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LA RINASCITA DELLA VITA CITTADINA E LA RIFORMA DELLA CHIESA - LA SIGNORIA BANNALE, LA VITA CITTADINA IN ITALIA E OLTRALPE

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LA RINASCITA DELLA VITA CITTADINA E LA RIFORMA DELLA CHIESA

LA SIGNORIA BANNALE

L’economia curtense entrò in una fase di decadenza. Per la coltivazione della pars dominica, il signore preferiva affidarsi a manodopera salariata. Fu possibile recuperare nuove tecniche agrarie.

I contadini continuarono i loro lavori , anche se col tempo si ridussero in modo rilevante. Le corvée vennero trasformate in censi. In molti casi il signore rinunciò alla conduzione diretta del feudo. Concedeva in affitto i terreni, che era una concessione limitata nel tempo. Per i campi

bisognosi di lavori di miglioramento, veniva attuata l’enfiteusi, il contadino ava un canone annuo che aumentava con il crescere del rendimento del terreno. Molti di questi coloni finirono x diventare dei liberi proprietari. L’affrancamento, permetteva al signore di liberare dipendenti e intere comunità di villaggio. Ci fu un’evoluzione della signoria fondiaria, la signoria bannale. Il signore disponeva del banno, cioè il diritto di comandare ed esercitare il potere al posto dell’autorità pubblica. Il suo fondamento era costituito dalla forza militare. Gli abitanti erano costretti a are la taglia, una tassa versata in denaro e applicata in base al reddito; la manomorta, un imposta versata x avere il diritto di trasmettere l’eredità; la bannalità,

che comportavano l’obbligo di servirsi di mulini, forni, fienili ecc. Il signore riscuoteva la gabella, una tassa sui beni venduti. Un’altra fonte di reddito era l’incameramento delle ammende. I tribunali avevano spesso sede nel castello, ed erano composti da giudici che avevano legami di parentela o

di dipendenza dal signore. Per questo i contadini erano gli svantaggiati.

LA VITA CITTADINA IN ITALIA E OLTRALPE

Nella Seconda metà del X sec. Si ebbe una ripresa demografica europea., causata dalla maggiore tranquillità delle popolazioni del continente. A ciò si accomnò uno sviluppo della produzione agricola. Si innescò così un circolo virtuoso. L’aumento della manodopera portò alla colonizzazione di vasti territori. Ci fu un movimento di bonifica di territori paludosi, come in pianura Padana. La coltivazione di nuove terre fu sollecitata dai signori x aumentare le proprie rendite. Garantivano ai contadini che si insediavano nelle zone disabitate sectiune di libertà, franchigie, dietro il amento di un canone. Ci furono delle innovazioni tecniche, come l’aratro pesante, l’erpice di ferro, il giogo frontale, il collare di spalla, la ferratura degli zoccoli. Un’altra importante innovazione fu la rotazione triennale. Permetteva di ridurre il pericolo di carestie. Ci furono innovazioni anche nel campo della navigazione: li timone di poppa, l’ago calamitato, le sectiune nautiche. Le fiere e i mercati erano i principali nodi di scambio. Oggetto di questo commercio erano le pellicce, i panni di Frisia, il vino del bacino di Parigi ecc. Tra il IX e l’XI sec. Esistevano mercati speculatori. A Venezia si svilupparono tecniche di scambio come il contratto di commenda: una persona facoltosa metteva un capitale a disposizione di un mercante x compiere un viaggio d’affare. Con la ripresa dei commerci riprese anche il valore della moneta e il desiderio di guadagno. La moneta divenne il simbolo della nuova prosperità, quindi si diffuse la richiesta di prestiti, che veniva condannata dalla chiesa, che chiamava usura. I piccoli villaggi si uniranno nella potente Lega anseatica. Il risveglio più intenso della vita cittadina si ebbe nell’Italia centro-sett. Iniziarono a formarsi dei borghi.






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