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Gli Etruschi

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Gli Etruschi

L'arte etrusca in origine accolse modelli greci ed orientali, ma ben presto elaborò uno stile dalle caratteristiche originali. 

L'architettura è particolarmente interessante per gli edifici templari, arricchiti di terracotte ornamentali, e per alcuni monumenti funerari che riproducono le dimore aristocratiche. 

Gli Etruschi si distinsero nelle arti plastiche, realizzando statue, sarcofagi e bronzetti, e raggiunsero alti livelli espressivi nella rappresentazione della ura umana. 

Le ceramiche erano assai diffuse e le loro decorazioni assumono grande importanza dato che si ispirano alla vita quotidiana ed alla mitologia. Il bucchero fu un'invenzione dei ceramisti etruschi. 

Eccezionale testimonianza dell'attività degli artisti etruschi ci è offerta dalle pitture che decoravano le tombe dipinte di Tarquinia.  Esse rafurano scene di banchetto e di compianto e giochi funebri. 



Il corredo funebre era costituito da vasi, gioielli ed oggetti personali adoperati in vita, che accomnavano il defunto nell'aldilà. 

Culto dei morti

Gli Etruschi pensavano che la vita continuasse nell'aldilà con le stesse caratteristiche della vita terrena. La necropoli era, quindi, organizzata come una città e l'urna e la tomba ripetevano le strutture caratteristiche della casa. 

Il corredo funebre, deposto accanto al defunto, era frutto dell'idea che egli sopravvivesse in qualche modo dove si trovavano le sue spoglie e che avesse quindi bisogno degli oggetti di cui si era servito nella vita quotidiana.  

Dopo la morte si attuavano le necessarie pratiche di sepoltura.  Fra il IX e l'VIII sec. il corpo era sottoposto ad incinerazione. I resti venivano custoditi nell'urna, che veniva posta in tombe a pozzetto scavate nel terreno. 

A partire dall'VIII sec. iniziò a diffondersi la pratica dell'inumazione. il corpo veniva deposto integro in una fossa od in una camera sotterranea, spesso riccamente decorata. 

Alla sepoltura si accomnavano suggestive cerimonie funebri, il cui momento culminante era il banchetto, nel quale si sottolineava fortemente il valore dell'unità familiare. 

La stessa idea riaffermavano a scadenze periodiche i riti di commemorazione dei defunti, che consistevano nell'offerta di cibi e bevande, compiuta su altari posti nella camera principale della tomba o all'esterno di essa, sul tumulo. 

Economia

L'economia etrusca era basata sullo sfruttamento delle risorse naturali.  Le fertili pianure erano adatte all'agricoltura, e vi si coltivavano i cereali, mentre le colline erano ricoperte di vigneti ed oliveti. 

I pascoli e le valli boschive erano adatti per l'allevamento dei bovini, destinati ai lavori agricoli, ovini e suini per uso alimentare.  Lungo la fascia costiera, presso laghi e fiumi veniva praticata la pesca. 

I giacimenti minerari dell'Etruria centro-settentrionale marittima svilupparono l'attività metallurgica, soddisfacendo anche la richiesta di materie prime da parte di Fenici e Greci. 

L'artigianato artistico era specializzato nella lavorazione del bronzo, dell'oro, della ceramica, del legno e della terracotta.  Il commercio seguiva rotte marittime che interessavano le coste tirreniche, adriatiche e mediterranee. 

Vie di comunicazione partivano dalla costa tirrenica verso l'interno della penisola, utilizzando itinerari segnati dalle valli fluviali. 

Le importazioni riguardavano oggetti di lusso orientali e ceramica greca, che venivano scambiati con grano, olio, bronzi lavorati e ceramiche.  La disponibilità economica degli Etruschi era notevole, ma solo verso la metà del V secolo sentirono il bisogno di avere una propria monetazione.

Religione

La caratteristica principale della religiosità etrusca era il sentimento di totale subordinazione della realtà terrena al volere delle divinita'. 

Gli dei, in origine, erano concepiti come forze indistinte che agivano in particolare sulla fertilità, un aspetto fondamentale della vita sia dell'uomo sia della natura. 

I contatti commerciali con la Grecia produssero una sostanziale novità: la forza divina prese fattezze umane, venne individuata per mezzo di attributi e venne specificato il suo raggio d'azione. 

La civiltà etrusca riteneva che ci fosse una strettissima corrispondenza tra la realtà terrena e quella ultraterrena.  La pace sulla terra era, quindi, un riflesso della pace nei cieli ed era garantita solo se l'uomo era attento a cogliere i segni celesti esaminando il tragitto dei fulmini, le viscere degli animali sacrificati, il volo degli uccelli ed a compiere scrupolosamente il volere degli dei. 

L'interpretazione dei messaggi divini e l'adempimento dei riti propiziatorii erano compiti dei sacerdoti, la cui sapienza venne sedimentandosi in norme di culto che regolavano ogni aspetto della vita pubblica e privata. 

La religiosità primitiva era legata alla casa, dove venivano venerati gli antenati della famiglia. A partire dal VI sec. iniziarono a sorgere luoghi di culto pubblici, sia nelle città, sia ai crocevia commerciali. 

Storia



Il problema delle origini del popolo etrusco è ancora irrisolto.  Le fonti antiche parlano di una sua provenienza orientale, ipotesi successive di una sua immigrazione dal Settentrione.  Recentemente si ritiene che la cultura etrusca si sia formata gradualmente in area italica.  Da villaggi della civiltà di Villanova

 si svilupparono, infatti, molte delle città della dodecapoli etrusca. 

La ricchezza dei centri dell'Etruria si accrebbe nel sec. VIII con l'intensificarsi degli scambi commerciali: ebbe inizio l'espansione etrusca nel Mediterraneo che divenne presto una vera talassocrazia.  L'alleanza con i Cartaginesi ed il contatto, spesso conflittuale, con la Magna Grecia arricchirono molto la civiltà etrusca e ne influenzarono l'arte, i costumi, l'ordinamento politico. 

Nel 616 a.C.si aprì con la dinastia dei Tarquini il periodo della 'monarchia' etrusca a Roma. I re etruschi introdussero riforme sociali e dell'esercito e migliorarono l'impianto urbano.  I loro governo assunse sempre più le caratteristiche di una 'tirannia' a base popolare.  Cacciati i Tarquinii, Roma iniziò ad espandersi a spese dei confinanti. 

La romanizzazione dell'Etruria fu un processo lento e graduale e ciascuna città della dodecapoli adottò verso Roma una linea politica indipendente: Veio la contrastò, Cerveteri le fu alleata, Tarquinia fu costretta al la pace.  Allo stesso tempo l'Etruria subiva la pressione degli invasori Celti. 

Nel III secolo a.C., dopo la sconfitta della confederazione etrusco-italica a Sentino e di quella etrusco-celtica a Vadimone, Roma diede inizio in Etruria ad una vera politica di egemonia: isolò le città etrusche dal mare, fonte di ricchezza, ed impose, insieme con le proprie istituzioni, anche l'uso della lingua latina. 

Urbanistica

Non si conosce con precisione la struttura dei centri urbani etruschi, quasi totalmente ssi e solo di recente indagati dalla ricerca archeologica.  Si possono però individuare i criteri che determinavano la scelta del territorio per i centri abitati:le città sorgevano di preferenza su alture difendibili, su zoccoli tufacei dalle pareti scoscese,ad una certa distanza dal mare e lungo le valli fluviali. 

Famose erano le norme della disciplina etrusca concernenti la fondazione delle città: i sacerdoti compivano speciali riti propiziatori orientando le direttrici viarie secondo i punti cardinali e suddividendo l'area dell'abitato dal pomerio, un'area lasciata libera da costruzioni. 

Parte dei centri urbani si sviluppò spontaneamente per aggregazione di vari villaggi, altri furono fondati come colonie secondo piani urbanistici regolari. In questi ultimi gli assi stradali si incrociano ortogonalmente, ed è presente una precisa suddivisione dell'area urbana in zone funzionali. 

Di grande aiuto per chiarire i principi urbanistici cui si ispiravano gli Etruschi nella costruzione dei centri urbani è lo studio delle necropoli, che in parte sono organizzate secondo piani regolatori e presentano quindi una strutturazione analoga a quella delle città dei vivi. 

Vita pubblica e privata

La vita privata degli Etruschi ruotava intorno alla famiglia, l'istituzione sociale fondamentale.  Teatro della vita quotidiana erano le mura domestiche, entro le quali i compiti erano prima suddivisi tra i membri della famiglia, poi assegnati alla servitù. 

La donna godeva di una perfetta parità di diritti con l'uomo e partecipava ad ogni momento della vita sociale: al banchetto, alla caccia, agli incontri in occasione di gare atletiche. 

Molto sviluppata era l'edilizia privata: gli Etruschi idearono la casa ad atrio, trasmessa poi ai Romani, e riservarono grande cura alla decorazione degli interni. 

Con l'affluire in Etruria di grandi ricchezze accumulatesi grazie ai commerci, divenne sempre più intensa la vita di relazione all'interno ed all'esterno delle case.  Le famiglie ricche ostentavano il proprio benessere organizzando banchetti ed ampliando il proprio seguito di clienti e di servi. 

La società ed istituzioni si modificarono gradualmente adeguandosi alle accresciute esigenze di cittadini sempre più benestanti e desiderosi di partecipare alla gestione delle strutture politiche: dalla monarchia si passò nelle città-stato alla repubblica oligarchica. 

Veicolo di questa vita sociale era una lingua di origine sconosciuta, certamente non indoeuropea, che assimilò dai Greci i segni alfabetici. 

Purtroppo nulla ci resta della letteratura etrusca se non i testi a carattere religioso. 





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