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Il Partenone - Storia, Descrizione iconografica, Considerazioni



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Il Partenone



Storia

Nell'Atene del v secolo a.C., l'abitato era costituito da più di 10000 case, per la maggior parte umili e fragili rifugi, costruiti in legno o in mattoni crudi o con sassi e malta e riparati da tettoie di lia impastata ad argilla. Le abitazioni popolari, affacciate su viuzze buie e mal lastricate, erano generalmente composte da uno o più locali di piccole dimensioni che servivano anche da laboratorio o da bottega. Le abitazioni dei ricchi erano più vaste e solide, con mura intonacate a calce e tetti di tegole, un cortile centrale e spesso un piano destinato alle stanze delle donne. Ma gli edifici più belli e importanti, costruiti in pietra perché durassero nel tempo, erano quelli dell'Acropoli, dove si trovavano i monumenti sacri della polis, dedicati alle divinità tutelari della città e ai suoi mitici fondatori. Nel 480 a.C. i Persiani saccheggiarono e incendiarono Atene, radendo a suolo templi e santuari dell'Acropoli. Finita la guerra l'Acropoli fu ricostruita per intero sulla piattaforma ricavata spianando le macerie delle antiche costruzioni. Pericle volle conferire alla sua città un aspetto architettonico degno del suo passato glorioso e dell'incontrastato prestigio politico, per farne la capitale non solo del suo impero marittimo ma dell'intera civiltà greca. Il risultato fu la creazione dello straordinario complesso monumentale dell'Acropoli, luogo sacro della città e nello stesso tempo santuario panellenico, testimonianza tangibile della supremazia ateniese. Per realizzare il suo grandioso progetto Pericle si avvalse della collaborazione di due architetti, Ictino e Callicrate, e dello scultore e amico Fidia fatto sovrintendente. All'interno dell'Acropoli, il più grande e importante edificio è il Partenone, che prendeva il nome dalla statua, in oro e avorio, di Atena Parthénons (vergine) che racchiudeva.



Pericle nominò per la costruzione del Partenone, che avvenne nel 447 e terminò nove anni dopo, capo architetto Ictino, Callicrate come suo assistente e Fidia, supervisore generale. Lo stile delle colonne, le cornici ed il peristilio (cortile  interno con portici e colonne) erano dorici. L'altezza delle colonne, i fregi sulle quattro pareti esterne del recinto, le colonne che sostenevano il soffitto dell'Adito, ed infine i raccordi delle cornici furono tutti copiati da Ictino dall'architettura ionica.Tutto é stato calcolato secondo un ordine logico: la fronte ha un rapporto fra altezza e larghezza.
Il pavimento consiste in tre strati di marmo e, su ogni lato, dei gradini partono dal colonnato. Quest'ultimo é formato da diciassette colonne sui lati lunghi e da otto sugli altri lati. Un Naos racchiudeva su tre lati l'Atena di Fidia; si conosce la posizione esatta della statua, perché le fondamenta sono ancora bene in vista, mentre il resto del pavimento é ricoperto da lastre di marmo. Il tetto del tempio era di sottili lastre di marmo che fu usato ovunque.




Descrizione iconografica

La costruzione del Partenone iniziò nel 447 e la cerimonia d'inaugurazione avvenne durante le feste panatenee del 438,quando fu consacrata la statua crisoelefantina dell'Atena Parthénons di Fidia. La dea é rappresentata in piedi in atto di riposo e vestita con il peplo. Sulla mano destra tiene una vittoria alata. La lancia è appoggiata sulla spalla sinistra, mentre nella mano sinistra tiene lo scudo. La statua originale era alta 15 m. ca. Tutta la decorazione scultorea, che era affidata a Fidia, occupava i due frontoni, le 92 metope, il fregio.

Le sculture vere vennero fatte da artisti anonimi e la sola prova della loro presenza é la varietà della qualità e della tecnica nelle 600 ure che decorano la costruzione. Il frontone est ebbe come soggetto la nascita di Atena che balza dalla testa di Zeus; il frontone ovest, ora sso, ritraeva la battaglia di Atena e Poseidone per il possesso dell'Attica (nessuno dei due frontoni oggi esiste). Il programma decorativo continuava nelle metope. Erano 42 in ognuna delle due estremità e 32 su ognuno dei due lati, tutte rafuranti scene di battaglia: gli dei contro i giganti nel fregio est; i Greci contro le Amazzoni nel fregio ovest; i Lapiti contro i Centauri nel fregio sud e la caduta di Troia nel fregio nord. Le loro espressioni sono selvagge e turbate ed i loro movimenti violenti: queste ure sono state trattate per avere il più alto realismo nella rappresentazione delle passioni. Forse le metope furono i primi lavori del programma decorativo ad essere eseguiti. La pittura rosa, nera, ocre e blu venne usata solo per i rilievi, i raccordi, le metope e altri dettagli decorativi.



Considerazioni

Per i Greci l'architettura come arte è in rapporto con la natura e con gli dei. La massima aspirazione dell'arte greca fino al periodo classico é la ricerca di un perfetto ideale di bellezza umana: l'attenzione degli artisti é rivolta all'equilibrio delle forme ottenuto attraverso un continuo di pieni e di vuoti. Fidia, il supervisore dei lavori al Partenone, cercava di imitare più che rinnovare; egli così riunì la severità e la forza dell'ordine dorico alla raffinatezza e alla grazia di quello ionico. Il mito dei due frontoni é divino, nelle metope é eroico e nel fregio umano. Fidia nella sua costruzione fece anche riferimento al filosofo Aristotele. La costruzione del più importante capolavoro dell'antica Grecia riesce solo in 15 anni; era il lavoro di una sola generazione guidata da una sola aspirazione: la perfezione della forma non é fine a se stessa, ma ricercata come un aspetto esterno dell'armonia interiore. Lo scopo fondamentale dell'architettura, ma anche della scultura greca, é infatti la proporzione, che é preso come ideale, come filosofia di vita dell'uomo greco.






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