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Gli Eschimesi - "MANGIATORI DI CARNE CRUDA", I GROENLANDESI, NOMADISMO MARINO, LA VITA D'INVERNO

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Gli Eschimesi


Gli Eschimesi vivono in un immenso territorio che va dalla Groenlandia sino allo stretto di Bering, su una lunghezza di 15000 chilometri; secondo calcoli attendibili, si tratta di poco più di 40000 individui, divisi in piccoli gruppi affini fra loro per lingua, aspetto fisico e abitudini di vita.

Questo popolo evidenzia dei caratteri razziali di chiara origine asiatica, precisamente mongoloide.

Molto probabilmente questo popolo è giunto nelle sedi attuali a varie riprese, con migrazioni cominciate forse un millennio avanti Cristo.



"MANGIATORI DI CARNE CRUDA"

Gli Indiani nord-canadesi, quando vennero a contatto con questi uomini dei ghiacci, li chiamarono "eschimesi", che significa " mangiatori di carne cruda".



Tuttavia il nome risponde solo in parte a verità perché gli Eschimesi, quando possono, fanno cuocere il pesce o la carne sulla fiamma delle grandi lampade, alimentate con grasso di foca o di balena.

D'intelligenza pronta, vivaci e rapidi nell'azione, possiedono un potere di percezione particolarmente acuto.

Questo è in parte conseguenza dell'adattamento ad un ambiente tanto ostile che li costringe a sviluppare al massimo le doti d'astuzia, destrezza e velocità per catturare gli animali; la caccia, infatti, offre la sola possibilità di sopravvivenza sull'inlandsis, la coltre di ghiaccio che copre gran parte delle terre artiche.


I GROENLANDESI

Gli Eschimesi che hanno occupato la Groenlandia, sembra siano arrivati dalle regioni più occidentali quali l'Isola di Vittoria e l'Isola di Melville: avrebbero guadagnato il territorio attuale spostandosi d'isola in isola, e raggiungendo la Groenlandia attraverso il canale di Robenson.

Alcuni di loro si sono poi stabiliti lungo la costa occidentale, altri sulla costa orientale e un piccolo gruppo sulla costa meridionale, precisamente ad Angmagssalik.

I primi a scoprire gli Eschimesi della Groenlandia furono i Vichinghi alla fine del X secolo d.C.

Dal secolo XVII in poi, la Groenlandia fu successivamente visitata da Inglesi, Olandesi e Danesi.

Queste invasioni europee non soltanto hanno influito sulla cultura degli Eschimesi dell'isola, ma attraverso vari incroci hanno in parte modificato anche il tipo razziale, tanto che oggi gli Eschimesi della Groenlandia vengono anche chiamati soltanto Groenlandesi.

NOMADISMO MARINO

Coloro che meglio hanno conservato in Groenlandia la cultura originale eschimese sono un gruppo di 1500 individui, di cui soltanto nel 1884 si è scoperta l'esistenza, nella regione dei fiordi d'Angmagssalik.

La loro vita sia sociale sia religiosa, le tecniche di caccia e i mezzi di trasporto sono essenzialmente legati ai cicli stagionali delle terre artiche.

All'inizio dell'estate gli Eschimesi d'Angmagssalik abbandonano la loro gran casa d'inverno.

Il cacciatore-pescatore, (dato che la principale attività degli Eschimesi è basata sulla caccia e la pesca), e la famiglia, durante tutto il breve periodo di luce, condurranno una vera e propria vita nomade sul mare e sotto la tenda sulla spiaggia.

Per muoversi usano delle imbarcazioni tipiche lunghe, snelle e assai maneggevoli chiamate kayak.

Questa migrazione estiva comincia all'inizio di giugno. Gli Eschimesi oltre ad essere degli ottimi pescatori sono anche degli abili cacciatori, soprattutto di foche (caccia che viene svolta prevalentemente durante il periodo estivo), dalle quali ottengono molti dei prodotti necessari alla loro sopravvivenza.

Mentre gli uomini si dedicano alla caccia, le donne rimangono negli accampamenti, occupate in lavori ben determinati.

Mediante l'aiuto di speciali coltelli esse squartano le foche che i loro uomini hanno catturato, separando abilmente la pelle dalla carne dell'animale.

Le pelli ripulite dal grasso vengono poi lavate e trattate in modo tale da renderle soffici: serviranno per confezionare, in autunno, gli abiti che difendono dal terribile freddo invernale.

La carne della foca viene tagliata in pezzetti, e in piccola parte consumata durante il periodo estivo; il resto viene fatto seccare al sole e conservato per l'inverno.

Il pesce, anch'esso dopo essere stato seccato, viene infilato tutto insieme per formare delle grandi collane da conservare per l'inverno.


LA VITA D'INVERNO

In settembre il mare comincia a coprirsi di ghiaccio, e la terra riprende a gelare. Le famiglie Eschimesi vivono durante questo periodo nelle case invernali, case di legno seminterrate, costituite da un unico grande ambiente.

Solitamente più case sono collegate tra loro da corridoi sotterranei, che permettono a più famiglie di passare l'inverno in comunità di vita, visitandosi spesso. L' interno di una casa d'inverno è suddiviso con pelli di foca in tre o quattro timenti. Il periodo più inclemente dell'inverno dura circa tre mesi ed è completamente privo di luce; in pieno giorno c'è soltanto un debole chiarore che non permette di distinguere il mare dalla terra.

Mentre le donne con i loro bambini restano in casa a confezionare i vestiti per tutta la famiglia o a lavorare le pelli di foca, gli uomini escono sulle loro slitte trainate dai cani in cerca d'orsi e foche da cacciare.

Naturalmente la caccia in questa stagione è molto difficoltosa, proprio per la mancanza di luce. Febbraio è il mese più difficile per gli Eschimesi della Groenlandia, perché la temperatura esterna è molto bassa e le provvigioni possono venire a mancare.

Si ricorre allora alla riserva di pesce secco, alle uova d'uccello, alla carne del pescecane, che abitualmente è utilizzata come nutrimento dei cani.

La modernizzazione non ha risparmiato neppure gli Eschimesi; sono ormai pochi i clan che vivono ancora secondo le vecchie tradizioni.

La maggior parte abita in villaggi di case in muratura, e ha adottato costumi e modi di vita dei Paesi in cui vive.

Le conseguenze drammatiche di questo radicale cambiamento sono state osservate a più livelli; ormai sempre più spesso si assiste ad un progressivo abbandono delle attività fondamentali che per gli Eschimesi sono state fino ad oggi quasi istintive (la caccia e la pesca).

L'utilizzo di armi e il sempre maggior sfruttamento delle risorse ha impoverito il territorio, e la fauna necessita sempre di più di essere protetta.

La rottura di quest'equilibrio sembra aver definitivamente segnato il destino degli Eschimesi, trasformandoli forzatamente in uomini moderni, con la conseguente perdita delle loro tradizioni.






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