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WALTER GROPIUS, FagusWerk (1911), Dessau-Torten (1926), Dammerstock e Siemensstadt

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WALTER GROPIUS

Nasce a Berlino nel 1883 da un'antica famiglia originaria di Braunschweig. Dal 1903 al 1907 studia architettura nelle università di Berlino e di Monaco, ma non consegue la laurea. Nel 1907 entra nello studio di Peter Behrens, una delle maggiori personalità della nuova architettura europea, e ne assume la direzione come primo assistente fino al 1910, anno in cui apre il proprio studio a Berlino ed inizia l'attività artistica con la progettazione della Faguswerk ad Alfred an der Leine. Il suo lavoro di progettista e designer prosegue fino allo scoppio della guerra. Dopo aver prestato servizio nell'esercito,  nel 1918 assume la direzione della Grossherzoglichen Sachsichen Kunstgeweberbeschule e della Hochschule fur Bildende Kunst di Weimar.I due istituti vengono poi fusi nella Staatliche Bauhaus di cui Gropius mantiene la direzione fino al 1928, e che da Weimar si trasferisce a Dessau nel 1925, in seguito all'opposizione del governo della Turingia. Nell'istituto convergono molti dei maggiori maestri europei: Marcel Breuer, Herbert Bayer, Josep Albers, Làszlò Moholy-Nagy, Vassilij Kandinskij, Paul Klee, Adolf Meyer, George Muche, Oskar Schlemmer. Accanto all'impegno pedagogico, Gropius continua il suo lavoro di progettista costruendo nel 1925 la nuova sede del Bauhaus a Dessau, universalmente considerata la sua migliore creazione.Nel 1928 lascia l'istituto ed aderisce al CIAM, di cui è vicepresidente. Da questo momento si dedica soprattutto a problemi urbanistici e la sua realizzazione di maggior rilievo è il quartiere Siemensstadt a Berlino (1929). Causa l'avvento del Nazismo, si trasferisce in Inghilterra nel 1934 e negli Stati Uniti nel 1937, dove è chiamato a occuparela cattedra di architettura della Graduate School of Design, di cui assumerà la presidenza fino al 1951. Nel 1945 si associa ad un gruppo di giovani architetti e dà vita al TAC (The Architects Collaborative). L'ultimo periodo della vita di Gropius è segnato da una grande vivacità artistica: progetta l'edificio dell'InterBau a Berlino, il Boston Center, l'università di Baghdad. Muore nel luglio del 1969 ancora in piena attività creativa.



Opere:
FagusWerk (1911)

Lo stile di Walter Gropius è già chiaro nella sua prima creazione indipendente: nel 1911, ancora prima che Le Corbusier avesse la benché minima idea dei suoi progetti - la casa Citrohan è del 1920-22) e mentre Mondrian si accingeva al primo viaggio parigino. Il progetto, sebbene risenta in qualche modo della TurbineFabrick di Behrens, è completamente nuovo.Gropius parte assumendo la razionalità come un metodo che permette di analizzare e risolvere i problemi che l'esistenza viene continuamente ponendo; l'ideale estetico non si adatta più alla funzione, come in Behrens, ma è strutturazione architettonica della funzione. Niente nella FagusWerk non è perfetto e funzionale, la costruzione è solamente una delimitazione dello spazio: anche la parete, in questo senso, assume la nuova funzione di piano, pura sezione dello spazio, che infatti perde la sua tangibilità con l'adozione del vetro. In questo senso è da intendere l'arretramento della pur esile parte in muratura, che elimina il contrasto del vetro con la pienezza della massa che i pilastri non avrebbero potuto non suscitare. La struttura si pone quindi come elemento pienamente funzionale, tende a perdere addirittura la sua concretezza per assurgere a piene forma, trasparente affinché lo spazio esterno penetri all'interno e viceversa.

Dessau-Torten (1926)

Tra il 1926 e il 1928 Gropius realizza la sua prima grande progettazione urbanistica, i quattro lotti di case a schiera del quartiere di Dessau-Torten per la Reichsforschungsgesellschaft. Se le unità di abitazione (di quattro tipi, in parte prefabbricate) continuano sul filo dell'esperienza del Bauhaus, accentuando la semplificazione delle strutture e giungendo a un tersissimo linguaggio formale, lo spazio urbanistico così ricco di implicazioni proposto dalla stessa Bauhaus non trova qui un'applicazione felice. E' indubbio che osservando la imetria generale del quartiere si realizzi mentalmente un'articolazione spaziale, cioè una totale agibilità dello spazio, ma è anche indubbiamente vero che l'osservazione complessiva è del tutto astratta, non può compiersi che sul foglio del progetto, e non esiste quindi per chi effettivamente abita il quartiere, per l'uomo di cui il quartiere dovrebbe essere la funzione vitale.Infatti, se la disposizione delle case su file a raggiera o ad archi concentrici attorno al magazzino cooperativo aggancia uno spazio che appare articolato e godibile, in effetti la serialità del loro rapporto ricrea il tema delle strade che si costituiscono come percorsi obbligati, annulla l'individuo riportandolo nella condizione di unità isolata di un insieme di cui fa parte fisicamente, perpetua insomma la condizione tradizionale dell'individuo nella società.




Dammerstock e Siemensstadt

Dessau-Torten conclude in certo modo il ciclo operativo gropiano legato alla Bauhaus, e non solo perché nel '28 egli lascia la direzione dell'istituto, quanto perché il seguito del suo lavoro segna un superamento delle tematiche precedenti. Il tema - l'architettura come urbanistica - non è nuovo, nuovo è il modo in cui Gropius in questo momento l'affronta. In sostanza egli si adopera ad individuare nella società una struttura collettivistica e ne studia i moduli e le esigenze. Come farà più tardi Le Corbusier nelle sue villes radieuses, codifica i rapporti tra individuo e società trasferendo alcuni aspetti delle attività un tempo riservate alla famiglia (educative, ricreative) non alla società, ma al gruppo sociale che si identifica con la casa non più unifamiliare. Si tratta di una formulazione razionalistica, che prevede la perfetta eguaglianza tra individui e quindi la loro possibilità di combinarsi indifferentemente in nuclei che costituiranno dopo la famiglia il secondo livello organizzativo della società. Tutto questo ha però un risvolto classista: i quartieri presi in esame offrono infatti abitazioni confortevoli per la classe operaia che non viene inserita in alcun modo nel tessuto sociale della città. Ciò non significa che sia il quartiere Dammerstock sia quello Siemensstadt non siano in questi loro limiti perfetti. Le case si dispongono su file a pettine, perpendicolari rispetto al flusso viario, così da ripetere un rapporto costante e seriale tra pieni e vuoti. Una volta di più alla natura è negato ogni valore emozionale, alberi e aiuole, così come cielo ed orizzonti, vengono concepiti come elementi necessari della razionalità abitativa e come tali distribuiti uniformemente. La struttura mentale di Gropius, derivante dalla sua formazione, gli impediscono di pensare all'uomo come ad un grumo di sentimenti, oltre che come ad uno schema razionale, e Gropius si trasforma da architetto in progettista di buone e razionali abitazioni.


 






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