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Grande Depressione

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Grande Depressione

Grande depressione è il termine con cui si designa la crisi economica mondiale innescata dal crollo della Borsa di Wall Street a New York nell’ottobre del 1929 e protrattasi per tutti gli anni Trenta.

- Le cause della crisi

Nel 1927, in un periodo caratterizzato da forti investimenti all’estero e da un’economia in continua crescita, i finanzieri di Wall Street cominciarono ad acquistare azioni in borsa provocando un aumento dei prezzi che spinse  gran parte del pubblico ad investire i propri capitali in borsa. Molti impegnarono tutti i propri risparmi, incoraggiati da consulenti disonesti e incompetenti. Ad un certo punto però iniziò a serpeggiare  il timore che questa crescita inaspettata sarebbe cessata. La Federal Riserve Bank, la banca centrale statunitense, suggerì alle banche di non cedere denaro in prestito per gli investimenti in borsa. In più le banche cominciarono ad esigere la restituzione dei prestiti esteri, mentre sempre più numerosi clienti cominciarono a ritirare i loro depositi, provocando così il collasso di molti istituti di credito. La mancanza di liquidità comportò una drastica riduzione degli investimenti nell’industria e una concentrazione della domanda di prodotti industriali e agricoli. Ciò indusse un’ulteriore contrazione del mercato creditizio, tanto che nel 1932 gran parte delle banche degli Stati Uniti erano fallite. La vendita delle azioni acquistò gradualmente velocità e il 23 ottobre più di sei milioni di azioni vennero negoziate a prezzi sempre più bassi. Il giorno seguente, il “giovedì nero”, ne furono negoziate più del doppio. Poi il “martedì nero”, si verificò il crollo della borsa; il prezzo delle azioni di numerose imprese di grandi dimensioni, come la General Electric, precipitò. Quel giorno più di sedici milioni di azioni vennero negoziate e il valore delle stesse calò di altri dieci miliardi di dollari.



- Il fenomeno della disoccupazione

La spirale della crisi portò con se una disoccupazione di massa senza precedenti: 14 milioni di disoccupati negli Stati Uniti, 6 in Germania, 3 in Gran Bretagna, mentre in Italia dalle 300.000 unità nel 1929 si passò al milione di disoccupati nel 1933. un po’ ovunque si ebbe anche un peggioramento del tenore di vita medio. In Gran Bretagna, fino alla metà degli anni Trenta, circa un quinto della popolazione aveva un reddito inferiore al minimo vitale; nelle zone più depresse del paese ciò diede origine alle cosiddette “marce contro la fame”, come il memorabile corteo di disoccupati che nel 1934 sfilò da Jarrow, nel nord-est dell’Inghilterra, fino a Londra.

- Il New Deal

Negli anni 1930-31 la crisi economica negli Usa conobbe un peggioramento; i programmi anticrisi dell’allora presidente repubblicano Hoover furono un fallimento, e fecero crollare i consensi nei confronti del Partito Repubblicano. Nel 1932 venne eletto alla presidenza il democratico Franklyn Delano Roosvelt, il quale lanciò il cosiddetto “New Deal” (nuovo corso), una serie di misure volte a risanare l’economia e la società degli Usa, travolte dalla crisi. Roosvelt è un convinto sostenitore del “welfare state” ( stato sociale), ovvero quello stato che interviene per garantire a tutti i cittadini l’accesso ai beni indispensabili, e cioè: casa, salute, istruzione, livello minimo di reddito. Roosvelt promuove una grande massa di lavori pubblici per ridurre la disoccupazione (strade, ponti, centrali elettriche per fornire energia elettrica a costi più bassi rispetto alle comnie private). Lo stato indennizza gli agricoltori, andoli per non produrre, al fine di sostenere i prezzi dei beni di consumo. Roosvel, attuando una scelta rivoluzionaria e coraggiosa, abbandona la politica della deflazione per favorire un’inflazione controllata: mette denaro in circolazione per cercare di aumentare i consumi, e contemporaneamente svaluta il dollaro. Roosvelt difese i salari minimi e i contratti di lavor, favorendo l’azione dei sindacati e la riduzione dell’orario di lavoro. Nel 1936, forte dei consensi degli operai e dei sindacati, Roosvelt venne rieletto presidente. La crisi si avviava a essere superata: nel 1938 cominciano enormi stanziamenti governativi per l’aumento della produzione bellica; con lo scoppio della guerra, la crisi verrà definitivamente superata.









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