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Il Romanticismo - Una nuova cultura, Lo studio del passato e l’idea di nazione

Il Romanticismo - Una nuova cultura, Lo studio del passato e l’idea di nazione
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Il Romanticismo

La cultura del XVII secolo era stata dominata dall’illuminismo, un pensiero fondato sulla fiducia di poter risolvere ogni problema umano con la ragione.

Questa corrente aveva influenzato i primi tentativi di moderare il potere assoluto dei sovrani attraverso la via delle riforme, tentativi che vennero poi tradotti in pratica e raggiunsero l’apice nel 1789 con la rivoluzione francese, anche se le conquiste con essa ottenute (negazione dell’assolutismo e proclamazione dell’uguaglianza dell’uomo) si rivelarono effimere, in primo luogo nella Francia rivoluzionaria.

Napoleone infatti aveva trasformato una guerra che inizialmente aveva lo scopo di liberare i popoli dall’assolutismo in una guerra di conquista che si pregeva come obiettivo il predominio francese su tutta l’Europa. Alla caduta di Napoleone però i governanti delle potenze europee (Austria, Inghilterra, Russia e Prussia) si riunirono, nel settembre 1814, nel congresso di Vienna; il congresso, conclusosi dopo quasi un anno, cancellò, o meglio cercò di cancellare gli ideali della rivoluzione e impose un rigido ritorno al passato.

Una nuova cultura

In questo periodo di grandi conflitti politici cominciò ad affacciarsi una nuova cultura, il Romanticismo.

Il Romanticismo non restò solo un fatto letterario e filosofico, ma ebbe una grande influenza su tutti i piani del comportamento umano, da quello politico a quello del gusto e del costume, alla musica.

Alla base del pensiero romantico c’era un netto rifiuto dell’ottimismo razionalista che aveva caratterizzato l’illuminismo alla forza della ragione illuminista i romantici opposero la forza del sentimento, la capacità dell’uomo ad abbandonarsi ai propri sentimenti. Al centro della loro ispirazione gli artisti romantici posero la natura, ammirata nella forza travolgente dei suoi elementi, e soprattutto l’uomo, la sua sensibilità, le sue passioni.

Lo studio del passato e l’idea di nazione

Come nell’uomo i romantici cercavano i lati più oscuri e istintivi, così nella storia andarono alla ricerca del passato più nascosto e sconosciuto.

Gli illuministi avevano condannato il Medioevo di fronte al “tribunale della ragione” come un periodo buio e di imbarbarimento. I romantici, invece, fecero del Medioevo l’oggetto privilegiato dei loro studi alla ricerca delle tradizioni più profonde dei popoli.

Mentre gli illuministi avevano propugnato un ideale di tipo cosmopolita, i romantici cercarono di dare un fondamento storico alla nuova idea di nazione.

In un periodo in cui le nazionalità e le autonomie venivano sacrificate agli equilibri politici voluti ai vincitori di Napoleone, i romantici furono i primi ad alimentare le ispirazioni all’indipendenza nazionale dei popoli sottomessi.

Molti romantici entrarono nelle società segrete e parteciparono alle cospirazioni politiche e ai moti insurrezionali dei primi decenni dell’Ottocento.

Altri studiarono il passato del proprio popolo alla ricerca delle tradizioni e dell’identità etnica e linguistica nazionale.

In quegli anni ci fu una grande produzione di giornali, riviste, libri divulgativi. Spesso la censura interveniva per limitarne la diffusione. Ma furono soprattutto la letteratura, la pittura e la musica gli strumenti di maggiore diffusione della cultura romantica. La letteratura, la musica, la pittura non si rivolgevano più solo agli intellettuali, ma miravano ad attrarre un pubblico più vasto: quello del popolo nelle città in grande espansione.



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