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Fenici: da “phoinix” (porpora). Omero li chiamava Sidonii,dalla città Sidone

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 Fenici: da “phoinix” (porpora). Omero li chiamava Sidonii,dalla città Sidone.

I Fenici erano un popolo che viveva sulle coste della Siria, tra le montagne del Libano e il mare, in una stretta fascia di terra fertile, dove venivano coltivati il grano e i prodotti tipici delle coste del mediterraneo: l’ulivo e la vite. Dai monti proveniva il legname che veniva utilizzato per la costruzione di edifici e navi; le città fenicie, infatti, furono soprattutto grandi centri commerciali le cui navi si spingevano prima solo lungo le coste del Mediterraneo orientale, poi in tutto il Mar Mediterraneo.

Il commercio marittimo era però rischioso, non solo per le tempeste che potevano provocare naufragi, ma anche per i pirati che potevano attaccare le navi e rubare il carico. Perciò navigavano di notte, grazie alla capacità di orientarsi con le stelle.

Lo sviluppo commerciale favorì anche l’artigianato: i Fenici si specializzarono nella produzione di oggetti da lusso, come i tessuti tinti con la porpora (ricavata da un mollusco, il murice), gli oggetti di avorio e bronzo, i vasetti e i gioielli di vetro.

I Fenici non crearono un unico regno: ogni città era indipendente, con un proprio re e le proprie leggi (città stato).

A partire dall’ottavo secolo a.C. i Fenici cominciarono a fondare colonie in tutto il Mar Mediterraneo. Le colonie fondate dai Fenici non erano indipendenti, ma avano tributi alla città da cui provenivano i fondatori, e non avevano un proprio re, ma dei giudici (suffetii) come governatori. La più famosa di queste colonie era Cartagine. (Altra famosa: Cadice)

Gli scambi commerciali favorirono anche la diffusione della scrittura fenicia, di tipo alfabetico, che fu poi ripresa dai Greci: fu perciò grazie ai Fenici che l’alfabeto si diffuse in Europa.

I Fenici sono sempre stati rivali dei Greci e alleati dei Persiani; la loro fine fu quindi segnata dalla vittoria decisiva dei Greci sui Persiani.

Le città dei Fenici:Tiro era un porto importante; sorgeva su un’isola, e divenne ben presto una culla dell’arte e della cultura. Assieme a Sidone rappresentava il cuore dell’impero marittimo dei Fenici.

Sidone sorgeva nell’attuale Libano, in un luogo ricco d’acqua, protetta dal mare da una serie di isolotti. In alcuni periodi della sua lunga storia, fu sottomessa alla vicina Tiro. (Altre città: Biblo [famosa per il commercio del papiro; Biblo vuol dire “corteccia”], Berito [l’odierna Beirut] )

Religione: Le più importanti divinità fenicie erano quattro: El e Baal (maschili) e Anat e Astarte (femminili). El (“dio”) era il dio della sapienza, Baal (“padrone”) regolava i fenomeni atmosferici, Anat era la dea della purezza e Astarte (Ishtar) dell’amore (la greca Afrodite). Astarte era venerata a Biblo. (Le venivano sacrificati dei bambini)

Cibi: Sappiamo cosa mangiavano i Fenici perché conosciamo i prodotti tipici della Siria, oltre che per i numerosi ritrovamenti di tavolette con sopra incise descrizioni di pranzi e cene. Per antipasto, stuzzichini vari cotti in foglie di vite, poi fave e lenticchie, carni e pesci, e per dolce una specie di frittata al miele e vino resinato.

Letteratura:

Dei Fenici si parla nell’Eneide, poema epico di Virgilio. Argomento dell’Eneide è il trasferimento in Italia, per il volere del Fato, di Enea. Enea, in questo suo lungo viaggio, sbarcherà a Cartagine (colonia fenicia), dove incontrerà la regina Didone e se ne innamorerà. La bella regina si ucciderà dopo la partenza dell’eroe troiano.






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