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OTTO WAGNER

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OTTO WAGNER

L’architettura austriaca adopera gli stili storici con rigorosa proprietà fino al termine dell’800, con una preferenza costante per il neo-classicismo.

L’improvviso rinnovamento della cultura artistica nell’ultimo decennio dell’800 deve certamente esser messo in rapporto con l’evoluzione sociale e politica dell’Impero, nel 1869 è introdotto, per la prima volta, il suffragio universale per l’elezione di una parte dei deputati. Ma il movimento austriaco è guidato da una personalità dominante, quella di Otto Wagner che agisce con l’esempio e con l’insegnamento sulla giovane generazione.

Wagner, nato nel 1841, ha vent’anni più di Horta e fino all’età di cinquant’anni lavora nel solco della tradizione classica viennese, raggiungendo un’eminente posizione professionale. Nel 1894, nominato professore all’Accademia d’arte di Vienna, afferma la necessità di un radicale rinnovamento della cultura architettonica, per metterla d’accordo con le necessità del tempo presente. Intanto costruisce gli edifici della metropolitana nella capitale austriaca; nelle opere successive, tra cui la banca postale del 1905, la chiesa di Steinof del 1906 e la Biblioteca universitaria del 1910, Wagner matura il suo stile a contatto con le esperienze dei più giovani, specialmente di Olbrich, che lavora al suo studio dal 1894 al ’98 e propone una coerente alternativa al linguaggio tradizionale, libera, almeno in apparenza, da riferimenti agli stili storici.

Il programma di Wagner è analogo a quello dei Belgi o della scuola di Glasgow: la nuova architettura deve liberarsi da ogni imitazione e tener conto delle condizioni tecniche moderne. Ma sotto queste formule si celano diversi indirizzi. Wagner intende il rinnovamento del linguaggio architettonico in modo ristretto: non si scosta normalmente dagli schemi compositivi usuali, dalle imetrie simmetriche e bloccate, dalla consueta dislocazione degli elementi decorativi, ma riconduce gli effetti plastici alla superficie; il luogo dei consueti chiaroscuri sono occupati da disegni ornamentali piani, di solito in scuro su chiaro. In breve, il repertorio tradizionale è rinnovato con la trasposizione dei valori formali da plastici a cromatici, dal tutto tondo al piano.

Con questo trattamento tutto l’organismo architettonico è mosso e trasformato. Questo procedimento ricchissimo di conseguenze, sarà generalizzato nel decennio successivo e diventerà una delle fondamentali componenti del gusto europeo, anche quando il movimento moderno avrà eliminato i riferimenti agli stili storici.

Wagner progetta fino a tarda età edifici in stile classico, quando le circostanze lo richiedono, e anche nelle opere più moderne e audaci si compiace di conservare qualche elemento classico, un ordine architettonico come nella facciata della chiesa di Steinhof, o un frammento di ordine.

Lo stesso fanno frequentemente gli architetti viennesi della generazione seguente e tutti, sono soggetti a cadere in una specie di neo-classicismo di ritorno.

Il persistente legame tra il nuovo movimento e la tradizione, che per Wagner è un rapporto fra diverse fasi della sua esperienza, e si trasmette ai giovani col suo insegnamento, limita in certo modo le esperienze degli austriaci rispetto a quelle delle avanguardie occidentali, ma è anche il motivo principale del successo di questa scuola.

Perciò la scuola austriaca, mentre è responsabile in larga misura di quell’irritante compromesso tra classicismo e modernismo, con archi lisci e allungati, colonne senza capitelli così via, cha va sotto il nome di “stile 900”, ha anche evitato di cristallizzarsi troppo presto in una moda decorativa, ed ha preparato il terreno al movimento moderno più direttamente di ogni altro movimento contemporaneo.






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