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Picasso, Juan Gris

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Picasso

 

Pittore e scultore snolo (Màlaga 1881 - Mougins, Francia, 1973).

Frequentò il cabaret “El Quatre Gats”, dove conobbe Nonell Monturiol, Casas, attraverso i quali venne a conoscenza del postimpressionismo francese.

Tale influsso è evidente nelle opere dipinte a Parigi, Madrid, Barcellona nel 1900-l901.

Tornato nel 1901 a Parigi, dove conobbe Max Jacob, dopo essere stato attratto dal simbolismo (Funerali di Casagemas, Museo d'arte moderna della città di Parigi), iniziò quello che fu chiamato il “periodo blu”, dipingendo prevalentemente esseri miserabili, immersi in un'atmosfera di desolazione la cui struttura plastico-cromatica rivela una prima attenta meditazione dell'opera di Cézanne (Donna con lo scialletto blu, Collezione privata, 1902).



Stabilitosi definitivamente a Parigi nel 1904, iniziò il “periodo rosa”, con scene di saltimbanchi (Famiglia d'acrobati, 1905, Goteborg, Konstmuseum), in cui una forte accentuazione simbolica viene tradotta in termini o arcaizzanti o classicistici (Donna col ventaglio, 1905, New York, Collezione Whitney; Due fratelli, 1906, Basilea, Museo di belle arti).

Fondamentale fu il ritorno il Sna, a Gòsol, nell'estate del 1906: colpito dalle deformazioni espressive dell'arte romanica e gotica catalana fu tratto, forse su indicazione di Matisse, a meditare sulla sintesi espressiva, per rottura e incastro di piani, propria della scultura africana; e, dopo una lunga serie di prove, di rielaborazioni, di studi parziali, giunse alla creazione delle Demoiselles' d'Avignon (dal nome del quartiere delle prostitute di Barcellona; 1906-l907, New York, Museum of Modern Art), opera fondamentale nella storia del cubismo.

La seconda fase cubista fu preannunciata dall'accentuata scomposizione dei piani e dell'incupirsi del colore (Donna con ventaglio, Mosca, Museo Puskin; Ritratto di Fernande, Dusseldorf, Museo) ed esplose nell'inverno-primavera 1909-l910 con la grande serie di ritratti di Vollard (Mosca, Museo Puskin), Uhde (Londra, Collezione Penrose) , Kahnweiler (Chicago, Art Institute) e dei Nudi seduti (Parigi, Collezione Salles; Londra, Tate Gallery).

La frantumazione prismatica dell'immagine plastica (polemicamente applicata alla tradizione del ritratto storicamente identificabile) giunge quasi all'astrazione portando alle conseguenze estreme il rifiuto della convenzione di “natura”.

L'assoluta libertà raggiunta nei confronti della “materia” nel senso più ampio forse qualche interscambio con Matisse e Severini lo portarono dal 1913 (Donna in camicia in poltrona, Firenze, Collezione Puldelko) a una rinnovata ricchezza decorativa di piani cromatici.

Il gusto del “gioco” è chiaramente dimostrato dai paralleli stupendi ritorni, sia pure con una vaga patina spaziale-naturalistica, agli incastri cromatici dell'ultima fase cubista, 1913-l916, culminanti nei Tre musicisti (1921, Filadelfia, Museo d'arte) e nelle Nature morte con strumenti, posteriori al 1921.

I sempre più frequenti contatti con il gruppo surrealista parigino si tradussero, dal 1928 in poi (“periodo di Dinard”), nella violenta sublimazione erotica delle immagini e intrecci di membra femminili, visti in cambio di simbolo fallico.




In un crescendo mitico, alle donne-fallo si aggiunsero dopo il 1930 i simboli del tori e del minotauro, mentre aumentava la programmatica violenza strutturale e cromatica esercitata sulla ura umana.

Alla crescente violenza drammatica del pittore sembrò dare giustificazione a posteriori lo scoppio della guerra di Sna nel 1936.

Già aderente alle istanze di sinistra dei surrealisti, Picasso si mise appassionatamente al servizio del governo repubblicano, curò la protezione e lo sfollamento da Madrid dei capolavori del Prado, incise la feroce satira, fra goyesca ed erotico-surreale, del Sogni e menzogne di Franco, dipinse infine nel 1937, per il padiglione snolo dell'Esposizione universale di Parigi, una delle sue opere più famose: Guernica (Centro de Arte Reina Sofia), punto d'arrivo di tutte le sperimentazioni formali dopo il 1930.

Il massimo impegno civile fu però raggiunto in scultura, già liberata a Parigi, nell'Uomo con l'agnello del 1944 (piazza di Vallauris, Grasse).

Con una produttività eccezionale, Picasso riprese verticosamente tutte le sue “maniere”, aggiungendovi un nuovo senso sontuoso, quasi barocco, della pasta cromatica e dell'intreccio formale, che ha forse i suoi risultati migliori negli interni delle sue successive residenze, la villa California a Cannes e il castello di Vauvenargues.

 

Juan Gris

 

Nome d'arte di José Victoriano GONZALEZ, pittore snolo (Madrid 1887 - Boulogne-sur-Seine, Parigi, 1927).

Divenuto amico di Picasso, si presentò nel 1912 al Salon des Indépendants con opere di stile cubista: Omaggio a Picasso (Chicago).

Primo fra i cubisti, dipinse anche paesaggi.






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