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Scultura arcaica, Scultura classica, Scultura ellenistica

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Scultura arcaica:

Apollo di Mantiklos

‘E una statua in bronzo alta 20 cm. Le gambe sono incomplete ed è poggiata su un supporto; non ha un braccio. Dà l’impressione di che cosa sia il tentativo arcaico di rappresentare la divinità.

Le proporzioni non sono molto coerenti: è esasperato rispetto alla realtà (vedi spalle e lunghezza del busto e del collo). Il viso ha una forma triangolare e il torace ha la forma di trapezio.

Il viso è molto lontano al corpo per dare risalto alla pettinatura molto curata. C’è molta attenzione per gli effetti di luce soprattutto nei capelli e nelle cosce, dove è molto evidenziata la muscolatura.

Hera di Samo.

‘E una statua femminile acefala (senza testa). Presenta delle spalle larghe e non è nuda. In questo periodo è difficile trovare delle donne scolpite. Il corpo sparisce all’interno di una veste molto curata. ‘E perfettamente tornita quasi fosse una colonna. Si intravede solo un braccio. I piedi indicano una perfetta stabilità.

Scultura classica:

 Zeus dell’Artemision

Si possono notare numerose differenze confrontando questa statua con un kouros. La posizione è di equilibrio anche se si intravede il movimento del lancio del giavellotto. ‘E un atleta e le proporzioni lo confermano. Possiamo individuare un’asse di simmetria centrale. Le gambe aperte formano un triangolo. ‘E inscritto in una circonferenza. Il braccio destro è leggermente piegato mentre quello sinistro è teso.

Discobolo

‘E una scultura attribuita a Mirone. Non è presente alcuna asse di simmetria. Viene rappresentato il movimento. Il braccio dà l’equilibrio. Il nudo predomina nella rappresentazione degli atleti e degli dei perché con la veste non si vede la muscolatura. Si sviluppa attraverso due direttrici. Il busto è inclinato circa a 45° a segnare una diagonale. La diagonale opposta è segnata dalla gamba. Il secondo piede si poggia sulla punta e il braccio che tiene il disco è in tensione ( si può notare l’arteria).

Scultura ellenistica:

Galata morente:

Rappresenta la morte di un prigioniero che però non si arrende. Non è completamente accasciato; è orgoglioso e possiede una forza interiore. Il busto è ruotato e si poggia su una mano. ‘E seduto su una gamba piegata mentre l’altra segue l’andamento del terreno. Il capo è chinato in avanti.’E presente un’accuratezza nello studio dell’anatomia umana e infatti le proporzioni sono perfette. Il braccio è in tensione come se il prigioniero si volesse rialzare.






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