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Analisi di un caso - TIPO DI HANDICAP E LIVELLO DEL R.M.

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Istituto Professionale “Leonardo Da Vinci”

Anno scolastico 2005-2006



Relazione di Psicologia

Professore: Bosco Ezio

Alunna: Leoni Marta

Anffas “Casa Lavoro”, Padova

Analisi di un caso

DESCRIZIONE DELLA PERSONA

        Clotilde è una disabile di 37 anni. E’ bassa, abbastanza grassa, capelli neri molto corti, e occhi castani. Indossa un paio d’occhiali, e con le persone a cui è legata, è molto affettuosa. Quando conosce un nuovo soggetto, prima di relazionarsi con lui, lo osserva molto, ma dopo qualche giorno d’osservazione, ha il coraggio e la voglia di conoscerlo di persona. È molto invidiosa: si vede in tutti i suoi atteggiamenti che la infastidisce vedere che una persona a cui lei vuole bene, a cui tiene, parla anche con coloro che a lei non stanno simpatici. È molto permalosa, quindi nel parlarle bisogna essere cauteli. Quando è di buon umore, al contrario, Clotilde è molto scherzosa, e non le manca il sorriso e il senso dell’umorismo. Generalmente, ha un basso livello d’autostima: si considera incapace, e per questo, sia per le attività manuali, sia per l’attività psicomotoria, si lamenta dicendo di non esserne in grado.

TIPO DI HANDICAP E LIVELLO DEL R.M.

        Clotilde è affetta dalla sindrome di Down, conosciuta anche come “trisomia 21”. Questa sindrome è una condizione genetica, caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule del soggetto portatore: nel nucleo d’ogni cellula sono presenti 47 cromosomi, anziché 46: ci sono, infatti, 3 cromosomi n° 21, anziché 2. Questa alterazione cromosomica rende i soggetti affetti di questa sindrome molto simili tra loro, per caratteristiche sia fisiche che psichiche. In Clotilde ho notato numerosi aspetti che caratterizzano la sindrome di Down:

×         Difficoltà nel masticare cibi molto solidi (infatti i Down hanno spesso muscoli masticatori flaccidi);

×         Problemi di vista: porta gli occhiali da quando è molto piccola;

×         Problemi cardiaci: non può bere caffè, ad esempio, perché le può creare danni al cuore; svolge esercizi fisici anche fuori della “casa lavoro”

×         Sogna ad occhi aperti: sembra che viva in un mondo tutto suo

In base alla classificazione proposta dal DSM IV, Clotilde presenta un RM lieve, con un Q.I. compreso tra 55 e 70, circa. Le cause di un RM di questo livello possono essere ambientali o familiari.

AREA COGNITIVA E DELL’APPRENDIMENTO

        In riferimento alle fasi dello sviluppo cognitivo proposte da Piaget, Clotilde appartiene allo stadio “operativo concreto”:

×         Il suo pensiero è reversibile. Riesce quindi a considerare più aspetti contemporaneamente.

×         È in grado di fare operazioni concrete, ragionamenti che richiedono logica.

×         Svolge correttamente semplici operazioni matematiche, come addizioni e sottrazioni, ma anche semplici moltiplicazioni.

×         Riesce ad attuare un processo di seriazione, nel posizionare gli oggetti in un ordine preciso (dal più piccolo al più grande; in ordine numerico crescente…).

×         Il suo concetto di sé si riferisce anche a sue qualità interiori, oltre che fisiche: nel descriversi, dice ad esempio d’essere molto affezionata alla sua gatta.



AREA AFFETTIVO-RELAZIONALE

        Clotilde ha un livello d’autostima non elevato: quando deve svolgere un’attività, inizia a lamentarsi, dicendo di non esserne assolutamente capace, sia quando le si sta spiegando un nuovo lavoro, sia quando deve eseguire un compito ormai per lei abituale, come il versarsi l’acqua nel bicchiere, durante il pranzo. È oltretutto molto pigra: appena arriva nella struttura, inizia ad addossare la sua stanchezza a sua madre, dicendo che lei avrebbe preferito starsene in casa a dormire. Inoltre, durante il corso della mattinata, Clotilde spesso ripete la sua volontà di starsene in casa, a letto, la mattina seguente. Anche quando deve spogliarsi, è molto pigra: se, ad esempio, ha caldo, resta vestita così com’è, perché togliersi la felpa, ad esempio, è per lei più costoso, rispetto ad aver caldo. Proprio per questo, richiede un continuo interessamento: perché bisogna controllare che sia vestita in modo adeguato alla temperatura. Di questo, però, se ne rende conto, e lo ammette facilmente. Conosce i suoi limiti, i suoi difetti, ed è consapevole della sua disabilità. Clotilde spesso sembra vivere in un mondo tutto suo: capita di vederla immersa nei suoi pensieri, estraniata dalle altre discussioni. Ma quando “ritorna con i piedi per terra”, è molto espressiva, ed esprime i suoi sentimenti, e i suoi stati d’animo, sia positivi che negativi.

        Nel relazionarsi con altri soggetti, Clotilde è socievole: al suo arrivo mattutino, si avvicina alle comne e alle operatrici, e le abbraccia dando loro persino un bacio, perché è davvero una persona molto affettuosa. Durante le attività, però, non è molto attiva e partecipe: tende a non ascoltare, a partecipare solo passivamente alla vita di gruppo. Infatti spesso bisogna ripeterle la consegna del lavoro da fare, o ciò che è appena stato deciso, perché non riesce a stare attenta quando sono coinvolti più soggetti, e non solo lei e un’altra persona. Durante l’esecuzione dei lavori, invece, non si fa scrupoli nel chiedere aiuto alle comne e alle educatrici, e se le viene chiesto un favore, aiuta volentieri.

        Come detto precedentemente, è molto espressiva: oltre ad essere molto affettuosa (ricerca sempre un abbraccio, se è giù di morale), esprime visibilmente se c’è qualcosa che non le va (una persona,una situazione o un lavoro). E se in quelle circostanze, nessuno le va incontro, si chiude in se stessa, fino a quando qualcuno non interviene, interessandosi di lei direttamente. Se è soddisfatta, reagisce positivamente. E se è insoddisfatta del lavoro eseguito, ad esempio, si lamenta, e chiede l’aiuto di qualcuno più bravo di lei.

AREA COMUNICATIVA-LINGUISTICA

        Clotilde, nel rapportarsi verbalmente con gli altri, usa il dialetto, perché cresciuta in una ambiente familiare camnolo, dove la lingua italiana non veniva usata. Ma a parte questo, non presenta alcuna difficoltà nel linguaggio. Nella comunicazione, utilizza pure il linguaggio non verbale, e il linguaggio para-verbale. Si esprime con frasi anche complesse: non avendo difficoltà, comunica tranquillamente, senza problemi. Nel raccontare un fatto, segue l’ordine degli eventi; nel spiegare l’esecuzione di un lavoro, esplica le indicazioni con ordine logico. Quando qualcuno le parla, non presenta problemi nella comprensione, e riesce a seguire discorsi complessi. Se ha qualche problema, se sta male, o se deve esplicare le sue preferenze, si esprime senza alcun problema.

AREA SENSORIALE

Clotilde non presenta gravi problemi agli organi di senso:

×               Vista: indossa gli occhiali, ma per correggere la miopia

×               Udito: sente bene, senza bisogno di apparecchio acustico

×               Tatto: sente se qualcuno la tocca, percepisce il dolore fisico (come quando si punge con un ago)

×               Olfatto: sente i profumi, e li distingue (fiori, alimenti, puzza di bruciato, l’odore del caffè quando è pronto)

×               Gusto: riconosce i gusti: ha preferenze alimentari, e ad ogni pranzo deve mangiare insalata.

AREA DELL’AUTONOMIA

        Clotilde ha un alto livello di autonomia:

×         Alimentazione: esclusa la pigrizia, si versa l’acqua da sola nel bicchiere, usa correttamente le posate, sparecchia quand’è il suo turno, prepara la lavastoviglie quando è il suo turno e si sbuccia autonomamente la frutta. A causa della sua sindrome, ha deboli muscoli masticatori, così è molto lenta a mangiare, ed è sempre l’ultima a finire. Finito il pasto, non potendo bere il caffè (preparato da una sua comna),si prepara da sola il thè, riscaldando l’acqua nel bollitore.

×         Abbigliamento: ha capacità nel vestirsi e nel svestirsi, ma come detto precedentemente, essendo molto pigra, tende a preferire aver caldo, piuttosto di svestirsi. Ma se incitata, si sveste senza discutere. Prima di uscire, autonomamente si prepara, con giacca, sciarpa, guanti, e berretto.




×         Igiene personale: prima di mangiare, di sua spontanea volontà, va in bagno a lavarsi le mani. Finito di mangiare, si lava i denti autonomamente.

×         Controllo sfinterico: riesce a controllare gli sfinteri. Riesce anche a trattenersi, se si è fuori della struttura.

AREA NEUROPSICOLOGICA

        Clotilde dimostra di avere buone capacità di recupero, rielaborazione di quanto ha appreso: se le viene insegnato qualcosa di nuovo, lo apprende, e la volta successiva mette in atto ciò che le era stato spiegato. Ha una buona memoria, e spesso ricorda i fatti concentrandosi sulla data in cui erano avvenuti: è molto legata alla scansione dei giorni (ad esempio, il primo d’ogni mese, appena arriva nella struttura, cambia tutti i calendari), e grazie alla data riesce a rimembrare ciò che le viene chiesto. Durante una spiegazione individualizzata, presta molta attenzione, e non c’è minimamente bisogno di ripetergliela. Al contrario, se si spiega qualcosa al gruppo (lei e le sue comne), le è difficile stare attenta, e dopo qualche istante perde il filo del discorso, e inizia a pensare ai fatti suoi: in questi casi, bisogna o guardarla, così non si distrae; o spiegarglielo successivamente prendendola in disparte, singolarmente.

        Clotilde è molto legata, appunto, alla scansione del tempo. Quindi tende ad organizzarsi al meglio la giornata all’interno della struttura, decidendo in anticipo quanto tempo dedicare ad ogni attività da eseguire. Nel fare questo, tiene anche conto del tempo da dedicare all’igiene personale, e eventuali imprevisti. Se viene distratta da qualcuno, tende a rinfacciare alla persona la “colpa”, cioè di averla assentata dal suo lavoro, ma appena torna la tranquillità, riprende la sua attività.

AREA DELLE ATTIVITA’ IN LABORATORIO

        Clotilde quando è impegnata in un’attività, odia essere disturbata: è molto diligente. All’interno della struttura, svolge principalmente due lavori:

  1. con le PERLINE: l’obiettivo è fare alcune collane, con le perline colorate. A Clotilde viene dato un filo di bava lungo circa 30 cm e una scatola con le perline da prescelte, e inizia il suo lavoro, versando alcune perle sulla tovaglietta. Per fare questa attività, si toglie gli occhiali, perché essendo miope non le servono, perché sta molto vicina al lavoro. Appena finisce, consegna il filo ad un’operatrice, e se ne fa consegnare un altro.
  2. IMBASTITURA: l’obiettivo è di fare degli angioletti, con il corpo imbottito, per usarlo come punta-spilli. A Clotilde viene consegnato un pezzo di stoffa (bianca, beige o nera, a seconda del colore che si vuole dare alla pelle dell’angelo),  con disegnati i contorni delle braccia e delle gambe. Il suo compito è di unire due pezzi di stoffa lungo quei contorni. Le operatrici cuciono successivamente con la macchina da cucito, ma lei da il suo contributo, perché in questo modo la stoffa è già in parte unita, e il lavoro successivo (cucire) sarà più semplice, perché i contorni sono già in parte delimitati da questa sua imbastitura.

AUTO-OSSERVAZIONE

        Durante queste due settimane, il mio rapporto con Clotilde ha avuto un notevole cambiamento: il primo giorno, non conoscendomi, era molto osservativi, e non mi comunicava più di tanto. Già il terzo giorno, però, si era creata una forte intesa tra noi due, così la seconda settimana l’ho trascorsa a forte contatto con lei, perché è nato un forte legame d’affetto, e gli ultimi giorni, li ha passati sempre vicino a me. Quindi, nell’ultima settimana, ho notato alcune sue risposte ai miei atteggiamenti:

×         In un negozio, si era attaccata al mio braccio. Mentre camminavamo, se provavo a staccarmi da lei, mi rincorreva, e quando mi aveva raggiunta, e si era riattaccata, mi chiedeva motivazioni sul mio atteggiamento.

×         Durante la mattinata passata in questo negozio, non si era tolta il berretto, e la sciarpa. Dopo alcuni invani tentativi da parte delle operatrici, provai a toglierle il berretto, in un modo giocoso. Lei lo prese come un gioco, e io, per lasciarla senza, perché non era il caso di girare per il negozio con il berretto, le dissi “ecco, adesso lo tengo io. E se provi a prenderlo, lo regalo ad una tua comna”. Lei, essendo molto gelosa, si mise a ridere, e mi rispose, scherzando,  “che cattiva che sei”. Ma nonostante tutto, restò senza, fino a quando uscimmo.

×         Nella struttura, se mi vedeva scherzare con qualche altra utente, dopo poco veniva da me, a chiedermi “ma tu mi vuoi bene? Io te ne voglio tanto tanto. Ma tu preferisci le altre?”, così dovevo rassicurarla che anche se scherzavo con altri, non voleva dire che la odiassi.

×         Durante il pranzo, essendo lei molto lenta, ed essendo io seduta al suo fianco, un giorno provai a non darle insalata (alimento indispensabile, per lei). Si offese, e mi disse che dovevo darle un bacio per dimostrarle il mio affetto per lei.

       






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