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Scheda del libro: CUORE, Edmondo De Amicis

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Scheda del libro:

CUORE

Romanzo scritto da Edmondo De Amicis nel 1886, pubblicato nel 1888. Primo editore: Treves.

Fu un grande successo, tanto che Cuore divenne il libro per ragazzi più letto d’Italia, insieme a Pinocchio di Collodi.

Non essendo esplicito il periodo d’ambientazione del racconto, si può dedurre da altri elementi che la vicenda si svolge alla fine dell’Ottocento, contemporaneamente alla stesura del testo (anno scolastico 1881-82), anche se le note sono state rivedute dal protagonista del racconto anni dopo, senza però alterare il testo originale.

Si può notare, inoltre, che all’inizio di ogni modulo, è segnato il giorno e il mese del racconto, come se fosse un diario.

Come descrive nella prefazione, l’autore finge che un ragazzo, di terza elementare, Enrico Bottini, di facoltosa famiglia borghese di Torino, abbia raccolto in un suo quaderno le impressioni, le vicende e la storia di un anno scolastico.



Il libro (diviso in undici mesi, da ottobre a luglio) si compone di una successione di bozzetti di vita scolastica, da cui risulta soprattutto una serie di ritratti di comni, appartenenti a diverse classi sociali e dai caratteri più vari:

- Enrico Bottini, il narratore;

- Garrone, lo studente enorme di statura e buono d’animo;

- il Muratorino (Tonino Rabucco), lio di un muratore e f;moso per il muso da lepre;

- Derossi, il più bravo e il più bello della classe;

- Franti, il discolo;

- Stardi, il principale avversario di Derossi nello studio;

- Nobis, il lio di papà superbo e arrogante;

- Coretti, lio di un veterano delle guerre d’indipendenza;

- Crossi, lio di una lavandaia, col braccio paralizzato;

- il Ragazzo Calabrese (Coraci), immigrato da Reggio Calabria;

- Nelli, il piccolo gobbo;

- il Maestro Perboni;

- la Maestria dalla Penna Rossa, così detta per la piuma sul cappello.

Si snoda così la vicenda di un anno scolastico tipo e attraverso esso, un quadro della società torinese.

Alle ine di diario del ragazzo si alternano i racconti mensili che il maestro propone agli scolari, ai consigli e qualche volta ai rimproveri che padre, madre e sorella lasciano sul diario di Enrico.

Di particolare importanza sono appunto le lettere scritte dai familiari di Enrico ed i racconti mensili (che il maestro ha dettato) che sono sempre narrazioni di atti eroici compiuti da fanciulli, ricordando un po’ dei “piccoli soldatini”: il piccolo patriota padovano che rifiuta il denaro datogli da chi sparla del nostro paese; la piccola vedetta lombarda, un fanciullo che in guerra dall’alto di un albero, spia le mosse del nemico finché una pallottola lo colpisce; il piccolo scrvano fiorentino che si affatica la notte a copiar sectiune per il padre, il quale ignora il sacrificio del bambino e lo rimprovera duramente; il tamburino sardo, un ragazzo che reca un messaggio di guerra in posizione pericolosissima finché un proiettile non gli spezza una gamba; l’infermiera di Tata, un giovinetto che assiste lungamente e amorosamente un malato credendo che sia il proprio papà; sangue romagnolo, un ragazzo traviato ma non cattivo che muore per salvare la nonna; il valor civile, il racconto di un ragazzo che salva il comno in pericolo di annegare; dagli Appennini alle Ande, storia di un piccolo genovese, che attraverso ogni difficoltà, riesce a trovare la madre; naufragio, l’atto eroico di un ragazzo che cede il posto sulla scialuppa a una bambina e muore travolto dalle onde.

Il lessico, qualche volta, è antiquato e compaiono spesso delle frasi in dialetto. La sintassi è elementare, come quella di un ragazzo di quell’epoca. ½ sono alcune similitudini e metafore.

Edmondo De Amicis

(Oneglia, 21 Ottobre 1846 – Bordighera, 11 Marzo 1908)

Studiò a Cuneo e frequentò poi il liceo a Torino. A sedici anni entrò nell’Accademia militare di Modena, dove divenne ufficiale.

Nel 1866 come luogotenente partecipò alla battaglia di Custoza. E’ stata una battaglia della Terza guerra d’indipendenza che vide la sconfitta delle truppe italiane di fronte alle truppe austriache. Fu questo forse che fece nascere in lui una delusione che lo spinse ad un certo punto a lasciare l’esercito.

In quel periodo era comunque prevalente lo spirito patriottico e vedeva l’esercito come primo luogo in cui si andava formando l’unità d’Italia. Considerava la disciplina militare come valido metodo educativo.

A Firenze, dove si era recato per servizio, scrisse su questi tempo e sulla propria esperienza una serie di bozzetti, che poi sarebbero stati raggruppati nella raccolta La vita militare (1868) pubblicata per la prima volta su L’Italia militare organo del ministero della guerra.

Quando poco dopo lasciò l’esercito divenne inviato per la Nazione di Firenze, assistendo tra l’altro alla presa di Roma nel 1870 che comportò l’annessione di Roma al Regno d’italia e decretò la fine del plurisecolare Stato Pontificio. In questo periodo le sue corrispondenze andarono a formare i libri di viaggio Sna (1872), Ricordi di Londra (1873), Olanda (1874), Marocco (1876), Costantinopoli (1878/79), Ricordi di Parigi (1879).

Fu il 17 Ottobre 1888, primo giorno di scuola, che l’editore Treves fece uscire nelle librerie Cuore, ebbe grande successo, tanto che poi in pochi mesi si superarono le quaranta edizioni e ci furono traduzioni in decine di lingue. Il libro fu molto apprezzato anche perché ricco di spunti morali attorno ai miti del Risorgimento italiano, periodo durante il quale la penisola italiana venne unificata politicamente. Il termine fornisce esemplarmente l’idea della rinascita dell’unità nazionale per lungo tempo perduta. Fu invece criticato dai cattolici per l’assenza totale di tradizioni religiose (i bambini di Cuore non festeggiano nemmeno il Natale), specchio delle aspre controversie tra il Regno d’Italia e Papa Pio IX dopo la presa di Roma.



Edmondo De Amicis si ispirò alla vita scolastica dei li Ugo e Furio per scrivere il suo romanzo più famoso.

Negli anni attorno al 1890 De Amicis si avvicinò poi al socialismo, complesso di ideologie, orientamenti politici, movimenti e dottrine che tendono ad una trasformazione della società in direzione dell’uguaglianza d itutti i cittadini sul piano economico e sociale, oltre che giuridico. Con la rivoluzione bolscevica (1917) e la costituzione della Terza Internazionale (1919) l’ala rivoluzionaria del socialismo si distaccò organizzandosi nei partiti comunisti. ½ aderì nel 1896. Questo mutamento di indirizzo è visibile nelle sue opere successive, in cui presta molta attenzione alle difficili condizioni delle fasce sociali più povere e vengono completamente superate le idee nazionalistiche che avevano animato Cuore.

Abbiamo quindi libri come Sull’oceano (1889) sulle condizioni dei poverissimi emigranti italiani e poi Il romanzo di un maestro (1890) che parla sempre di educazione scolastica, affrontando però il problema dell’analfabetismo; Amore e ginnastica(1892) scritto con vena ironica e maliziosa (questo racconto ha conosciuto in Italia un certo successo, grazie a una riproposizione cinematografica 1973, regia di Luigi Filippo D'Amico); Maestrina degli operai (1895), La carrozza di tutti (1899). Inoltre scrisse per <<Il grido del popolo>> di Torino numerosi articoli di ispirazione socialista che furono poi raccolti nel libro Questione sociale (1894).

Gli ultimi scritti furono L’idioma gentile (1905) una guida sul modo di parlare e scrivere, Ricordi d’un viaggio in Sicilia (1908), Nuovi ritratti letterari e artistici (1908).

Morì nel 1908 a Bordighera. I suoi ultimi anni furono rattristati dalla morte della madre a cui era molto legato e dagli attacchi continui con la moglie Teresa Boassi, che culminarono con il suicidio del lio ventiduenne Furio, disperato a causa della situazione familiare ormai infernale.

Commento e messaggio del libro

De Amicis con i suoi libri ha scelto di documentare la situazione italiana prima e dopo l’unificazione.

Il testo di Cuore  ha il chiaro scopo di insegnare ai giovani cittadini del Regno le virtù civili ossia l’amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio, l’eroismo, la carità, la pietà, l’obbedienza e le sopportazioni delle disgrazie.

Dalle descrizioni del piccolo Enrico esce fuori un ampio spettro di umanità, una piccola galleria di fatti e persone, sempre carichi di un forte valore pedagogico. Il libro Cuore, sebbene sottolinei la differenza tra le classi sociali, esorta anche a rispettare la dignità umana e spinge verso una collaborazione tra tutti gli strati della vita civile.  Nei racconti del ragazzo, i comni di classe sembrano interpretare ognuno un ‘tipo’ di persona, una caratterizzazione e un esempio, dal teppista e irruento Franti, al buon cuore di Garrone fino al superbo e snob Nobis. Scevri di valori religiosi, secondo un’ottica laica e risorgimentale, gli esempi del libro Cuore hanno l’esplicito proponimento di dare una lezione di vita: senso del dovere, del sacrificio e dell’impegno nello studio tanto quanto nel lavoro, rispetto della dignità altrui, patriottismo e il senso di appartenenza ad un unico organismo nazionale.

Negli anni, il libro ha ricevuto moltissimo apprezzamento dai giovani e dagli adulti, almeno fino agli anni Cinquanta del nostro secolo. Agli occhi moderni, Cuore appare come una raccolta banale di tipizzazioni sdolcinate e fuori dalla nostra realtà, tanto che l’aggettivo “deamicisiano” indica una rappresentazione smielato della realtà, piena di esempi di virtù e vizi fin troppo evidenti.

Dedica dell'autore

« Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle scuole elementari, i quali sono tra i nove e i tredici anni, e si potrebbe intitolare: Storia d'un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d'una scuola municipale d'Italia. - Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio dire che l'abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Egli notava man mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato, nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d'anno, scrisse queste ine su quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di conservare, quanto fosse possibile, le parole del liuolo. Il quale poi, quattro anni dopo, essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v'aggiunse qualcosa di suo, valendosi delmemoria - I processi di memorizzazione dall’acquisizione al richiamo - Studi comparati" class="text">la memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene. »

 





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