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LA REGINA ELISABETTA CONTRO L’INVICIBLE ARMADA, QUEEN ELISABETH AGAINST THE INVENCIBLE ARMADA

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LA REGINA ELISABETTA CONTRO L’INVICIBLE ARMADA

La regina Elisabetta I, spesso chiamata la regina vergine perché non si sposò mai, è stata una dei più grandi sovrani che l’Inghilterra abbia mai avuto. Come donna, di certo, aveva i suoi difetti: era vanitosa, gelosa e spietata contro coloro che odiava; ma, come regina, fu un abile regnante e un coraggioso leader per i suoi uomini.

Il suo lungo regno (1558-l603) fu uno dei più gloriosi: Shakespeare, Bacon e Spenser fecero grande la letteratura inglese e i famosi Lupi di Mare d’Elisabetta (pirati come Francis Drake) le garantirono una nazione forte e una grande potenza navale.

La regina Elisabetta aveva molti nemici in Europa e il principale era Re Filippo II di Sna. Dure leggi erano passate in Inghilterra contro i Cattolici e molti furono giustiziati e torturati; perciò il Papa scomunicò Elisabetta e chiese a Filippo di attaccare l’Inghilterra e deporre la regina.

Inoltre da molti anni i pirati inglesi attaccavano le navi snole, provenienti dalle colonie americane, cariche d’oro ed argento.La regina Elisabetta in segreto supportò ed incoraggiò i suoi marinai ad attaccare gli snoli, anche se ufficialmente non poteva farlo per evitare che Filippo II avesse un buon motivo di dichiarare guerra all’Inghilterra.

Per la Sna era di vitale importanza che la rotta per le Americhe fosse aperta. Filippo aveva costituito una grossa flotta, una flotta che non poteva, secondo lui, essere sconfitta: la così detta Invincibile Armada. A questo punto la guerra divenne inevitabile.



Nel 1588 gli snoli arrivarono nel canale della Manica e navigarono fino al porto di Calais, dove dovevano incontrare l’esercito snolo del Duca di Parma e trasportarlo in Inghilterra.

Gli Inglesi erano abbastanza impreparati per resistere ad un attacco e c’erano troppo pochi cannoni e navi da guerra.  Ma Londra e altre grandi città aiutarono a costruire navi, così come i mercanti che avevano il denaro necessario per costruirne altre a loro spese.

Adesso la flotta nazionale, che all’inizio consisteva in sole trentaquattro navi, aveva cento vascelli, ancora pochi paragonati a quelli snoli ma equigiati di coraggiosi ed esperti marinai.

Quando l’armata snola navigò lungo il canale in forma di mezza luna, le navi leggere inglesi attaccarono sul fianco la flotta nemica seguendo il piano di Drake combattendo una battaglia di manovra cioè colpendo il nemico fuggendo subito dopo.Inseguirono gli enormi e lenti vascelli Snoli in una caccia durata nove giorni, dopodiché l’Armada aiutata dai venti di Sud-Ovest all’ultimo si rifugiò nel porto di Calais dove al sicuro gettò l’ancora. Una notte Drake mandò otto brulotti in fiamme in mezzo alla flotta snola ed uno o due di quelli enormi vascelli presero fuoco. Quest’evento, giunto inaspettatamente provocò il diffondersi del panico tra i marinai snoli. Gli inglesi guidati da Drake gli inseguirono e non permisero che ricostituissero la formazione di battaglia. Impaurita l’Armada tornò indietro per la Manica e navigò intorno alla Scozia e all’Irlanda in un tentativo di fuga, ma si levò una terribile tempesta che spinse gli snoli contro gli scogli delle isole Orkney. Morirono 10000 uomini e delle 130 enormi navi che avevano invaso l’Inghilterra soltanto 53 tornarono lentamente in Sna. L’ “invincibile” Armada fu completamente sconfitta, finiva così il grande sogno di invadere e conquistare Inghilterra.

La guerra non era finita. Pochi anni dopo Filippo ordinò che fosse costituita una seconda Armada. Questa flotta fu in parte distrutta dal conte di Essex prima che potesse salpare dal porto di Cadice, ed in parte distrutta dalle tempeste nel canale della Manica. Per la seconda volta gli Inglesi ottennero una completa vittoria sugli Snoli, e alla fine riuscirono a espugnare la città di Cadice.

Il punto in discussione di questa lunga lotta fu così chiarito in modo definitivo: le navi inglesi potevano d’ora innanzi navigare liberamente nell’oceano Atlantico e il Nord America era pronto per essere colonizzato.

QUEEN ELISABETH AGAINST THE INVENCIBLE ARMADA

Queen Elisabeth the First, sometimes called the Virgin Queen because she never married, was one of the greatest sovereigns that England ever had. As a woman, of course, she had her faults: she was vain, jealous and could be merciless to those she hated; but, as a queen, she was a skilful ruler and a courageous leader of men. Her long reign (1558-l603) was a very glorious one: Shakespeare, Spenser and Bacon made England great in literature, and the famous Elisabethan sea-dogs (for example Francis Drake) made her nation strong and a great naval power.

Queen Elisabeth had many enemies in Europe, the chief of they was King Philip the Second of Spain. Severe laws had been passed against the Catholics, and many had been tortured and axecuted; so the Pope had excommunicated Elisabeth, and invited King Philip to attack England and depose the Queen. Moreover the English ships for many years had been sacked the Spanish galleons, from America, that sailed back laden whit gold and silver. Queen Elisabeth privately supported her sailors and encouraged them to attack the Spaniards, but she could not support they officially, lest King Philip should have a motive for declaring war on England. For Spain it was very important to keep the routes of communication whit her American colonies open.




Philip built a great fleet, a fleet than could not-he believed- be beaten, the so-called Invicible Armada. So war became inevitable.

In 1558 the Spanish fleet appeared in the Enlish Channel sailing along towards the port of Calais, where the Duke of Parma’s Spanish army was to be met and brought across the England.

England was quite unprepeard to resist such an attack and there were too few wrships and guns. London and othr large towns sent ships, and merchants who had money gave ships at their own expense. So the national fleet, which consisted of only thirty-four ships at first, was broughtup to nearly two hundred vessels, all small ed whit the huge Spanish ships, but manned by experienced and courageos sailors.

As the Spanish Armada was sailing along the Channel in the form of a half moon, the light English ships attacked the sides of the enemy fleet, following Drake’s of keeping up a running ht, that is attacking the huge, slow-moving Spanish vessels.

After this chase had gone on for nine days, the Armada, helped by a south-west wind, at last found shelter in the port of Calais, where they safely cast anchor.

Then one night Sir Francis Drake sent eight balzing fire-ships right into the midst of the Spanish fleet, and one or two of the huge warships caught fire. This blow, coming so unexpectedly, caused a great panic among the Spanish seamen.

The English, led by Drake, pursued the Spanish ships, fiercely hting and never allowing the Spaniards to re-form.

Being afraid to go back by the English Channel, the Armada sailed all round Scotland and Ireland in the attempt to escape; but a terrible storm arose, and drove the Spaniards on to the rocks of the Orkneys.

Ten thousand men were lost, and of the 130 huge ships that had sailed so proudly to invade England only fifty-three crept back to Spain. The “Invincible” Armada was utterly defeated, and so ended thi great attempt to invade and conquer England.

The war, however, was not ended. A few years later, Philip order a second Armada to be built. This fleet, however, was partly burnt Raleigh and the Earl of Essex before it could sail from the port of Cadz, and partly destroyed by storms in the Channel. For the second time, the English obtained a complete victory over the Spaniards, and even succeeded in capturing the town of Cadiz. The real issue of the long struggle was thu decided once for all: the English ships could hanceforth sail freely in the Atlantic Ocean, and North America was opened to English colonisation.






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