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Guerra civile spagnola

Guerra civile spagnola
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Guerra civile snola

La guerra di Sna (1936-l939) è stato uno degli eventi più drammatici della storia di questo secolo. Non si è trattato di un semplice fatto militare, ma di una guerra civile, con tutti quegli eccessi e quelle violenze che accomnano le guerre fratricide.

Molti artisti hanno collaborato in questo conflitto scrivendo e dipingendo. Tra questi ricordiamo: Pablo Neruda Rafael Alberti Pablo Picasso Andrés Segovia e Ernest Hemingway

Questo conflitto militare oppose la repubblica snola governata dalle sinistre, coalizzate nel Fronte Popolare alle forze insurrezionali dellla destra, organizzate dai nazionalisti, e si concluse con la vittoria di queste ultime. La crisi che precipitò il paese nella guerra civile fu innescata dall'ascesa al potere delle sinistre vincitrici nelle elezioni del febbraio 1936 e dall'immediata reazione delle destre sostenute dai vertici dell'esercito, con a capo i generali Josè Sanjurjo Sacanell, Emilio Mola e Francisco Franco La cospirazione militare, fiancheggiata dall'azione delle squadre fasciste della Falange snola, responsabili di una spirale di violenze e di disordini, prese il via dopo l'assassinio del capo della destra monarchica Josè Calvo Sotelo (13 luglio) a opera di elementi di sinistra.



Il 17 luglio insorsero le truppe snole del Marocco e il giorno seguente la ribellione si estese alle guarnigioni della Sna, attestandosi nelle province rurali del Centro-Nord e nelle città di Burgos, Salamanca e Avila

Le forze governetive, appoggiate da milizie operaie, stroncarono la rivolta a Madrid, a Barcellona e in molti centri industriali del Nord e dell'Est, ma non nel Sud, dove a Cadice, Siviglia e Granada la resistenza operaia fu subito soffocata nel sangue dai ribelli. A fine luglio i nazionalisti controllavano quasi un terzo della Sna, e il cosiddetto triangolo andaluso a sud (Huelva-Siviglia- Cordova), e disponevano di un proprio centro di comando, la giunta militare di Burgos.

Decisivo per il successo dell'insurrezione fu l'apporto dell'esercito coloniale africano del generale Franco che, bloccato in Marocco dalla Marina repubblicana, potè sbarcare tra la fine di luglio e i primi di agosto nel Sud della Sna. Mentre ciò preludeva a un sostegno delle due potenze alla causa dei nazionalisti, andarono invece deluse le speranze dei repubblicani di poter contare sull'appoggio delle democrazie occidentali, sia per la paura da parte dell'Inghilterra di provocare un conflitto di dimensioni europee, sia per le titubanze del premier francese Léon Blum paralizzato dall'opposizione interna. Il governo repubblicano di Madrid fu costretto quindi a puntare soprattutto sull'aiuto dell'Unione Sovetica. Tra il 29 e il 30 settembre la giunta militare di Burgos nominò Franco generalissimo e capo del governo nazionalista. Con il favore tale circostanza, Franco ritenne di poter accellerare il corso degli eventi marciando su Madrid, dove la coesione del governo repubblicano era fortemente scossa dallo scontro in atto tra comunisti e socialisti moderati tra una parte, preoccupati di salvaguardare la sopravvivenza della repubblica democratica. Nell'imminenza dell'attacco alla capitale, piena di rifugiati e carente di acqua e di viveri, i repubblicani poterono contare su rifornimenti in mezzi e armi dall'Unione Sovietica e sull'arrivo dei primi contingenti di volontari delle Brigate Internazionali. Seguirono tra il dicembre 1936 e il marzo 1937 una sere di battaglie a Boadilla, Jarama e Buadalajara con cui le truppe repubblicane tentarono di rompere l'accerchiamento di Madrid a costo di gravi perdite. Ciò non impedì i progressi dei nazionalisti che, completarono la conquista delle province basche nella primavera-estate seguente, avvalendosi della copertura aerea della Legione Condor, rimasta tristemente famosa per il bombardamento della popolazione civile di Guernica



Approfittando della difficoltà dei repubblicani, il 7 marzo 1938 Franco lanciò una massiccia offensiva in Aragona e Castiglia mobilitando il grosso delle sue forze (100.000 uomini, 200 carri armati e quasi 1000 aerei) che, il 15 aprile raggiunsero il Mediterraneo, tagliando fuori la Catalogna dal governo di Valencia. In luglio i repubblicani sferrarono la loro ultima grande offensiva sul fiume Ebro, che impegnò entrambi i fronti in una violentissima battaglia durata fino al 16 novembre, allorchè i nazionalisti presero il sopravvento. L'attacco finale di Franco cominciò a fine dicembre 1938. Mentre a Valencia il governo repubblicano cercava di organizzare la resistenza, il 5 marzo si cosituì a Madrid una giunta dissidente capeggiata dal colonnello Segismundo Casado che, consentì che le truppe nazionaliste entrassero nella capitale il 27 marzo. Il 1° aprile il governo di Burgos annunciò ufficialmente la fine della guerra civile. Gli strascichi del conflitto furono pesantissime: 400.000 repubblicani furono costretti all'esilio e più di un milione di oppositori al regime franchista finirono in prigione o nei campi di lavoro. Oltre 400.000 persone morirono nel corso della guerra, mentre circa 100.000 furono quelle giustiziate tra il 1939 e il 1943.


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