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Appunti, Tesina di, appunto SOCIOLOGIA

La comunicazione come sistema relazionale - La comunicazione come sistema relazionale

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La comunicazione come sistema relazionale

Secondo la sociologia della comunicazione il comunicare rappresenta uno dei motori principali per lo sviluppo e il mutamento dei legami tra persone che finiscono per diventare ciò che comunemente chiamiamo società. Una delle migliori analisi del rapporto tra comunicazione e relazione è elaborata a partire dagli anni ’60 dalla scuola di Palo Alto che propone:

·        Uno degli assiomi della comunicazione umana dice:

“ Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione”.

Il contenuto diventa a volte un pretesto per comunicare lo stato di una relazione (sociale), vi è quindi un’importanza prevalentemente relazionale (a volte) a prescindere dal contenuto comunicativo (dal modo in cui parlo con qualcuno faccio intendere che tipo di relazione esiste tra me e il mio interlocutore). Qualsiasi comunicazione presenta questo doppio aspetto di relazione e di contenuto. In una situazione ordinaria l’elemento relazionale rimane sullo sfondo non è esplicito, ma se la relazione tra gli interlocutori diventa problematica l’oggetto della comunicazione riguarda solo il piano relazionale e non il contenuto. Il carattere metacomunicativo del piano della relazione è dovuto al fatto che la natura della relazione condiziona le conseguenze comportamentali di un certo contenuto comunicativo. La metacomunicazione non è altro che comunicazione sulla comunicazione (modo → contenuto). Solitamente la metacomunicazione rimane qualcosa di implicito non del tutto consapevole, fino a che la relazione si deteriora al punto da richiedere un chiarimento delle rispettive posizioni relazionali. Il carattere implicito della metacomunicazione la confina di solito tra i sistemi comunicativi non verbali (da un tono di voce si percepisce quando una frase è scherzosa e quando invece non lo è). Non sempre è facile metacomunicare con linguaggio verbale, la difficoltà a farlo riguarda chiunque si preoccupi di studiare scientificamente la comunicazione (comunicare sulla comunicazione).

·        Un ulteriore assioma della comunicazione dice che “la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti”; per spiegare l’idea di punteggiatura bisogna partire dall’idea che ogni messaggio ha un origine e una destinazione, tradotto nei termini della psicologia comportamentista avremo messaggi “stimolo” a cui seguono messaggi “risposta”. Se osservassimo la comunicazione da un punto di vista sistemico, noteremmo che invece non esistono messaggi singoli che partono e arrivano come in un ufficio postale, ma esiste un flusso ininterrotto di significati più o meno condivisi che è possibile suddividere in unità discrete chiamate “messaggi”, solo in modo arbitrario e convenzionale, cosi come arbitraria e convenzionale è la decisione circa quali messaggi siano da considerare stimoli e quali risposte. Questa suddivisione stimolo- risposta costituisce la punteggiatura . La scuola di Palo Alto evidenzia il carattere convenzionale e arbitrario della punteggiatura, e collega l’adozione di una punteggiatura rispetto che un’altra alla natura della relazione che si sviluppa tra gli interlocutori. Spesso nella comunicazione tra gli interlocutori accade che ciò che per uno è la causa per l’altro è la conseguenza, punteggiando il flusso comunicativo in due modi opposti e si va in contro a delle incomprensioni: rendersi disponibili a metacomunicare e a ridefinire le rispettive punteggiature degli eventi comunicativi può essere utile.

Parzialità di ogni punteggiatura: la punteggiatura degli eventi comunicativi avviene a qualsiasi livello della comunicazione, da un punto di vista sistemico- comunicativo, non esiste una punteggiatura “giusta” e una “sbagliata”, in molti casi tutte le punteggiature date dai diversi soggetti che intervengono all’evento comunicativo possono risultare perfettamente ragionevoli e coerenti dai rispettivi punti di vista. L’adozione di determinate punteggiature provoca talvolta un inversione nella successione temporale di alcuni fenomeni, è il caso di quelle che il costruttivismo chiama profezie che si autoavverano. Es. in una classe scolastica le aspettative iniziali dell’insegnante nei confronti di particolari scolari vengono spesso confermate a fine anno; la spiegazione va cercata nelle modalità sottili e inconsapevoli con le quali l’insegnante comunica all’allievo le proprie aspettative. Le profezie che si autoavverano sono delle “magie” comunicative sociologicamente rilevanti in molti contesti, e sono state riassunte in sociologia da William Isaac Thomas “se gli uomini definiscono le situazioni come reali, esse saranno comunque reali nelle loro conseguenze”. Evidenziare l’importanza della punteggiatura nelle sequenze comunicative non equivale a sostenere una tesi relativista dove qualunque interpretazione è lecita e tutto dipende dal punto di vista di ciascuno. Si tratta piuttosto di:

a)      Saper riconoscere livelli diversi di analisi, distinguendo tra relazione e contenuto;

b)      Pensare alla comunicazione in termini sistemici piuttosto che come una successione causale di messaggi.

La visione sistemica è oggi piuttosto comune nelle scienze naturali, non è possibile comprendere un certo fenomeno senza considerare il sistema di cui fa parte. La visione sistemica si afferma in sociologia solo negli ultimi decenni, sia attraverso una teoria generale di sistemi di grande portata e complessità, sia attraverso una più modesta ridefinizione della ricerca sulla comunicazione e in particolare sui mass media, che tende ad includere sempre più spesso nell’analisi non solo il messaggio dei media, ma anche i loro pubblici e i contesti della fruizione mediale.

·        Un sistema potrebbe essere definito come “ un certo numero di unità o elementi diversi, posti in relazione reciproca tramite una struttura più o meno permanente; tale struttura regola una certa quantità di processi che avvegnono all’interno del sistema;questi a loro volta esercitano un’influenza costante nei confronti della struttura; al mutare dei processi anche la struttura tende a modificarsi gradualmente”.

La comunicazione come sistema relazionale

        Scuola di Palo Alto: teoria integrata del rapporto tra comunicazione e forme di relazione sociale

        Comunicazione come sistema, non più semplice successione casuale di messaggi

comunicare rappresenta uno dei principali motori per lo sviluppo e il mutamento dei rapporti e dei legami umani, ovvero la società

        Tra gli “assiomi della comunicazione” elaborati dalla scuola di Palo Alto:

La natura delle relazioni condiziona le conseguenze comportamentali di un certo contenuto comunicativo.

       ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Il secondo classifica il primo ed è metacomunicazione (il contenuto è a volte un pretesto per comunicare lo stato di una relazione sociale, vi è dunque un’importanza prevalentemente relazionale a prescindere dal contenuto)

       la natura di una comunicazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione (“messaggi” di stimolo e “risposta”).

La metacomunicazione non è altro che comunicazione sulla comunicazione, rimane implicita non del tutto consapevole (il tono di voce determina il senso della frase). La scuola di palo Alto evidenzia il carattere convenzionale e arbitrario della punteggiatura, l’adozione di una punteggiatura piuttosto che un’altra è condizionata dalla natura della relazione che sussiste tra gli interlocutori. Punteggiando ( attribuire il senso di causa o di conseguenza ad una frase) il discorso in modi opposti si va incontro a incomprensioni.

         Nel concetto di “punteggiatura” è implicita una critica agli approcci lineari alla comunicazione. Il senso ultimo non deriva dalla sommatoria aritmetica dei messaggi, ma dalle scelte arbitrarie con cui separiamo i messaggi e diamo loro senso

        L’adozione di determinate punteggiature può provocare inversioni nella successione temporale percepita tra fenomeni. Ad esempio, le aspettative iniziali di un’insegnante  possono influenzarne l’interazione con gli alunni fino a produrre i risultati previsti (profezie che si autoavverano)

Le profezie che si autoavverano sono state riassunte in sociologia da William Isaac Thomas “se gli uomini definiscono le situazioni come reali, esse saranno comunque reali nelle loro conseguenze”. Secondo la visione sistemica non è possibile comprendere un certo fenomeno senza considerare il sistema complessivo di cui fa parte.

La comunicazione come rappresentazione

        Goffman: le strategie degli individui negli incontri sociali sono tese a controllare la definizione della situazione, perseguendo due scopi farsi un impressione sugli altri, controllare e influenzare le impressioni che gli altri hanno di noi (durante la comunicazione si istaurano dei rapporti di ruolo nella società)

        La situazione sociale è definibile come “un ambiente capace di permettere il controllo reciproco, all’interno della quale un soggetto, in qualsiasi punto si trovi, è accessibile, senza ricorso a strumenti particolari, ai sensi di tutti gli altri che sono presenti e che sono a loro volta accessibili a lui” (1964) 

La definizione della situazione deriva da quell’insieme di etichette, modelli interpretativi e schemi di punteggiatura che portano l’individuo a riconoscere una certa situazione all’interno di un insieme molto ampio di situazioni possibili, applicando modi comportamentali adeguati, nella maggior parte dei casi le definizioni delle situazioni coincidono tra loro o sono compatibili. In altri casi meno frequenti può accadere di non riuscire a trovare immediatamente alcuna definizione delle situazioni possibili, si ha una rottura così dello scorrere ordinato degli eventi che ci portano alla ricerca di una spiegazione che ci consenta di rientrare all’interno del mondo sensato.

        Attraverso processi di comunicazione (modelli interpretativi, schemi di punteggiatura, persuasione) gli individui definiscono le situazioni e realizzano conurazioni comportamentali adeguate; l’uomo è continuamente alla ricerca di una definizione della situazione, per placare l’ansia da imprevedibilità degli eventi, il bisogno di integrazione nella società, il desiderio di essere stimati e apprezzati in modo adeguato al proprio status.

        La vita quotidiana è il risultato complessivo di queste rappresentazioni (“teatro della vita quotidiana”); Goffman : l’individuo si costruisce una facciata personale, mostrando il meglio di se. Dal di fuori gli altri possono avvalersi, nella loro interpretazione, di comportamenti ed espressioni che possono essere assunte intenzionalmente o lasciate trasparire.

        Distinzione tra due dimensioni spaziali della rappresentazione: ribalta e retroscena. Nella ribalta (luogo in cui avviene la rappresentazione) si realizza la recitazione in senso stretto della propria facciata; nel retroscena ( dove viene provata e preparata la rappresentazione senza nascondere gli aspetti che avrebbero disturbato sulla ribalta) si prepara la rappresentazione.

Il risultato costituisce il teatro della vita quotidiana (Goffman). La metafora drammaturgia svela l’ordine rituale delle piccole cose che passano inosservate agli occhi del senso comune, ma che rendono sostenibile la vita in un mondo complesso. Distruggere l’ordine rituale quotidiano, gettare scompiglio nelle definizioni della situazione è essere etichettato come pazzo, ciò permette agli altri di riprendere l’ordine interrotto.

 

L’etnometodologia

E’ lo studio degli etnometodi che vengono di volta in volta impiegati per costruire un senso condiviso, anche conflittuale, della situazione (capacità degli individui di adattarsi alla situazione).

·        Garfinkel (1967): realtà come costruzione sociale quotidiana e limitata, prodotta attraverso la pratica; Garfinkel fonda nel 1960 l’etnometodologia, parte da pratiche sociali e comunicative dei membri che costituiscono la società per studiare quest’ultima. Sono gli attori sociali che producono in continuazione la realtà. La costruzione della realtà si basa su una continua attività di comunicazione interpersonale, che è il campo di studio degli etnometodologi.

·        Metodi di indagine etnometodologici: esperimenti di rottura o approccio critico, analisi della conversazione; con attenzione proprio sui processi della comunicazione, questi studiosi hanno portato alla luce alcuni elementi fondamentali nella costruzione di un giudizio condiviso sulla realtà. Il primo di questi elementi è l’accaunt, un resoconto, una descrizione di come i membri di ogni società intendono costruirla.

·         Elementi centrali della teoria:

-        etnometodi: pratiche (verbali e non) con cui gli individui partecipano e danno senso alle situazioni

-        account: resoconti forniti dagli individui. Descrivono i modi in cui essi intendono costruire la propria realtà

-        espressioni indicali: espressioni usate dai parlanti per radicare i discorsi in contesto e rassicurare gli interlocutori.

La comunicazione è un momento di esplicazione della propria percezione della realtà, e di comesi è disposti a modificarla affinché aderisca alla propria immagine. L’accaunt ha la proprietà di produrre attraverso la descrizione il mondo cui si riferisce.

La sociolinguistica

        Sociolinguistica: disciplina che esamina le dimensioni socialmente prodotte dei linguaggi umani; (Il libro di Bernstein “Class, codes and control” pubblicato nel 1971 costituisce un punto di svolta nell’analisi delle determinanti sociali del linguaggio) la sociolinguistica ha avuto il merito di mettere in luce la relazione che c’è tra linguaggio e interazione, essendo il linguaggio prodotto in condizioni sociali o mezzo di promozione o appartenenza a un gruppo, queste appartenenze tra lingua parlata e contesto sociale vanno sotto l’etichetta di “linguaggio e struttura sociale”.

        Bernstein: oltre a testimoniare delle condizioni sociali d’origine, il linguaggio può favorire o negare il passaggio da una classe a un’altra; egli osserva  e confronta il linguaggio adottato dai bambini delle classi popolari inglesi e quelli della media classe, e si rende conto che i bambini borghesi utilizzano un linguaggio più articolato e ricco, queste maggiori capacità espressive consentono loro una maggior riuscita scolastica, promuovendone l’ingresso a classi sociali più alte.

        Labov: ogni comunità elabora un universo linguistico relativamente indipendente e adeguato per comprendere e agire il proprio mondo. Non sempre pertinente il raffronto tra i linguaggi di classi diverse; egli conduce una ricerca nel ghetto newyorchese di harem con l’obiettivo di riconoscere il valore sociale o culturale dei dialetti di harem, universi linguistici indipendenti e segregati. Il linguaggio vernacolare dei neri è una sorta di modifica al linguaggio dei bianchi, usato come strumento di opposizione sociale e culturale per i principali esclusi dalla cultura legittima.


La comunicazione nelle organizzazioni

La società contemporanea come tessuto di organizzazioni

(strumenti d’identificazione in un organizzazione possono essere il sectiunellino, la parola d’accesso a un sito web riservato)

        Comunicazione organizzativa: indaga le relazioni di mutua determinazione tra struttura organizzativa e suo linguaggio

        Cultura organizzativa: insieme di assunti, valori e simboli di una data organizzazione. È veicolata da processi comunicativi

        Oggi conoscenza come fattore e output della produzione: centralità della comunicazione per i processi organizzativi, Knowledge Management, Comunità di Pratiche.

Organizzazione: forma di azione collettiva reiterata  basata su processi di differenziazione e integrazione tendenzialmente stabili e intenzionali” (definizione di massimi Terrante e Stefano Zan).

Differenziazione: mediante l’assegnazione di un ruolo a ogni membro dell’organizzazione

Integrazione:mediante i meccanismi che riuniscono gli sforzi individuali in un’ottica collettiva permettendo il funzionamento complessivo dell’organizzazione.

I meccanismi di integrazione e differenziazione consentono il funzionamento dell’organizzazione e svolgono un’importante funzione comunicativa: definiscono e permettono di comunicare l’identità e il ruolo di ogni individuo in essa.

La comunicazione organizzativa è la disciplina che si occupa di studiare la complessa relazione tra processi comunicativi e vita organizzativa. L’obiettivo è: come i processi comunicativi (modi comunicazione) diano forma alle organizzazioni e come le strutture organizzative incidano sulla definizione della forma e dei contenuti della comunicazione.

Tale disciplina si propone tre interrogativi:

1)      Sono le caratteristiche di un’organizzazione a determinare le dinamiche comunicative, o è la natura dei processi comunicativi (modi comunicazione) che plasma le azioni organizzative’

2)      Sono i messaggi a seguire le strutture organizzative o sono i flussi comunicativi a definire forme e strutture dei processi lavorativi? (percorso che i flussi comunicativi compiono in un’organizzazione)

3)      E’ la comunicazione che crea l’identità di un’organizzazione o la comunicazione è uno strumento funzionale alle esigenze di ogni specifico contesto organizzativo? (il significato della comunicazione nelle organizzazioni).

La comunicazione ha assunto forme e significati differenti in relazione sia alla tipologia dell’organizzazione, sia alle tecnologie comunicative e informative a sue disposizione (fax, posta elettronica), sia alla filosofia manageriale con cui l’organizzazione viene gestita).

L’idea di organizzazione derivata dalle teorie tayloristiche, secondo cui i lavoratori diventano ingranaggi di un grande meccanismo di produzione, si evince dal film “tempi moderni” con Charlie Chaplin che rappresenta la vita quotidiana in una fabbrica industriale all’inizio del ‘900.



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