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Guarino Guarini

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Guarino Guarini

L’attività di Guarino Guarini, sacerdote dell’ordine dei Teatini il cui santo è di Chieti, architetto, teatrista, matematico e filosofo è strettamente legata a Torino, per la quale progetto importanti edifici religiosi e civili essendo andate distrutte le sue opere architettoniche di Messina, Parigi e Lisbona. Questo fu un architetto che operò alla fine del secolo perché nacque a Modena nel 1624 dove ebbe la sua prima formazione conclusasi con il noviziato a Roma conoscendo le opere di Pietro da Cortona, Borromini, Bernini Rientra a Modena e lavora come architetto del suo ordine, teatini. Dal 1656 iniziò una serie di spostamenti lo portarono a operare in Sicilia a Messina, in Portogallo e  in Sna. Nel 1662 è a Parigi e nel 1666 si stabilisce a Torino dove vi resterà fino al 1681. Il sacerdote architetto muore improvvisamente a Milano nel 1683. 

Alla metà del 1600 Torino aveva 20000 abitanti ma d’altra parte era la capitale del Ducato dei Savoia e nel corso del 600 avrà uno sviluppo enorme diviso in tre fasi:.

-         Ampliamenti della città con la creazione di quartieri vicino al castello e sistemazione della piazza attorno al castello, e creazione di una strada.



-         Un ampliamento verso est e la costruzione di un nuovo lalazzo ducale.

-         Terzo ed ultimo ampliamento in direzione ovest viene affidato a Filippo Juvara. Nella zona di questo terzo ampliamento troviamo le opere di Guarini.

Cappella della Sacra Sindone che conserva la reliquia dell’immagine di Cristo morto, trasferito per opera dai Savoia dalla Francia in Italia. Tra il 1666/67  un opera già iniziata viene attribuita al Guarini. Il Guarini è un grande filosofo, matematico e nei suoi progetti ci sono molte delle sue idee di formazione.

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La cappella della Sacra Sindone collegata al nuovo palazzo Ducale da cui viene ricavata, allo stesso tempo mette in relazione Cattedrale e palazzo. Snodo simbolico che lega potere politico e religioso, impianto circolare in cui si inserisce un triangolo hai cui vertici sono individuati degli spazi circolari da cui partono le scale con forma circolare. Una scalinata serve per accedere al presbiterio e una per la cattedrale. Il terzo vertice è quello che permette l’accesso al palazzo ducale. La parte alta si restringe e si conclude con una cupola perché è costituita da una serie di esagoni uno dentro l’altro. Cerchi concentrici che riscrivono un esagono e gli esagoni ruotano e si restringono sempre più. Dalla sezione si nota che si sono le lesene con capitelli molto decorativi, ci sono grandi finestre rotonde. Dalla fotografia (22.21) ci può notare che i pennacchi sono decorati con dei cassettoni con croci, ricorda molto Borromini la chiesa delle quattro fontane (Incarico ricevuto dai padri trinitari. Deve costruire un ala del convento. Si parte dal chiostro di forma rettangolare, al doppio ordine di colonne: quelle inferiori tuscaniche abbinate a due a due. La caratteristica è che per mezzo di queste, la parte centrale del chiostro non è un rettangolo ma una specie di ottagono. Le colonne smussano gli angoli.

Borromini adotta una pianta di per sé ellittica, ma con l’asse maggiore con l’ingresso. Questo ovale risulta come smussato quindi assume una forma caratterizzata da una serie di rientranze e sporgenze: un ovale dal profilo ondulato. Ottiene un effetto di contrazione spaziale, esprimendo quasi una certa tensione.




All’interno ci sono delle colonne giganti che accentuano per contrasto l’idea di uno spazio piccolo. La parte più spettacolare è la cupola, priva di tamburo, caratterizzata da una lavorazione in muratura che riprende la forma dell’esagono, dell’ottagono e della croce.

L’insieme è raffinato anche se impiega materiali non preziosi. Il tutto è luminoso grazie alla presenza di finestre sulla lanterna. La facciata non è piana ma il muro ha come un moto ondulatorio, è divisa in due parti, scandita da 4 colonne. Nella parte superiore c’è una sorta di edicola ed un medaglione dove era dipinto San Carlo. Il tutto evidenzia ancora di più le rientranze e le sporgenze.

Oltre al gioco concavo – convesso, la facciata è movimentata da delle nicchie che contengono delle statue. Nell’insieme viene espressa un energia che a volte risulta compressa, e altre liberata nei particolari.).

L’interno della cappella è rivestita dalle pareti di marmo nero. La cappella è di forte impatto visivo perché molto spettacolare (nello spirito barocco), risultato finale spettacolare. Finestre molto grandi, luminosità, gioco di luci.

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All’architettura religiosa il Guarini aggiunge anche la progettazione di edifici civili. Il Palazzo Carignano a Torino, voluto da Emanuele Filiberto di Carignano, iniziato a costruire dall’architetto da vita a un organismo architettonico in cui la geometria è assecondata dall’uso generalizzato del mattone. Nel 1861 sarà la sede del primo parlamento italiano. Pianta a U abbastanza classica per i palazzi dell’epoca, interpretata. Fulcro centrale a l piano terra è l’atrio dal quale si accede al cortile retrostante, e al primo piano c’è un grande salone. Tutto è un po’ curvo. Esternamente c’è una facciata per la quale è usato il mattone. Facciata andamento sinuoso come se fosse spinto dall’interno. Facciata con lesene su due ordini che scandiscono i due piani del palazzo e si distinguono dai capitelli, dorici al piano terra e corinzi a quello superiore. Effetto pittorico chiaroscurato perché la superficie non è liscia.






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