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ROMANTICISMO

ROMANTICISMO
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ROMANTICISMO

TERMINE: Il termine romantico venne usato per la prima volta in Inghilterra nella metà del Seicento con un’accezione negativa. In inglese romantic indicava narrazioni di contenuto particolarmente fantasioso: romantici erano i temi e gli argomenti assurdi tipici dei romanzi cavallereschi medievali, ma anche i paesaggi naturali tanto inconsueti e pittoreschi da colpire le emozioni e i sentimenti dello spettatore.

Solo nel corso del Settecento si comincia ad abbandonare quest’accezione negativa, prima per indicare irrazionalità, poi, con Russeau, per indicare il rapporto sentimentale che l’uomo intrattiene con la natura ed il paesaggio. A partire da Russeau il termine romantico verrà utilizzato per definire paesaggi naturali selvaggi, solitari e malinconici. A fine secolo lo stesso termine delineerà le emozioni soggettive suscitate in chi contempla un paesaggio romantico.



Romantik in tedesco identificò invece un movimento culturale che si appellava alla straordinaria sensibilità dell'artista, in contrapposizione alla visione illuminista.

Romanticismo fu utilizzato per il nuovo movimento nel 1798 da Friederich Schlegel, romantico tedesco, per indicare la corrente inglese; in seguito fu usato per indicare il gruppo di Iena, il punto più avanzato del romanticismo tedesco.

 Nei manifesti Romantici italiani della prima metà dell’800, la parola designava la poesia moderna “dei vivi”, contrapponendola a quella “dei morti” e all’imitazione dei classici.

CRONOLOGIA: Il movimento letterario del Romanticismo si afferma in Europa tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo.

Esso assume tempi e modi diversi nel diffondersi in tutta Europa.

L’anno di nascita stabilito convenzionalmente in Germania e Inghilterra è il 1798, anno in cui i due fratelli Sheghel fondano a Jena la rivista “Ateneum”e in Inghilterra esce la “Preface to Lyrical Ballads di W.Wordsworth.

Il romanticismo è introdotto dal movimento “Sturm un Drung” tedesco (tempesta ed impeto) dal titolo del dramma teatrale di Kling.

In Italia lo stesso movimento nascerà solo dopo alcuni anni, nel 1816, anno di pubblicazione sulla rivista milanese 'Biblioteca italiana' dell'articolo intitolato Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni, della baronessa De Staël, che accusava la letteratura italiana di essere arretrata rispetto agli altri paesi europei e invitava gli italiani a adattarsi al modello tedesco.

La stessa baronessa pubblica in Francia, nel 1813, l’“Alemagne” (La Germania), che contribuisce alla diffusione letteraria degli autori tedeschi.

Il Romanticismo termina idealmente nel 1848–49, anno in cui culminano numerosi moti.

In Italia, data la relazione tra il Romanticismo ed il Risorgimento, la data di chiusura in Italia può essere il 1861, anno della nascita del Regno d’Italia; lo stesso vale per la Germania, in cui si conclude nel 1871.

CONTESTO STORICO: In Europa, dopo il Congresso di Vienna e dopo la morte di Napoleone, i vari stati vengono restaurati, vengono di nuovo imposti quei regimi che la Rivoluzione Francese aveva cercato di eliminare. In questo periodo la situazione territoriale è la seguente: Regno di Sna, Regno d’Olanda, Regno d’Inghilterra, Regno di Francia, Impero Austriaco (che comprendeva Germania, Austria, Ungheria, Italia del Nord), Italia Centrale (che era divisa tra i vari discendenti degli Asburgo), lo Stato Pontificio al Papa e l’Italia del Sud ai Borboni.

Questa epoca storica è stata segnata da due grandi rivoluzioni: una politica, la Rivoluzione Francese, e una economico-sociale, la Rivoluzione Industriale.

La Rivoluzione Francese è un evento di enorme portata perché portò un'ondata rivoluzionaria in tutta l'Europa, dopo che in Francia era caduta la monarchia assoluta e il suo rappresentante, il Re, era stato ucciso. Questa rivoluzione modificò profondamente il pensiero di alcuni giovani di allora, che rimasero delusi dell'avvento della dittatura alla fine di tutte le agitazioni.

Un'altra importante rivoluzione che modificò il modo di pensare europeo è quella industriale. Essa cominciò nella metà del Settecento in Inghilterra e dopo si diffuse in tutti i paesi europei, portando alla ribalta alcune classi che prima non avevano voce in modulo, e dando vita ad una società “dinamica”.




Cambia anche il rapporto città-camna: le città si riempiono di industrie, e di conseguenza anche di contadini che lasciano le camne per andare a lavorare nelle città; si viene a creare così anche una nuova classe sociale: il proletariato operaio, che si contrappose spesso al sistema sociale, per le condizioni in cui lavoravano gli operai, attraverso scioperi e rivolte violente. Sse anche l'artigianato.

IN EUROPA: Il movimento Romantico per eccellenza si sviluppa inizialmente in Germania, per poi espandersi in tutta Europa.

Sul piano culturale si ha una differenza fra il romanticismo nei vari paesi perché alcuni, come quello tedesco, ed anche il romanticismo in generale, avevano un atteggiamento di rottura con gli illuministi, mentre in Italia troviamo idee diverse.

IN ITALIA: Il Romanticismo italiano ha caratteristiche diverse dagli altri d’Europa, addirittura alcuni studiosi sostengono che il Romanticismo in Italia non sia mai esistito.

All’articolo di Madame De Stael, che segna l’inizio del movimento in Italia, risposero i classicisti ribadendo il carattere eterno e immutabile dei modelli antichi, degni di perenne imitazione, ma anche mossi da sentimenti patriottici nel timore che la tradizione culturale italiana fosse dimenticata o messa da parte nell'uso di forme o temi delle letterature straniere.

Ci fu però un gruppo di intellettuali più aperti che possiamo indicare come i primi romantici, che difesero Madame De Stael e che pubblicarono numerosi saggi ed opuscoli, per poi unirsi in un giornale che fu censurato bruscamente dagli austriaci: 'Il Conciliatore'.

Essi, in opposizione ai classicisti, affermarono che vi era l'esigenza in Italia di un rinnovo della cultura, c’era bisogno di mettere da parte la mitologia classica, destinata solamente ad un pubblico di alto livello, per avvicinare la letteratura al popolo, ossia ai ceti medi borghesi.

Per questo motivo bisognava abbandonare il linguaggio aulico, incomprensibile per i più, e le numerose e rigorose regole che soffocavano l'ispirazione dell'intellettuale, per avere un linguaggio più 'popolare'.

Questo gruppo di romantici (tra i quali Berchet) si allontanava però dalle forme estreme di Romanticismo che si stavano sviluppando in Europa, cioè quelle forme di irrazionalismo e di anarchia formale che erano un abuso della mente, anziché uno sfogo, per avere una letteratura che si avvicini di più al vero, alle cose reali.

 Questo fa capire come il movimento romantico italiano abbia rappresentato l'esigenza di un cambiamento in Italia, ove non esisteva una classe borghese intraprendente e vivace come all'estero, e dove si era ancora nell'arretratezza economica e sociale. Da qui si capisce come il Romanticismo italiano si distacchi nettamente dal Romanticismo europeo con i suoi aspetti irrazionali, satanici, fantastici, bui, e le sue tematiche negative contro la società, ma abbia aderito al vero e quindi alla ragione.

Infatti non vi è una rottura netta tra l'Illuminismo e il romanticismo italiano, in quanto tutti e due si fondano sui lumi della ragione, ma il romanticismo presenta degli elementi nuovi: in primo luogo ora si possiede una nuova concezione della storia, di cui si ha una rivalutazione, specialmente del Medioevo, e che aiuta il formarsi di uno spirito e di una coscienza nazionale; in secondo luogo non hanno più come pubblico una élite aristocratica come nell'Illuminismo, ma hanno un pubblico popolare; infine i romantici italiani non credono più alla monarchia assoluta illuminata.

Il programma del “Conciliatore”, rivista manifesto delle nuove ideologie, ricorda quello del “Caffè”, per l’intento che si proponevano entrambi di diffondere i lumi e per la ricerca di uno slancio progressivo della società italiana. Comunque gli intellettuali romantici possedevano un diverso senso della storia e avevano orientamenti decisamente liberali che davano fiducia al popolo, che doveva portare una profonda trasformazione dell’assetto politico dal basso. Il Romanticismo italiano è profondamente differente rispetto a quello europeo, nel senso che mancavano tutti gli aspetti irrazionali, fantastici e mistici, ma vi era un’aderenza al vero e ai principi della ragione: il Romanticismo italiano è semmai espressione di un momento costruttivo e di crescita della società, e, dato che lo scrittore non è in conflitto con essa, riveste un ruolo costruttivo nel corpo sociale. Infatti le tematiche esasperatamente irrazionalistiche si presenteranno in Italia nella Scapigliatura, a fine secolo, non appena il processo risorgimentale sarà compiuto.






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