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LA RISIERA DI SAN SABBA

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LA RISIERA DI SAN SABBA

La Risiera di San Sabba, situata in Trieste fù l’unico esempio di lager nazista in Italia. In realtà quest’ultima era stata concepita nel 1913 come stabilimento per la pilatura del riso, ma dopo l’8 Settembre del 1943, venne usata come campo di prigionia per i militari italiani, in seguito alla dissociazione della monarchia italiana dalla germania e la proclamazione dell’armistizio.

Successivamente la risiera venne poi adibita come campo di detenzione di polizia, destinato allo smistamento dei deportati in Polonia e in Germania, come deposito di beni confiscati e alla eliminazioni degli ostaggi, detenuti politici ed ebrei.

La Risiera era anche munita di forno crematorio, progettato da Erwin Lambert, che però il 30 Aprile 1945 venne distrutto con dinamite dai nazisti, tutto questo per eliminare le prove di tutti i loro delitti.

Questi consistevano in quasi cinquemila soppressi, e in molti prigionieri in attesa di essere smistati nei lager.

Prima della seconda guerra mondiale, gli ebrei triestini erano circa cinquemila, dei quali molti dopo le leggi fasciste del 1938 tentarono la fuga all’estero.

Purtroppo per circa settecento di essi non ci fu via di scampo e vennero deportati nei campi di sterminio, e da questi ultimi solo una ventina riuscirono a sopravvivere.

Oltre a tutti questi delitti, va anche ricordata l’istituzione del “Tiergarten 4”, il quale provvedeva all’eliminazione di handicappati sia fisici che mentali della Germania e dell’Austria, fortunatamente dopo un certo periodo il “T4” venne sospeso, ma per circa centomila disabili era ormai troppo tardi.

Ero consapevole di tutti i massacri compiuti dai nazisti, ma dopo aver sentito queste testimonianze, anche raccontate da un ex-deportato, non riesco proprio a spiegarmi come un insieme di uomini abbia potuto solamente concepire questi delitti. Non credo che mai e poi mai l’uomo debba dimenticare ciò che è successo appena cinquant’anni fa, tutte quelle vite sacrificate devono servire assolutamente a far capire a tutti quegli uomini intolleranti che non si può più commettere simili errori.

Ma invece, ciò che si è verificato durante la seconda guerra mondiale, si sta riverificando di nuovo, certo con motivazioni diverse, ma sempre in modo brutale come allora, tutto ciò mi rammarica molto e spero che un giorno tutti gli uomini riescano finalemente a ragionare con la testa e il cuore, e non solo con la forza.






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