ePerTutti


Appunti, Tesina di, appunto ricerche

Scienziati '800 - '900

ricerca 1
ricerca 2

Scienziati   '800 - '900

Michel Faradai


Singolare ura di scienziato, Michel Faraday si era formato al di fuori dei canali accademici tradizionali e aveva dunque scarsa familiarità con il tradizionale apparato matematico che costituiva l'ossatura delle teorie fisiche di metà Ottocento. Ciononostante, e forse proprio a causa di questa sua peculiare formazione, riuscì a dare un'interpretazione dei fenomeni elettrici e magnetici profondamente innovativa e originale, affermando la centralità del concetto di forza, di deformazione dello spazio come sua manifestazione e di linee di forza come percorsi, prima astratti, e poi sempre più fisici, lungo i quali le forze si esplicano. La sua ricerca si caratterizzò per una forte 'aderenza al fenomeno': l'avversione per la matematica lo spinse a guardare il mondo con occhi nuovi, cercando di cogliere il dato sostanziale, allora coperto da un pesante apparato matematico. I fenomeni elettrici e magnetici non furono dunque per Faraday azioni a distanza fra microscopiche cariche e correnti, com'era sostenuto in quel periodo dal francese André-Marie Ampère, ma un effetto macroscopico dell'azione fra le linee nello spazio. L'approccio di Faraday ha gettato i presupposti per la ricerca di un modello unitario delle forze naturali, ricerca che ha caratterizzato tutta la fisica moderna e in cui i fisici sono tutt'ora impegnati, con diversi tentativi di formulazione di una teoria di campo unificato delle quattro interazioni fondamentali.




EDISON

Frequentò la scuola solo per tre mesi a Port Huron, nel Michigan, e a 12 anni iniziò a vendere giornali sui treni della Grand Trunk Railway, dedicando il tempo libero ai suoi primi esperimenti con apparecchiature elettriche e meccaniche. Nel 1862 pubblicò un settimanale, il 'Grand Trunk Herald', che stampava in un carro merci adibito a modesto laboratorio. In seguito, mentre prestava servizio come telegrafista, inventò un sistema di comunicazione fra treni in marcia in direzioni opposte.

A partire dal 1868, si dedicò completamente all'attività di ricerca, registrando numerosi brevetti, ottenuti in gran parte nel suo laboratorio di Menlo Park, nel New Jersey, passato alla storia come «la fabbrica delle invenzioni». Nell'ambito delle trasmissioni telegrafiche, estremament e significativo fu il perfezionamento del duplex, inventato nel 1871 da Joseph B. Stearns, che consentiva la trasmissione contemporanea di due messaggi in direzioni opposte. Su richiesta della Western Union, nel 1874 Edison ideò e brevettò un quadruplex telegrafico, combinando il duplex di Stearns con un diplexer (o diplex) di sua invenzione, che consentiva la trasmissione contemporanea di due messaggi nella stessa direzione. Importante per lo sviluppo del telefono, inventato indipendentemente dall'italiano Antonio Meucci e dallo statunitense Alexander Graham Bell, fu il suo progetto del microfono a carbone (1877).

Nel 1877 annunciò l'invenzione del fonografo, mediante il quale il suono poteva essere registrato meccanicamente su un cilindro in lamina di stagno. Due anni dopo, Edison presentò pubblicamente la prima lampada elettrica, che ottenne notevole successo, e nel periodo seguente si dedicò al perfezionamento delle dinamo per generare la corrente elettrica necessaria all'alimentazione dei nuovi dispositivi. Nel 1882 progettò e realizzò la prima grande centrale elettrica della città di New York.

Nel 1887 Edison trasferì il laboratorio da Menlo Park a West Orange (entrambi nel New Jersey), dove proseguì esperimenti e ricerche. L'anno suc cessivo inventò il cinetoscopio, il primo apparecchio con cui era possibile realizzare filmati per rapida successione di singole immagini. Tra le sue ultime invenzioni si ricordano la batteria di accumulatori Edison (una batteria di accumulatori alcalina al ferro-nichel), ancora estremamente rozza ma dotata di un'elevata capacità elettrica per unità di peso. Ideò e realizzò anche un fonografo con puntina di diamante, nel quale il suono veniva registrato su un disco anziché su un cilindro. Sincronizzando il fonografo con il cinetoscopio, realizzò, nel 1913, il primo film sonoro. Altre sue scoperte sono il mimeografo e un metodo telegrafico senza fili per comunicare con i treni in movimento. Allo scoppio della prima guerra mondiale egli progettò e costruì impianti per la produzione di benzene, fenolo e derivati dell'anilina, che in precedenza venivano importati dalla Germania. Gli ultimi suoi anni lo videro occupato a perfezionare alcune invenzioni precedenti. Nel 1883 osservò l'effetto termoelettrico, detto effetto Edison-Richardson, che consiste nell'emissione di un flusso di elettroni da parte di un filamento riscaldato; le numerose applicazioni di questa scoperta nel campo dell'elettronica furono comprese solo molti anni dopo.










Pasteur, Louis

(Dôle 1822 - Villeneuve-l'Etang, Seine-et-Oise 1895), chimico e biologo francese, fondatore della moderna microbiologia.

lio di un conciatore di pelli, studiò all'Ecole Normale Supérieure di Parigi, conseguendo il dottorato in fisica e chimica nel 1847. Le sue prime ricerche furono nel campo della cristallografia.


STUDI SULLA FERMENTAZIONE
Nel 1854, nominato professore di chimica alla facoltà di scienze di Lilla, Pasteur iniziò a occuparsi di fermentazione, stimolato dalle richieste dei produttori di bevande alcoliche della regione. Gli scienziati dell'epoca ritenevano che la fermentazione alcolica fosse un fenomeno esclusivamente chimico; Pasteur riuscì invece a dimostrare il ruolo essenziale svolto dai microrganismi, e in particolare dal lievito, in questo processo. Scoprì, inoltre, che la riproduzione indesiderata di sostanze quali l'acido lattico o l'acido acetico nelle bevande alcoliche è dovuta alla persistenza di microrganismi di varia natura, tra cui batteri, all'interno di questi prodotti. Grazie a queste scoperte fu possibile elaborare sistemi efficaci di eliminazione dei microrganismi dannosi, che rappresentavano un grave problema economico per l'industria vinicola e birraria.

L'estensione di queste ricerche ai problemi di conservazione del latte lo portarono a ideare il processo, oggi conosciuto con il nome di pastorizzazione, che consente di uccidere i microrganismi dannosi eventualmente presenti nel latte, portando il liquido a 60-70 °C per breve tempo prima dell'imbottigliamento.


DIMOSTRAZIONE DELLA FALSITÀ DELLA TEORIA DELLA GENERAZIONE SPONTANEA
Come prosecuzione naturale delle linee di ricerca precedenti, Pasteur affrontò il problema dell'origine dei microrganismi. Secondo la teoria della generazione spontanea, all'epoca dominante, i microrganismi si originavano spontaneamente dalle sostanze organiche. Incoraggiato dai risultati di Francesco Redi, risalenti al XVII secolo, Pasteur con alcuni esperimenti cruciali riuscì a dimostrare che l'antica teoria non aveva alcun fondamento. Questi risultati diedero inizio a un'aspra polemica con il biologo francese Félix Pouchet, che si concluse con l'accettazione dei risultati di Pasteur da parte dell'Académie des Sciences (1864).


STUDIO DELLE MALATTIE DEL BACO DA SETA
Nel 1865 Pasteur fu chiamato da Parigi, dove nel frattempo era divenuto direttore degli studi scientifici dell'Ecole Normale, per venire in aiuto all'industria della seta del Sud della Francia, che si era trovata improvvisamente in gravi difficoltà a causa di un'epidemia che aveva colpito i bachi da seta. Pasteur riuscì a dimostrare la natura contagiosa ed ereditaria della malattia, indicandone anche i metodi di prevenzione.

STUDIO SULLA FERMENTAZIONE

Gli studi sulla fermentazione e sulla generazione spontanea ebbero importanti ripercussioni in medicina, in quanto Pasteur intuì l'importanza del ruolo dei microrganismi nell'origine e nello sviluppo delle malattie: l'introduzione delle tecniche asettiche nella pratica chirurgica da parte del medico britannico Joseph Lister fu influenzata dalla lettura dei risultati dello scienziato francese.

RICERCHE SUL CARBONCHIO


Negli anni Ottanta Pasteur si dedicò allo studio delle caratteristiche del carbonchio, una malattia del bestiame spesso fatale, isolandone il bacillo patogeno responsabile. Inoltre mise a punto un sistema di prevenzione di questa malattia, che contagiando gli animali con una forma attenuata del bacillo assicurava l'immunità contro le forme più aggressive e virulente.

VACCINO ANTIRABBICO

Pasteur, che nel corso della sua vita investigò le cause e i sistemi di prevenzione di svariate patologie, quali setticemia, colera, difterite, colera dei polli, tubercolosi e vaiolo, viene ricordato soprattutto per i suoi studi sulla rabbia. Per la prevenzione di questa malattia riuscì a sviluppare una forma attenuata del virus responsabile, utilizzabile come vaccino. Vedi anche Immunizzazione.

Dalla prima sperimentazione umana (1885), il vaccino antirabbico ha contribuito a salvare migliaia di persone.

Nel 1888 fu fondato a Parigi l'Istituto Pasteur, diretto da Pasteur stesso fino alla morte; oggi è uno dei centri più importanti del mondo per la ricerca in biologia e genetica molecolare e per gli studi sulle malattie infettive.


Mendel, Gregor Johann

(Hynèice, Moravia 1822 - Brno 1884), monaco e biologo moravo, noto per gli esperimenti che hanno gettato le basi della moderna teoria dell'ereditarietà. Nato in una famiglia contadina, nel 1847 intraprese la carriera ecclesiastica entrando nel monastero agostiniano di Brno. Tra le altre discipline, approfondì in modo particolare lo studio dell'agricoltura e della botanica. Le sue ricerche sulla variazione, l'ereditarietà, e l'evoluzione dei caratteri delle piante di pisello sfociarono nell'enunciazione di due principi generali, oggi conosciuti come leggi di Mendel. Per primo introdusse i due termini dominante e recessivo, riferiti alle modalità di trasmissione e di espressione dei geni.I risultati dei suoi studi, pubblicati nel 1866, non furono compresi dai suoi contemporanei e rimasero per molti anni nell'ombra. Per questi e altri motivi nel 1870 Mendel abbandonò le sue ricerche. Nel 1900 alcuni studiosi, tra i quali il botanico olandese Hugo De Vries, confermarono le ipotesi di Mendel ripetendone gli esperimenti; tuttavia, solo negli anni Venti e Trenta l'importanza e il significato del suo lavoro vennero compresi completamente e utilizzati per spiegare fenomeni complessi, quali la variabilità genetica e i meccanismi evolutivi.



Koch, Robert (Klausthal, Hannover 1843 - Baden-Baden 1910), scienziato tedesco. Nel 1880 fu nominato direttore dell'Ufficio imperiale di igiene di Berlino, dove svolse gran parte delle sue ricerche successive. Nel 1891 assunse l'incarico di direttore anche presso l'istituto per le malattie infettive di Berlino.

IL BACILLO DI KOCH E LE ALTRE SCOPERTE
Il nome di Robert Koch è legato soprattutto alla scoperta dell'agente responsabile della tubercolosi (1882) che, dal nome dello scienziato tedesco, prese il nome di bacillo di Koch. Egli apportò comunque anche molti altri contributi al campo della microbiologia. Tra l'altro, elaborò nuovi terreni per la coltura di microrganismi, che in seguito si rivelarono di fondamentale importanza per le ricerche di altri scienziati, e mise a punto tecniche per la colorazione cellula - STRUTTURA DELLE CELLULE EUCARIOTE" class="text">delle cellule da sottoporre all'osservazione al microscopio. Descrisse il rapporto esistente tra il ciclo vitale del bacillo del carbonchio e le caratteristiche della patologia da esso causata. Nel 1884 isolò il vibrione del colera, identificando nell'acqua contaminata il principale mezzo d'infezione. In riconoscimento di tutte le sue fondamentali scoperte, nel 1905 gli fu conferito il premio Nobel per la medicina o la fisiologia.




Meucci, Antonio

(Firenze 1808 - Staten Island, New York 1889), inventore italiano. Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, si interessò fin da giovane ai fenomeni elettrici. Costretto a espatriare in America dopo i moti rivoluzionari del 1833, lavorò a Cuba come macchinista teatrale. Nel 1849, mentre effettuava trattamenti di elettroterapia, nei locali adiacenti al teatro, scoprì la trasmissione della voce umana per via elettrica. Stabilitosi nel 1850 a New York, aprì una piccola fabbrica di candele steariche (la prima del genere in America), nella quale lavorò anche Giuseppe Garibaldi, allora esule negli Stati Uniti. In quegli anni Meucci concretizzò la sua idea, realizzando nel 1854 un primo rudimentale apparecchio telefonico e stabilendo un collegamento con la propria abitazione. Nel 1859, ottenne un telefono quasi perfetto, ideando contestualmente gli elementi essenziali del sistema telefonico. Nonostante le crescenti difficoltà finanziarie, nel 1871 riuscì a depositare un caveat (brevetto provvisorio) per la sua invenzione; tre anni dopo, tuttavia, non possedeva più il denaro sufficiente a rinnovare il caveat.

Nel 1876 un altro inventore, Alexander Graham Bell, brevettò un apparecchio telefonico analogo che dopo pochi anni ottenne uno straordinario successo commerciale. Il Governo degli Stati Uniti iniziò un processo contro Bell e la sua comnia per annullarne i brevetti, in quanto ottenuti fraudolentemente, citando Meucci e il tedesco Philip Reis quali veri inventori del telefono. La Bell, a sua volta, citò Meucci per infrazione di brevetto, ottenendo, nel 1887, un verdetto favorevole dalla Corte distrettuale di New York. Il processo del governo contro la Bell fu chiuso consensualmente nel 1897, per arginare le ingenti spese da ambo le parti. Dieci anni prima Meucci era morto povero a Staten Island, mentre aspettava fiducioso la positiva conclusione del processo.







Bell, Alexander Graham

(Edimburgo 1847 - Baddeck, Canada 1922), inventore statunitense di origine scozzese. Nel 1870, conclusi gli studi presso le università di Edimburgo e Londra, emigrò in Canada; l'anno successivo si trasferì negli Stati Uniti dove iniziò l'attività di insegnante specializzato per i sordomuti, divulgando un sistema, perfezionato dal padre (l'insegnante scozzese Alexander Melville Bell), che mostra come labbra, lingua e gola vengano utilizzati nell'articolazione del suono. Nel 1872 fondò una scuola per sordomuti che successivamente divenne parte dell'Università di Boston, dove ottenne la cattedra di fisiologia vocale.

Nel 1874, lavorando a un telegrafo multiplo, sviluppò l'idea base del telefono, già inventato dall'italiano Antonio Meucci, al quale, solo nel 1885, il governo degli Stati Uniti riconobbe i meriti della scoperta. Gli esperimenti condotti da Bell, con la collaborazione del suo assistente Thomas Watson, ebbero risultato positivo nel marzo 1876, quando, con un apparecchio rudimentale, venne trasmessa la prima frase completa: 'Watson, ho bisogno che tu venga qui!'. L'invenzione, accolta con molto entusiasmo, portò all'ideatore riconoscimenti pubblici che sfociarono nella fondazione della Bell Telephone Company (1877).

Nel 1880 il governo francese gli conferì il premio Volta, una somma di denaro che egli impiegò per fondare il Volta Laboratory di Washington, dove nello stesso anno costruì il fotofono, un apparecchio che trasmette i suoni mediante raggi luminosi. Tra le altre sue invenzioni ricordiamo l'audiometro, strumento usato per misurare la soglia di audizione, e la bilancia a induzione, per individuare la presenza di dispositivi metallici all'interno del corpo umano. Un cilindro di registrazione in cera, presentato nel 1886, costituì la base del moderno grammofono.

Bell fu uno dei cofondatori della National Geographic Society, all'interno della quale ricoprì la carica di presidente dal 1896 al 1904. Nel 1883 fondò anche la rivista 'Science'. A partire dal 1895 si interessò prevalentemente di aeronautica e si dedicò alla costruzione di grandi alianti. Insieme con alcuni colleghi, fra i quali l'inventore e aviatore statunitense Glenn Hammond Curtiss, Bell progettò l'alettone, parte mobile dell'ala di un aeroplano, che regola l'assetto del velivolo. In seguito, applicando i principi dell'aeronautica alla propulsione navale, iniziò con i suoi collaboratori a lavorare al progetto di un aliscafo. Il suo 'idrodromo', costruito nel 1917, raggiunse velocità che superavano i 113 km/h e fu per molti anni la




Einstein, Albert


(Ulma 1879 - Princeton, New Jersey 1955), fisico tedesco naturalizzato statunitense. Trascorse gli anni giovanili a Monaco, città nella quale la famiglia, di origine ebraica, possedeva una piccola azienda che produceva macchinari elettrici, e già da ragazzo mostrò una notevole predisposizione per la matematica. Quando ripetuti dissesti finanziari costrinsero la famiglia a lasciare la Germania e a trasferirsi in Italia, a Milano, decise di interrompere gli studi. Trasferitosi in Svizzera, concluse le scuole superiori ad Arrau e si iscrisse al Politecnico di Zurigo, dove si laureò nel 1900. Lavorò quindi come supplente fino al 1902, anno in cui trovò un impiego presso l'Ufficio Brevetti di Berna.

PRIME PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE
Nel 1905 Einstein conseguì il dottorato con una dissertazione teorica sulle dimensioni delle molecole; pubblicò inoltre tre studi teorici di fondamentale importanza per lo sviluppo della fisica del XX secolo. Nel primo di essi, relativo al moto browniano, fece importanti previsioni, successivamente confermate per via sperimentale, sul moto di agitazione termica delle particelle distribuite casualmente in un fluido.

Il secondo studio, sull'interpretazione dell'effetto fotoelettrico, conteneva un'ipotesi rivoluzionaria sulla natura della luce; egli affermò che in determinate circostanze la radiazione elettromagnetica ha natura corpuscolare, ipotizzando che l'energia trasportata da ogni particella che costituiva il raggio luminoso, denominata fotone, fosse proporzionale alla frequenza della radiazione, secondo la formula E = h, dove E rappresenta l'energia della radiazione, h è una costante universale nota come costante di ck (Vedi Max ck), e  è la frequenza. Questa affermazione, in base alla quale l'energia contenuta in un fascio luminoso viene trasferita in unità individuali o quanti, dieci anni dopo fu confermata sperimentalmente da Robert Andrews Millikan.

LA TEORIA DELLA RELATIVITÀ RISTRETTA
Il terzo e più importante studio del 1905, dal titolo Elettrodinamica dei corpi in movimento, conteneva la prima esposizione completa della teoria della relatività ristretta, frutto di un lungo e attento studio della meccanica classica di Isaac Newton, delle modalità dell'interazione fra radiazione e materia, e delle caratteristiche dei fenomeni fisici osservati in sistemi in moto relativo l'uno rispetto all'altro.

La base della teoria della relatività ristretta, che comporta la crisi del concetto di contemporaneità, risiede su due postulati fondamentali: il principio della relatività, che afferma che le leggi fisiche hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento inerziale, ossia in moto rettilineo uniforme l'uno rispetto all'altro, estendendo il precedente principio di relatività galileiano, e il principio di invarianza della velocità della luce, secondo cui la velocità di proazione della radiazione elettromagnetica nel vuoto è una costante universale, che sostituisce il concetto newtoniano di tempo assoluto.

CRITICHE ALLA TEORIA DI EINSTEIN
La teoria della relatività ristretta non fu immediatamente accolta dalla comunità scientifica. Il punto d'attrito risiedeva nelle convinzioni epistemologiche di Einstein in merito alla natura delle teorie scientifiche e sul rapporto tra esperimento e teoria. Sebbene affermasse che l'unica fonte di conoscenza è l'esperienza, egli era anche convinto che le teorie scientifiche fossero libera creazione dell'uomo e che le premesse sulle quali esse sono fondate non potessero essere derivate in modo logico dalla sperimentazione. Una 'buona' teoria, per Einstein, è una teoria nella quale è richiesto un numero minimo di postulati per ogni dimostrazione.

Il valore dell'attività scientifica di Einstein venne comunque riconosciuto e nel 1909 lo scienziato ricevette il primo incarico di docenza presso l'Università di Zurigo. Nel 1911 si trasferì all'università tedesca di Praga e l'anno successivo tornò al Politecnico di Zurigo. Nel 1913 assunse la direzione del Kaiser Wilhelm Institut di Berlino.

CITTADINO DEL MONDO Dopo il 1919 Einstein divenne famoso a livello internazionale; ricevette riconoscimenti e premi, tra i quali il premio Nobel per la fisica, che gli fu assegnato nel 1921. Lo scienziato approfittò della fama acquisita per ribadire le sue opinioni pacifiste in campo politico e sociale.

Durante la prima guerra mondiale fu tra i pochi accademici tedeschi a criticare pubblicamente il coinvolgimento della Germania nella guerra. Tale presa di posizione lo rese vittima di gravi attacchi da parte di gruppi di destra; persino le sue teorie scientifiche vennero messe in ridicolo, in particolare la teoria della relatività.

Con l'avvento al potere di Hitler, Einstein fu costretto a emigrare negli Stati Uniti, dove gli venne offerta una cattedra presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, nel New Jersey. Di fronte alla minaccia rappresentata dal regime nazista egli rinunciò alle posizioni pacifiste e nel 1939 scrisse assieme a molti altri fisici una famosa lettera indirizzata al presidente Roosevelt, nella quale veniva sottolineata la possibilità di realizzare una bomba atomica. La lettera segnò l'inizio dei piani per la costruzione dell'arma nucleare.

Al termine della seconda guerra mondiale, Einstein si impegnò attivamente nella causa per il disarmo internazionale e più volte ribadì la necessità che gli intellettuali di ogni paese dovessero essere disposti a tutti i sacrifici necessari per preservare la libertà politica e per impiegare le conoscenze scientifiche a scopi pacifici.



COURIE,MARIE E PIERRE.

Scienziati francesi, noti per gli studi sulla radioattività. Dopo la laurea alla Sorbona, Pierre Curie (Parigi 1859-l906) condusse importanti studi sull'effetto piezoelettrico insieme col fratello Jacques. In seguito, concentrò l'attività di ricerca sui fenomeni riguardanti il magnetismo e rilevò che per ogni sostanza esiste un valore della temperatura (detto temperatura di Curie), al di sopra del quale si ha una perdita di tutte le proprietà magnetiche; la formulazione matematica di questo risultato è nota come legge di Curie.

Marja Sklodowska (Varsavia 1867 - Sancellemoz, presso Sallanches 1934), in seguito Marie Curie, si trasferì a Parigi nel 1891 e due anni dopo concluse gli studi di matematica e fisica alla Sorbona; si sposò con Pierre nel 1895. In quel periodo, la scoperta di nuovi tipi di radiazioni offriva un settore di ricerca stimolante: Wilhelm Röntgen aveva scoperto i raggi X nel 1895 e nel 1896 Antoine-Henri Becquerel aveva rilevato radiazioni invisibili, simili ai raggi X, emesse dall'uranio.

Marie Curie, servendosi delle tecniche piezoelettriche messe a punto dal marito, misurò con precisione l'intensità delle radiazioni emanate dalla pechblenda, un minerale contenente uranio; ipotizzando l'esistenza di altri elementi con caratteristiche simili, introdusse per la prima volta il termine 'radioattivo' per designare elementi instabili, il cui nucleo decadeva con emissione di radiazioni    Nel 1898, assieme al marito che aveva nel frattempo rinunciato alle ricerche sul magnetismo, annunciò la scoperta del polonio (così chiamato in onore della sua patria) e del radio. Durante i successivi quattro anni, lavorando in una baracca di legno, i Curie raffinarono una tonnellata di pechblenda, isolando laboriosamente una frazione di radio sufficiente per analizzarne a fondo le proprietà. Nel 1903 condivisero con Becquerel il premio Nobel per la fisica per la scoperta degli elementi radioattivi: Marie Curie fu la prima donna a ricevere il Nobel.

Nel 1904, Pierre Curie divenne professore di fisica alla Sorbona e, nel 1905, membro dell'Accademia di Francia; poiché incarichi onorifici non potevano spettare alle donne, Marie non ricevette riconoscimenti analoghi. Dopo la morte del marito, nel 1906, Marie Curie lo sostituì nell'insegnamento e proseguì le sue ricerche; nel 1910 pubblicò il Trattato di radioattività e l'anno successivo le fu conferito un secondo premio Nobel, in chimica, per il lavoro sul radio e sui suoi composti. Nel 1914 divenne capo dell'Istituto del radio di Parigi e partecipò alla fondazione dell'Istituto Curie, dove si dedicò allo studio degli effetti fisiologici provocati dalle radiazioni. L'eccessiva esposizione alle radiazioni, tuttavia, le provocò una malattia che l'avrebbe portata alla morte.

I Curie ebbero due lie, una delle quali, Irène Joliot-Curie, nel 1935 ricevette il premio Nobel per la chimica per la sintesi di nuovi elementi radioattivi.





Privacy

© ePerTutti.com : tutti i diritti riservati
:::::
Condizioni Generali - Invia - Contatta