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IL MEDIOEVO

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IL MEDIOEVO        

 

ECONOMIA  : L’economia medievale è chiusa, miticamente autarchica, legata esclusivamente alla terra, statica e ferma nelle sue gerarchie.

 

SOCIETA’ : E’ gerarchicamente ordinata e chiusa in tre ordini “voluti da Dio”:



1)            Oratores;

2)            Bellatores;

3)            Laboratores.

Ci sono rigidissimi vincoli che non si possono rompere o cambiare in nessun modo.

 

CULTURA : E’ prettamente orale e non è autonoma, infatti è totalmente subordinata ed amministrata dalla Chiesa. Questo avviene quando alla fine dell’Impero Romano d’Occidente tutti si spostano nelle camne abbandonando le proprie case e ciò che vi era all’interno, come i libri.  I monaci, chiusi nei monasteri, iniziano a copiare i testi salvati acculturandosi e rimanendo così gli unici a conoscere il latino vero e proprio anche se con qualche differenza.

Quando Carlo Magno, unite le sue terre deve amministrarle, si accorge che il modo migliore per governare  è l’aiuto della Chiesa poiché è sparsa in tutto il territorio e possiede la cultura (l’alleanza fra Francia e la Chiesa durerà fino al 1781). Carlo Magne decide così di aprire nel suo palazzo una scuola che viene frequentata da tutti i nobili che lo affiancano nell’amministrazione delle sue terre e dai monaci che vi insegnano.

Il monopolio della Chiesa sulla cultura era completo e totale, infatti i maestri erano uomini di Chiesa, i colti era uomini di Chiesa e le scuole erano nei monasteri. Inoltre anche la ragione umana era vista sotto un punto di vista teologico in quanto per ragione si intendeva l’intelligenza della fede ovvero la capacità di capire il messaggio datoci da Dio.

In questo periodo non si possono leggere tutti i libri, poiché la Chiesa ha imposto che si leggano solo le opere degli autores ovvero opere di scrittori del passato appartenenti alla tradizione che erano già stati tramandati. Anche gli autores erano controllati da una rigida gerarchia:

1)  Bibbia;

                                  Sacre Dottrinae

2) Decreti Papali;     

4)            Filosofi Cristiani ( Padri e Dottori della Chiesa)

                    Es.: S. Agostino, S. Ambrogio;

5)            Filosofi ani fra i quali vi era anche Aristotele        La Logica viene tradotta da Boezio, infatti non scontrandosi con la religione cristiana e con le idee che diffondeva la Chiesa, viene accolta e diffusa. La Fisica e la Metafisica, invece sono state tradotte dagli arabi. Il Papa, però, né vieta la diffusione, ma nelle università lontane dalla sede papale e che non erano controllate si studiavano tutte le dottrine di Aristotele comprese quelle proibite. Un esempio è la Sna dove l’università di Salamanca si pubblicizzava parlando degli studi di Aristotele.

Il primo a capire l’utilità di Aristotele fu S. Tommaso che viene infatti chiamato l’Aristotele Cristiano.  

In questo periodo le strutture dove si sviluppava la cultura erano tre, pur tutte in mano alla Chiesa:

1)   Schola Monastica (Xsec.)         Il monaco accetta mal volentieri di diventare maestro come voleva Carlo Magno, poiché in quanto uomo di Chiesa sosteneva che pensare fosse pericoloso; Infatti con la nascita delle Accademie le scuole dei monasteri vanno sendo.




La loro lezione (Lectio) si svolgeva in tre fasi:

A)           Lettura del maestro agli studenti che dovevano memorizzare tutto poiché no c’erano libri;

B)            Il maestro spiegava ciò che aveva letto, in realtà  

faceva una semplice parafrasi;

C)             Si cercava una morale religiosa nello spiegare ciò

L’autore aveva voluto dire.

    Nel monastero si insegnavano solo le arti del trivio,  

    ovvero retorica, grammatica e dialettica.

2)Schola delle cattedrali      Queste scuole aprono  quando le città  vengono ripopolate e né nascono delle nuove. Essendo scuole cittadine quelle delle cattedrali sono molto elastiche rispetto a quelle monastiche, infatti inizia la specializzazione nelle singole arti: trivio e quadrivio.

3)Università (XII sec.)         potevano essere domenicane o francescane. Inizialmente erano delle semplici corporazioni di studenti e/o di insegnanti, ovvero coloro che facevano dell’imparare un mestiere. Con la nascita di queste università la cultura si fa più aperta poiché essendo di competenza del Papa erano meno controllate. Con il tempo queste iniziano a specializzarsi: in teologia, nelle arti profane, in medicina ecc.. Ciò che differenzia le università francescane da quelle domenicane è la scienza principale, infatti, nelle domenicane si studiava la teologia (es. Parigi), mentre nelle francescane si insegnava ed esaltava la natura (es. Oxford).

Rapporti tra fede e ragione (Intellectus fidi           negare l’autonomia della ragione).

C’erano tre modi di pensare diversi:

1)     Credo quia absurdum               questo era il modo  di             

        pensare dei maestri (Es. S. Pier Damiani)      

Credo in Dio proprio perché è superiore alla ragione.

   Pregi: questo modo di pensare salva la trascendenza di   Dio rispetto alla ragione umana.

   Difetti: rischia di cadere nel fideismo (la fede esclude la ragione).

2)    Intelligo ut credam         Per credere devo prima capire.

Pregi: fa recuperare la ragione e la consapevolezza

Difetti: rischia di cadere nel razionalismo

3)    Credo ut intelliga, intelligo ut creda.              Lo ha detto S. Agostino che risale ad un periodo precedente rispetto al medioevo.

 


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