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MONET – CATTEDRALE DI ROUEN – 1894 Parigi Musee d’Orsay

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MONET – CATTEDRALE DI ROUEN – 1894 Parigi Musee d’Orsay

parole chiave:

-         una continua elaborazione dell’opera

-         effetti atmosferici e cromatici

-         una rinnovata attenzione al soggetto

La ripetizione del soggetto permette all’artista una continua rielaborazione. Con la pittura in serie gli effetti di luce cambiavano continuamente e Monet decise di registrare la successione dei mutamenti in una serie di tele per ogni effetto specifico. Pitturando una tela fino a che l’effetto di luce cambiava, ottenne l’istantaneità. Otteneva quindi l’impressione di un aspetto della natura. Studiava attentamente l’impatto della luce ai vari orari del giorno sulla pietra della cattedrale. Le coordinate sono le piccole abitazioni e volo delle rondini che suggerisce l’altezza della torre. Il monumento era un tessuto di colori creato dalla luce radente al mattino. L’inquadratura ravvicinata riduce l’immagine a una visione parziale. Monet utilizzò una tecnica rapida di pennellare rapprese, di tocchi, di virgole; le ombre tese tramite toni neutri, e sovrapposizione di colori puri. La stratificazione dei colori invece restituisce le vibrazioni date dalla pietra scolpita. Le forme sono quindi definite dall’incidenza della luce. In Monet si nota un grande interesse per la luce e il colore, si nota una rinnovata attenzione al soggetto e al contenuto, in questo caso la cattedrale conferisce al dipinto un’intensità mistica, la veduta diventa quindi anche il simbolo di una realtà interiore.






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