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PALAZZESCHI ALDO (1885-1974)

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PALAZZESCHI ALDO (1885-l974)

Ha avuto una lunga, variegata carriera, attraversando varie esperienze della cultura novecentesca, conoscendo varie fasi della sua poetica che possiamo così schematizzare.

POESIA

Fase giovanile

Esperienze crepuscolari

Avanguardia, Futurismo

f. senile

Sperimentazioni + epigramma

PROSA

Fase giovanile

Opere surreali, paradossali

f. d. maturità

Fase realistica, ritorno alla regola

f. senile

Opere surreali, scherzose

Aldo Giurlani, che poi prenderà il cognome della nonna, Palazzeschi, nasce a FI nel 1885, si avvia a studi tecnici e si diploma ragioniere. Fu legato a Marino Moretti da profonda amicizia. Collabora con la rivista «Lacerba». Lo scoppio della prima guerra mondiale lo vide contrario al bellicismo, tipico invece dei futuristi. In politica fu indifferente e a volte ostile nei confronti del nascente fascismo. Visse prevalentemente a Roma dove morì, quasi novantenne, nel 1974.



OPERE GIOVANILI IN POESIA: raccolte di versi: I cavalli bianchi (1907); Lanterna (1907); Poemi (1909); L'Incendiario (1910). Lo stile va dai testi spiccatamente crepuscolari dei Cavalli bianchi, in cui si propone un ritratto del poeta che, con modi crepuscolari, nega di essere un poeta, ai testi più violentemente futuristi dell'Incendiario, in cui domina la ribellione antiborghese, il fuoco che brucia il vecchio e il passato, come sana 'igiene del mondo'.

Su tutte le raccolte domina la tipica leggerezza di questo autore che sa ridere anche degli aspetti più dolorosi della vita. Il topos dell'artista come saltimbanco è molto frequente nelle sue opere e finisce per identificarsi con il poeta stesso, che si sente un vero giullare, definendosi un 'saltimbanco dell'anima' (Chi sono? in Poemi).

IN PROSA: Romanzi straordinari (1943) raccolta di tre romanzi tra il grottesco e il parodistico: Riflessi (1908) poi Allegoria di novembre; Il codice di Perelà (1911) definito antiromanzo, fiabesco, ma privo di narrazione e del personaggio principale; La piramide (1926) una sorta di allegoria sull'amicizia. Un diario sul primo conflitto mondiale di cruda denuncia contro la guerra: Due imperi . mancati (1920).

OPERE DELLA MATURITÀ (1930-60): sono caratterizzate dal ritorna alla tradizione, all'ordine, alla regola. Stampe dell'800  (1932), raccolta di racconti; i romanzi: Sorelle Materassi (1934); I fratelli Cuccioli (1948); Roma (1953); le novelle: Il Re bello (1948); Il palio dei buffi (1937) e I buffi integrali (1966). In questi testi, dal carattere  ludico e a volte grottesco, è centrale la ura del 'buffo'.

OPERE DELLA SENILITÀ: si verifica una sorprendente ripresa dei modi giovanili, con sperimentazioni stilistiche e temi surreali. Per la produzione in prosa: Il doge (1967); Stefanino (1969); Storia di un'amicizia (1971). Per la poesia: Cuor mio (1968); Via delle cento stelle (1972).





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