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George Byron

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George Byron

George Gordon Byron, lio di un aristocratico stravagante e sregolato, nasce a Londra nel 1788 e trascorre un’infanzia infelice in Scozia, tormentata, tra l’altro, da una congenita deformità a un piede.

Mentre frequenta a Cambridge il Trinity College (1805-l808), pubblica i versi satirici Ore d’ozio, ma diventa noto con Bardi inglesi e recensori scozzesi. Nel 1809, ereditati da uno zio i beni e il titolo di lord, inizia il consueto “gran tour” dei giovani nobili che lo porta in Sna e in Oriente; al ritorno in patria pubblica nel 1812 i primi due canti del Pellegrinaggio del giovane Aroldo, il poema che lo rende celebre e che impone nella buona società la moda del dandy fatale e disincantato.

In pochi anni seguono numerosi altri poemi, i cui tenebrosi personaggi fanno nasce il mito byroniano che egli alimenta con una condotta ambigua e provocatoria: gli aspetti insensati e grotteschi della passione che per lui concepisce lady Caroline Lamb, moglie del futuro lord Melbourne; il sospetto di una relazione incestuosa con la sorellastra Augusta; la separazione che la moglie pretende dopo appena un anno di matrimonio. Gli scandali che si susseguono lo costringono a lasciare l’Inghilterra e a stabilirsi successivamente a Ginevra, a Venezia, a Ravenna, a Pisa.

Nel 1815-l6 appaiono il terzo e il quarto volume del Giovane Aroldo che chiudono la sua fase romantica. Seguono gli anni produttivi dei poemi burleschi culminati con il Don Juan, iniziato a Venezia nel 1819, più volte rimaneggiato, ma rimasto incompiuto. Nel 1824, conquistato alla causa dell’indipendenza ellenica, parte per la Grecia dove pochi mesi dopo muore di febbri a Missolungi.



Opere principali

Bardi inglesi e recensori scozzesi (1809); Pellegrinaggio del giovane Aroldo (1812-l8); Il giaurro (1813); Sposa d’Abido (1813); Il corsaro (1814); Lara (1814); Parisina (1816); Il prigioniero di Chillon (1816); Manfred (1817) Beppo (1818); Mazzeppa (1818); Don Juan (1819-24); Caino (1821); Marin Faliero (1821); I due Foscari (1821); La visione del giudizio (1822); Werner (1823).

Don Giovanni

L’arrivo in Inghilterra di Don Giovanni è un’ironica descrizione del porto di Londra. Il poeta smette gli abiti del suo personaggio e fa una specie di dichiarazione di intenti: affilerà le armi della satira per denunciare i vizzi e la stupidità dei suoi connazionali.

Canto X, 81-82, 84

«Il sole tramontò, il fumo sorse, come dal seno

di un vulcano a metà spento, occupando

uno spazio chiamato “anticamera del diavolo”,

come qualcuno denominò quel luogo meraviglioso:

benché non fosse la sua città natale e che egli non appartenesse

alla razza d’uomini che là stava, Giovanni provò un sentimento

di venerazione per quella terra, madre di tanti eroi




che hanno scannato una metà del mondo e tentano di atterrir l’altro. (1)

Un immenso volume di mattoni, di fumo e di navigli,

volume fangoso e intenebrato, ma che si stende

quando va lungi l’occhio; qua e là una vela

che apparisce un istante, poi dileguarsi in mezzo

a una foresta d’alberi; innumerevoli torri

sollevanti la testa al di sopra della loro atmosfera di carbone;

una gigantesca e nerastra cupola simile al berretto da giullare

sul capo del suo padrone ecco la città di Londra.[]»

nota 1  L’India e l’America.

Don Giovanni

Ancora ragazzo, Don Giovanni lascia la natia Siviglia a causa di un intrigo amoroso e va all’estero. Un naufragio lo getta su un’isola greca dove è salvato dalla bella Haidée, la lia di un pirata, che si innamora di lui. Quando il padre li sorprende insieme, Don Giovanni viene imbarcato a forza su una delle sue navi e Haidée muore di dolore. Venduto schiavo a Gubelyaz, la sultana di Costantinopoli anch’essa innamorata di lui, il giovane evade e cerca rifugio nell’esercito russo che assedia Ismailia. Distintosi per valore, viene inviato a San Pietroburgo dove, naturalmente, anche la zarina Caterina non è insensibile al suo fascino. Inviato in Inghilterra per svolgere una missione politica sbarca a Londra. Gli ultimi canti del poema, incompiuto, sono una satira della società inglese.






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