge la vicenda? (delinea un quadro storico)

I campi di concentramento apparvero alla fine dell’Ottocento. I primi furono costruiti dai sudisti durante

la guerra di secessione americana, per deportarvi i prigionieri dell’Unione. Altri furono costruiti dagli snoli a Cuba durante la guerra Ispano-Americana (1898) e in Sudafrica dagli inglesi durante la guerra anglo-boera (1899-l902). ½ fecero ricorso anche gli italiani per fronteggiare la ribellione araba in Libia, dopo il 1911. Nel 1938 il governo francese si servì dei campi di concentramento per internare i repubblicani snoli rifugiati a causa della guerra civile e, in seguito, il governo collaborazionista di Vichy vi rinchiuse gli ebrei e i rifugiati antinazisti tedeschi. Nel 1939 il governo britannico deportò nei campi di internamento i cittadini sospetti di comportamento sleale e i rifugiati provenienti dai paesi nemici. Durante la seconda guerra mondiale, 70.000 cittadini americani di origine giapponese e 42.000 giapponesi residenti in California furono internati negli Stati Uniti a causa del conflitto con il Giappone. Ma l’esperienza più tragicamente nota fu quella dei campi di concentramento e di sterminio installati, nel corso della seconda guerra mondiale, in Germania e nei territori occupati da parte del regime nazista.

Negli anni settanta, l’istituzione su larga scala di campi di concentramento e di rieducazione (in realtà veri e propri campi di sterminio, dove venivano internati coloro che si erano compromessi con il precedente regime) contraddistinse la dittatura Pol Pot e in Cambogia. Ai campi di concentramento fecero ricorso delle più spietate dittature sudamericane durante gli anni Sessanta e Settanta (in particolare in Argentina e Cile) e le varie parti coinvolte nel conflitto esploso nel 1991 nella ex Iugoslavia.

  1. In quale luogo si svolgono le vicende?

Le vicende si svolgono nei campi di concentramento di Monowitz vicino ad Auschiwitz. I campi di concentramento chiamati Lager, dove i prigionieri lavoravano, erano recintati e sorvegliati da soldati tedeschi, per evitare la fuga degli stessi. Inoltre, dentro a questi campi vi era un grande piazzale dove veniva fatto l’appello sia al mattino che alla sera. ½ erano anche dei dormitoi chiamati block e un’infermeria chiamata  Ka-Be. All’esterno del Lager vi era una fabbrica di gomme denominata Buma.




  1. Trama del romanzo (riassumi le vicende in otto righe)

Primo Levi, catturato dai soldati tedeschi nel 1944 e deportato a Monowitz nei campi di sterminio, vive una vita d’inferno, dove gli viene tatuato su un braccio il numero 174517. Gli viene rasa la testa e gli vengono tolti i vestiti, scarpe e i gioielli familiari. Primo Levi, entrato in questi campi ingenuamente, si meraviglia di come questi SS possano degradare e umiliare degli uomini di razza ebraica (da loro odiata), non avendo alcun rispetto né scrupolo di coscienza nei loro confronti. Quasi subito, si adattò a quella vita così inumana che mai aveva pensato di vivere. Così inizia a lavorare da schiavo facendosi un giorno male alla gamba, trasportando delle traversine di ghisa, ferito va all’infermeria del campo. Dopo pochi mesi superando un esame lavora nel commando chimico. Infine riesce a salvarsi ed uscire da quel campo con l’arrivo dei soldati russi.

  1. Giudizio e commento critico sull’opera letta.

Il romanzo che quotidianamente ho letto mi ha fatto vivere, in forma passiva, quelle terribili esperienze che  Primo  Levi ha veramente vissuto giorno dopo giorno in quel campo di sterminio nazista, trattato non come un essere umano ma bensì come un animale. Questo racconto così deprimente per la mia mente, mi ha lasciato molto perplesso, immaginando le scene, mentre leggevo, di quei poveri uomini. L’autore con questo testo ha sicuramente lasciato traccia di episodi veramente crudeli che si sono verificati, lasciando testimonianze di fatti, al fine di evitare che un domani si verificassero nuovamente. Purtroppo, ancora oggi, si verificano gravi episodi contro l’umanità, sempre allo scopo di avere più potere e comando (come gli attentati causati da Bin Laden). Giornalmente muoiono decine e decine di anime innocenti a causa delle guerre che ancora oggi persistono nel nostro mondo. Vorrei che in tutto il Pianeta regnasse uno stato di democrazia che ci fosse solo rispetto e amore reciproco, certo per arrivare a tutto questo ci vogliono uomini con delle idee di pace, di umanità e di ricostruzione di una civiltà nuova e duratura, che prevalgono contro coloro che sono contrari a questi concetti.






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